Meridiani Montagne

Meridiani Montagne in edicola con il numero speciale dedicato alle Alpi Carniche

Alle affascinanti Alpi Carniche è dedicato il numero 139 di Meridiani Montagne, attualmente in edicola. Tra storia dell'alpinismo, pareti di calcare e vallate silenziose

È in edicola il nuovo numero di Meridiani Montagne, il 139, dedicato alle Alpi Carniche, montagne appartate e affascinanti dell’arco alpino orientale. Tra pareti di calcare, creste solitarie e vallate dove il tempo sembra scorrere più lentamente, il volume accompagna i lettori alla scoperta di un territorio ricco di storia alpinistica e di natura ancora autentica. Reportage, interviste e itinerari raccontano alcune delle cime simbolo della Carnia e i suoi protagonisti. A introdurre il numero è l’editoriale del direttore Paolo Paci.

La cover del numero 139

La Carnia non è così lontana

Ricordo un uomo imponente, più alto di me, e ricordo tra le sue dita un grosso sigaro (spento, per fortuna), che agitava raccontandomi le potenzialità sciistiche dello Zoncolan. Ero andato a Ravascletto per incontrare Sergio De Infanti, famosa guida friulana: nel suo albergo Pace Alpina parlammo molto di Angelo Ursella, il “ragazzo di Buia”, morto diversi anni prima un tiro sopra di lui, sulla Nord dell’Eiger. Poi Sergio mi aveva consigliato alcuni spigoli delle Carniche – “un calcare eccezionale” diceva –, belli da far concorrenza alle Dolomiti. Non ci sarei andato a farle, quelle vie: troppo distanti da Milano e soprattutto troppo misteriose (spaventose?). Ma avrei continuato a sognarle. Così come mi facevano sognare le relazioni che Lo Scarpone, mitica rivista del Cai, pubblicava a firma Roberto Mazzilis, con i primi VII e VIII grado delle Alpi Orientali.

De Infanti, classe 1944, purtroppo non c’è più. Mazzilis è di poco più giovane di me e arrampica ancora con lo stesso entusiasmo, come ha confidato alla nostra intervistatrice Riccarda de Eccher (altro nome illustre dell’alpinismo friulano). Sono questi, tra tanti altri, i protagonisti di questa monografia dedicata alle Alpi Carniche. Montagne che restano ancora oggi distanti e misteriose per tutti – a volte anche per gli stessi friulani – e proprio per questo rappresentano un terreno privilegiato di scoperta e di meraviglia. Il Peralba dalla vetta facile, scalata in un passato remoto, ma con tante pareti solide e solari, come l’affilato Dente del Pescecane. Il Coglians con le sue difficili ferrate che ci parlano della Grande Guerra. La Creta della Chianevate, un chilometro e mezzo di bastionata dolomitica che, sorgesse in una valle turistica, sarebbe tra le più famose cartoline alpine, e che invece ben pochi frequentano. E ancora le Dolomiti Pesarine, che s’innalzano con le loro forme perfette sopra la valle degli orologi. Sono infiniti, e scintillanti, i gioielli nello scrigno carnico. Così che vien voglia di preparare subito lo zaino e partire, andare finalmente a ripetere quegli spigoli che Sergio mi consigliava tanti anni fa. Perché la Carnia, pensandoci bene, non è così lontana.

Sommario
Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close