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Lago di Santa Giustina in secca: riemergono ponti e vecchie strade sommerse in Val di Non

Il livello dell’acqua del Lago di Santa Giustina si abbassa e riporta alla luce antichi ponti e tratti di strada normalmente sommersi. Un fenomeno raro che svela per qualche giorno il paesaggio della valle prima della costruzione della diga.

In questi giorni il livello insolitamente basso del Lago di Santa Giustina (Val di Non) sta regalando ai visitatori uno spettacolo raro. Nella parte occidentale del bacino, nel territorio di Predaia, dalle acque stanno riemergendo antichi ponti e tratti di strada che normalmente restano sommersi per gran parte dell’anno.

Le strutture, visibili solo quando il livello dell’invaso si abbassa in modo significativo, disegnano nel paesaggio una sorta di archeologia improvvisa: arcate di pietra, vecchi percorsi e resti di infrastrutture che raccontano la viabilità della valle prima della costruzione della diga. Un panorama insolito che negli ultimi giorni ha attirato curiosi, fotografi e residenti lungo le rive del lago.

Il lago artificiale nel cuore della Val di Non

Il Lago di Santa Giustina è il più grande bacino artificiale del Trentino. Si è formato negli anni Cinquanta con la costruzione della Diga di Santa Giustina, una delle più imponenti opere idroelettriche della regione.

Il lago occupa oggi una profonda forra scavata dal fiume Noce e dai suoi affluenti e rappresenta una risorsa importante per la produzione di energia idroelettrica. Nel corso dell’anno il livello dell’acqua varia a seconda della gestione dell’invaso, delle precipitazioni e dello scioglimento delle nevi, lasciando talvolta affiorare parti del territorio sommerso.

I ponti della valle scomparsa

Tra le strutture riemerse in questi giorni ci sono antichi ponti in pietra e vecchi tracciati stradali che un tempo collegavano le frazioni e le campagne della valle prima della realizzazione della diga.

Quando il bacino venne riempito, negli anni Cinquanta, alcune infrastrutture furono demolite o abbandonate, mentre altre rimasero semplicemente sommerse dalle acque. In condizioni normali restano invisibili, ma quando il livello del lago scende diventano nuovamente leggibili nel paesaggio: arcate isolate nel fango, resti di murature e tratti di strada che sembrano emergere da un’altra epoca.

Per la Val di Non è quasi una finestra temporanea sulla storia del territorio.

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