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Con ciaspole o sci sulla vetta del Magehorn, poco distante dal Passo del Sempione

Una “terra alta”, panoramica e suggestiva, ideale terreno di gioco per l’escursionismo invernale, dove divertimento e neve sono garantiti. Indispensabili però tutte le precauzioni richieste dall’alta montagna in questa stagione

Gli scialpinisti e i ciaspolatori che cercano neve garantita e semplici ascensioni sanno che il Passo del Sempione è una zona perfetta, un ottimo terreno di gioco per salite panoramiche a vette dalle forme docili e affusolate. Gli scenari che si ammirano dalle vette, però, e anche lungo gli itinerari di salita, sono grandiosi, con le imponenti cime del vallese e con il “trittico del Sempione”: il Fletschorn (3993 m), il Lagginhorn (4010 m) e, poco più lontano, la Weissmies (4023 m), vette totalmente in territorio elvetico.

Proprio a sovrastare il passo, invece, si ergono il Monte Leone (3552 m), la Cima di Terrarossa (3246 m) e l’Helsenhorn (3272 m), una bastionata che sorveglia la conca del Parco dell’Alpe Veglia, in territorio italiano, a sottolineare il carattere transfrontaliero del Passo del Sempione. Il valico è totalmente in territorio svizzero, anche se da un punto di vista geografico altro non è che la testata dell’italiana e ossolana Val Divedro. Proprio questa peculiarità di confine è radicata nella storia stessa del Sempione, naturale punto di passaggio, favorito anche dalla Via del Sempione. La salita al Magehorn, pur non difficile, richiede tutte le consuete precauzioni e l’equipaggiamento per le uscite invernali in territorio innevato e la consultazione del bollettino nivometeorologico, per constatare il consolidamento del manto nevoso.

L’itinerario

Partenza e arrivo: Engiloch (1769 m)
Dislivello: + 851 m
Tempo di percorrenza: scialpinismo 4,30 ore (a+r); ciaspole 6 ore (a+r)
Difficoltà: MS (scialpinismo), EE (ciaspole)

Posteggiata l’auto a Engiloch, si scende verso sinistra (destra orografica), in direzione del vecchio Ospizio sino a un pianoro dove si devia a sinistra per raggiungere le baite della località di Gampisch. Si prosegue in breve discesa e poi in salita lungo la mulattiera estiva (generalmente segnata da numerose tracce di passaggio) che si snoda nel bosco, con alcuni tornanti. Si continua ora in spazi aperti, deviando decisamente verso sinistra in vista della calotta del Magehorn, per poi guadagnare quota salendo su un dosso nevoso. Ci troviamo ora in una valletta delimitata dalla cima del Galehorn, sulla sinistra, altra meta classica per scialpinisti e ciaspolatori. Si prosegue verso monte, sempre puntando verso l’evidente cima del Magehorn. In questo tratto, è necessario prestare attenzione al pendio sulla sinistra (nel senso di marcia), piuttosto scosceso e tagliato.

In caso di neve particolarmente crostosa o ghiacciata, si valuta se scendere leggermente di quota, oppure proseguire tagliando il pendio. In entrambi i casi, si continua per lieve pendenza, sino al valico di Magelicke (2439 m) dal quale diparte il pendio, sulla destra, che si risale senza via obbligata sino all’ampia e panoramica vetta del Magehorn (2620 m). Anche in questo caso è necessario prestare attenzione (potrebbero essere necessari ramponi con neve particolarmente dura). La gita è interessante anche fermandosi poco prima di raggiungere la cima, magari proprio al Magelicke.

La via del Sempione, ieri e oggi

La via romana del Sempione non aveva certo un tracciato simile a quello attuale, anzi il suo percorso continuò a variare di secolo in secolo, a seconda delle esigenze dei viaggiatori e delle condizioni delle montagne. Tra il 1801 e il 1805 la vecchia mulattiera, la Stockalper, venne sostituita dalla strada voluta da Napoleone, con lo stesso tracciato di quella attuale. Napoleone voleva un passaggio agevole per muovere, all’occorrenza, i suoi eserciti e la sua artiglieria pesante e, nel contempo, riteneva importante agevolare i traffici commerciali tra Parigi, Ginevra e Milano. Napoleone e i suoi eserciti non transitarono mai sul Sempione che divenne, invece, una via commerciale, modificando profondamente i paesi limitrofi e favorendo la costruzione di varie strutture tra cui, nel 1832, il celebre Ospizio del Sempione che, ancora oggi, offre riparo e ristoro. Ora, la Via del Sempione è anche un itinerario turistico di circa 20 km con 520 metri di dislivello, partendo da Crevoladossola (località Preglia), sino al Passo del Sempione (2005 m). E’ considerata una delle Vie Alpine Europee, un perfetto connubio tra interesse escursionistico, architettonico e storico.

Come arrivare

L’itinerario inizia dalla località Engiloch (1769 m), che si raggiunge in circa 40 km da Domodossola risalendo la strada del Passo del Sempione.

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