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Addio Churchill, benvenuta fauna: la rivoluzione verde delle sterline

Statisti, artisti e scienziati cedono il posto alla biodiversità: in un esperimento di democrazia partecipativa, la Bank of England affida il design delle sterline ai cittadini.

Il Regno Unito si appresta a compiere una rivoluzione verde simbolica senza precedenti. Per la prima volta in oltre 50 anni, i volti dei personaggi storici che hanno finora rappresentato l’identità intellettuale e il progresso della nazione, ritratti sulle sterline – Winston Churchill (£5), Jane Austen (£10), JMW Turner (£20) e Alan Turing (£50) – lasceranno il posto alla fauna selvatica autoctona.

A scegliere i nuovi protagonisti delle banconote britanniche – pelosi, piumati o squamati – non sarà la Bank of England con una decisione calata dall’alto, ma l’intera cittadinanza, chiamata a esprimere il proprio parere mediante una consultazione pubblica, che segna un nuovo modo di intendere il rapporto tra istituzioni, cittadini e ambiente.

La rivoluzione verde delle sterline

Nel luglio 2025, la banca centrale del Regno Unito ha interpellato i sudditi di Re Carlo III – attraverso sondaggi online, posta, e-mail e progetti scolastici – chiedendo quale tema dovesse guidare il design della prossima generazione di valuta. La risposta ottenuta non ha lasciato dubbi.

Su oltre 44.000 preferenze raccolte, il tema della natura ha trionfato con il 60% dei consensi, superando architettura (56%), personaggi storici (38%), arte, cultura e sport (30%), innovazione (23%) e traguardi importanti (19%).

Un processo partecipativo che si fonda sul medesimo principio di collaborazione e condivisione alla base della citizen science: così come gli scienziati chiedono aiuto ai cittadini per monitorare le specie e proteggere gli ecosistemi, la Bank of England ha chiesto alla popolazione di definire l’identità visiva del Paese.

Il messaggio che emerge dal risultato della consultazione pubblica è chiaro: la natura non è un motivo decorativo ma un bene comune da custodire. Come sottolineato da Nadeem Perera, divulgatore scientifico e membro del panel di esperti in fauna selvatica chiamati a stilare un elenco di specie da sottoporre all’attenzione del pubblico in una prossima consultazione: “La fauna del Regno Unito non è separata dalla nostra cultura. Si trova nei nostri stemmi calcistici, nel folklore e nei ricordi d’infanzia. Darle spazio su qualcosa di simbolico come la nostra valuta è un atto significativo”.

La scelta di rendere la fauna protagonista delle sterline risponde anche a esigenze pragmatiche. Come commentato da Victoria Cleland, tesoriere capo della Bank of England, “la natura è un’ottima scelta dal punto di vista dell’autenticazione. Ci permette di inserire caratteristiche di sicurezza complesse, facili da riconoscere per il pubblico ma difficili da contraffare.

Il passaggio dai personaggi celebri alla fauna selvatica permette inoltre di superare le controversie storiche, che spesso accompagnano la scelta di figure umane. In passato, la Bank of England era stata criticata per la scarsa rappresentanza femminile (risolta parzialmente con l’entrata in scena di Jane Austen) e per l’assenza totale di figure appartenenti a minoranze etniche.

Il prossimo passo: la parola di nuovo ai cittadini

La democrazia, come anticipato, non si ferma alla scelta del tema. La prossima estate verrà lanciata una seconda consultazione pubblica. Un gruppo di esperti in fauna selvatica, che include giornalisti, divulgatori e accademici, preparerà una lista di specie autoctone tra cui i cittadini verranno invitati a scegliere i futuri “volti” delle banconote da 5, 10, 20 e 50 sterline.

“La natura è il filo vivente che lega i nostri paesaggi, la nostra storia e il nostro futuro”, ha dichiarato Gordon Buchanan, divulgatore e membro della commissione. Ed è proprio questo legame che la nuova serie di banconote – che manterrà comunque il ritratto del Monarca sul fronte – intende celebrare.

La comparsa di scoiattoli rossi o forse pettirossi, lontre o martin pescatori nei portafogli britannici, non sarà un processo rapido e immediato. “La complessità delle banconote implica che la progettazione, la sperimentazione e la stampa siano un processo dettagliato e pluriennale, volto a garantirne l’alta qualità, la resistenza e l’accessibilità”, dichiara la Bank of England nel comunicato ufficiale di presentazione dell’iniziativa. Ma la direzione è tracciata.

L’idea potrebbe apparentemente risultare fuori tempo massimo. L’uso dei contanti è infatti molto limitato nel Paese, pari a circa il 15% dei pagamenti totali. Ma di fatto, l’intento non è quello di promuovere una risalita nell’uso delle banconote quanto sfruttare questo comune mezzo di scambio come un piccolo manifesto di valori. In un’epoca di crisi climatica, trasformare una transazione quotidiana in un promemoria della bellezza e della fragilità degli ecosistemi è un gesto carico di significato.

Il Regno Unito si unisce così a quel ristretto gruppo di nazioni che hanno già scelto la via della “divulgazione in moneta”, trasformando il denaro in un veicolo di consapevolezza ambientale. Ne è un esempio la banconota da 5 dollari delle Bermuda, dedicata alla biodiversità marina e terrestre dell’arcipelago, recentemente premiata dall’International Bank Note Society (IBNS) come la più bella al mondo. Una tendenza che nasce dalla voglia di scommettere su un futuro in cui economia ed ecologia parlino la stessa lingua, rendendo la tutela della biodiversità un valore letteralmente nelle mani di tutti.

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