
Torino prova a tornare sulla mappa olimpica. La città piemontese ha avviato un confronto con il CONI per sostenere la candidatura dell’Oval Lingotto come sede delle gare di pattinaggio di velocità alle Olimpiadi invernali Alpi Francesi 2030.
Il sindaco Stefano Lo Russo ha incontrato a Roma il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano Luciano Buonfiglio per discutere del dossier che Torino intende presentare al comitato organizzatore francese. L’obiettivo è ospitare una delle discipline su pista all’interno di un modello di Giochi distribuiti tra diverse località alpine e città francesi.
Le Olimpiadi invernali del 2030 si svolgeranno infatti nelle Alpi francesi dal primo al 17 febbraio, con sedi diffuse tra le località di montagna e alcune città del Paese. In questo contesto, Torino si propone come sede “esterna” ma logisticamente vicina ai territori olimpici francesi, mettendo a disposizione una struttura già esistente.
L’Oval Lingotto
Il cuore della candidatura è l’Oval del Lingotto, l’impianto che ospitò le gare di pattinaggio di velocità durante i Giochi olimpici invernali di Torino 2006. L’edificio è rimasto in funzione negli anni e, secondo l’amministrazione comunale, potrebbe essere riadattato con interventi sulla pista e sugli spalti per tornare a ospitare un evento olimpico.
“Dal nostro punto di vista è razionale venire a Torino invece che andare in Olanda – ha spiegato Lo Russo – anche per la possibilità di una rifunzionalizzazione olimpica dell’Oval”. Il sindaco ha però sottolineato che per competere sarà necessario presentare “un buon dossier” e consolidare le relazioni istituzionali con la Francia e con il sistema sportivo internazionale.
Torino vs Paesi Bassi
La candidatura torinese non è infatti l’unica in campo. In corsa c’è anche Heerenveen, nei Paesi Bassi, con il moderno impianto Thialf Oval, considerato uno dei principali templi mondiali del pattinaggio di velocità. La scelta finale dipenderà dalla valutazione del comitato organizzatore dei Giochi, che dovrà considerare aspetti tecnici, logistici e organizzativi.
Per Torino si tratterebbe di un ritorno simbolico sulla scena olimpica internazionale. La città ha già ospitato i Giochi invernali del 2006 e conserva un patrimonio di infrastrutture sportive e competenze organizzative sviluppate in quell’occasione. L’eventuale assegnazione delle gare di pattinaggio di velocità rappresenterebbe quindi non solo una vetrina sportiva, ma anche un’occasione per rilanciare l’eredità olimpica del territorio e rafforzare i legami tra le montagne olimpiche piemontesi e il sistema dei grandi eventi internazionali.