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Maremma: arrampicate in aree vietate? La denuncia degli ambientalisti: “Habitat delicati sotto pressione”

Nuove vie e chiodature segnalate in Maremma, tra Roccalbegna e Argentario. Quattro associazioni denunciano il rischio per la nidificazione di specie protette.

Alcune pareti rocciose della Maremma toscana, tra Roccalbegna e Monte Argentario, sono al centro di una segnalazione da parte di associazioni ambientaliste, che denunciano la presenza di arrampicate e chiodature non autorizzate in aree sensibili per la fauna.

Al centro della denuncia, portata avanti da Fabio Cianchi (associazione Occhio in oasi), Francesco Pratesi (Italia Nostra Toscana), Guido Ceccolini (Cerm – Centro rapaci minacciati) e Stefano Allavena (Altura), c’è l’installazione di ancoraggi metallici permanenti sulle pareti rocciose, che renderebbe possibile l’arrampicata in zone particolarmente sensibili. Secondo le associazioni, questa pratica comporta un aumento della pressione antropica in habitat delicati.

Pareti attrezzate in siti della rete Natura 2000

Secondo quanto riportato, negli ultimi mesi sarebbero state attrezzate nuove vie e installati fix anche in zone comprese o limitrofe a siti della rete Natura 2000, habitat importanti per la nidificazione di diverse specie protette, in particolare rapaci che utilizzano le pareti rocciose per la riproduzione.

La presenza degli arrampicatori, soprattutto nel periodo primaverile, viene indicata come un possibile fattore di disturbo: l’avvicinamento ai nidi può infatti provocare l’abbandono della covata o compromettere la crescita dei piccoli. Gli ambientalisti parlano di un rischio concreto per specie considerate rare o vulnerabili sul territorio.

Al momento non risultano provvedimenti ufficiali o sanzioni legate agli episodi segnalati, né conferme di danni accertati alla nidificazione. La questione si configura quindi come una denuncia preventiva, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità di rispettare eventuali divieti stagionali e regolamentazioni esistenti.

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