
Ancora una domenica di dolore sulle Alpi occidentali e centrali, dove gli accumuli di neve fresca e instabile sono imponenti. Dopo le tredici vittime di slavine della prima settimana di febbraio, domenica 15 si sono registrati altri quattro morti, in due eventi molto diversi tra loro.
In Val Vény, di fronte al Monte Bianco, hanno perso la vita tre freerider esperti, partiti dagli impianti di Arp-Youla, e che hanno mal valutato le condizioni del percorso. Al Lago Nero, nel comprensorio di Madesimo, l’incidente ha invece interessato quattro piloti di motoslitte, un’attività che nella località in provincia di Sondrio viene molto praticata, sia in forma autonoma sia con tour organizzati.
“Si sono concluse nella tarda mattinata di ieri (domenica 15 febbraio, ndr) le operazioni di ricerca e soccorso a seguito della valanga verificatasi nel Canale dei Vesses, sopra Courmayeur. Il bilancio definitivo è di tre persone decedute, tutte di sesso maschile e di nazionalità francese, rispettivamente di 29, 31 e 35 anni”, recita lunedì 16 febbraio un comunicato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
“I tre freerider, impegnati in un’uscita fuoripista, sono stati travolti e sepolti sotto oltre un metro e mezzo di neve. Erano tutti dotati di Artva. L’allarme è stato lanciato da altri sciatori presenti in zona. Le operazioni di soccorso hanno consentito di individuare ed estrarre rapidamente i tre coinvolti, ma per due di loro il decesso è stato constatato poco dopo il recupero. Il terzo, trasportato in condizioni gravissime all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, è deceduto successivamente nonostante i tentativi dei medici”.
Sul posto, comunica il Soccorso Alpino Valdostano, hanno occupato 15 tecnici e volontari del CNSAS, insieme a militari del SAGF (il Soccorso alpino della Guardia di Finanza), medici, unità cinofile e gli equipaggi di due elicotteri. Ad Entrèves è stato stabilito un Posto Medico Avanzato, ha coordinato le operazioni la Centrale unica del Soccorso della Valle d’Aosta.
Diversa la situazione a Madesimo, dove una valanga ha travolto due coppie di amici durante un’escursione in motoslitta in alta Valle Spluga. L’incidente è avvenuto domenica pomeriggio, poco prima delle 17.30, nella zona del Lago Nero. Sono stati allertati i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Sondrio e la stazione di Madesimo del CNSAS, da due elicotteri sono decollati da Sondrio e da Brescia.
Domenica le ricerche sono andate avanti fino a notte fonda, nonostante il maltempo. Lunedì mattina Daniela Pilatti, sindaca di Madesimo, ha fatto il punto della situazione. “Una delle motoslitte ha sfondato lo strato di ghiaccio che in questa stagione ricopre il Lago Nero, e il mezzo è parzialmente sommerso dall’acqua. Sopravvivere per ore all’addiaccio in quelle condizioni a duemila metri di quota è praticamente impossibile” ha spiegato Pilatti.
“In ogni caso i soccorritori stanno facendo di tutto per recuperarlo al più presto. Fortunatamente le altre tre persone sono in buone condizioni. Le loro motoslitte erano in una zona diversa quando si è staccata la massa nevosa”.
“L’incidente”, spiega ancora la sindaca di Madesimo, “è avvenuto in un’area in cui in questo periodo è particolarmente elevato il rischio di slavine. Gli avvisi in merito ci sono e non è certo un caso che in questi giorni sia stato chiuso l’ultimo tratto della pista che è normalmente percorribile. I quattro escursionisti non facevano parte di un tour organizzato e non si sono affidati a una guida. Erano usciti in autonomia con le motoslitte quando si è verificata la valanga”.
Su tutto l’arco alpino, come sull’Appennino, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino continua a diffondere inviti alla prudenza, e lo ha fatto anche sabato il 14 febbraio. Per oggi, lunedì 16 febbraio, per quasi tutta la Valle d’Aosta il Bollettino valanghe regionale riporta grado 4, cioè “forte”, lo stesso livello di domenica. Ieri e oggi sulle Alpi lombarde, incluse la Valle Spluga e Madesimo, il rischio è di grado 3, “marcato”. Un livello che consiglia la massima attenzione, se non di rinunciare alle uscite.