Tre magnifici percorsi alla scoperta delle Dolomiti, cinque giorni di cammino con la possibilità di scegliere tempi di marcia e dislivelli, e per giunta con uno zaino col minimo indispensabile sulle spalle; se a tutto questo aggiungiamo la comodità di pernottare in albergo senza doversi occupare di prenotazioni e logistica, si ottiene la “vacanza itinerante” perfetta per chi ama l’escursionismo, ma non lo stress! La bellezza di spostarsi a piedi sui sentieri delle Dolomiti, ogni giorno al cospetto di nuovi, grandiosi scenari, ma anche il piacere di farlo senza pensieri, concedendosi più di una comodità: i percorsi di Dolomites Ronda offrono, allo stesso tempo, la varietà dei tracciati itineranti e – tra una tappa e l’altra – il comfort degli alberghi di fondovalle. Il tutto potendo contare su un’organizzazione che si occupa di logistica (spostamenti, trasporto bagagli, mappe, indicazioni di viaggio), di assistenza e naturalmente di prenotare per tempo tutte le strutture interessate dal trekking, così che non si debba pensare a nient’altro che a camminare, godendosi in tranquillità un paesaggio dalla bellezza inarrivabile… Quanto all’impegno, gli itinerari sono pensati per essere affrontati da ogni tipo di escursionista, dai più contemplativi a quelli maggiormente esigenti: ogni tappa, infatti, può essere percorsa lungo tre tracciati distinti, che presentano dislivelli e tempi di marcia differenti. La scelta, dunque, può cadere su un percorso piuttosto che su un altro in base all’allenamento, ma anche al gusto e all’estro personali. In qualche caso, gli escursionisti più esperti possono cimentarsi con percorsi attrezzati e ferrate o raggiungere alcune fantastiche cime dei “Monti Pallidi”, avvalendosi – all’occorrenza – dell’accompagnamento di una guida alpina. La presenza di impianti di risalita – presenti in quasi tutte le tappe, di norma all’inizio e al termine dei tracciati, e inclusi tra i servizi di Dolomites Ronda – consente di portarsi subito in quota e affrontare dislivelli sempre piuttosto contenuti; inoltre, in questo modo, il cammino si svolge prevalentemente in campo aperto, al di sopra del limite del bosco, dove la vista può spaziare tra le infinite quinte rocciose di queste straordinarie montagne, tra intensi scorci ravvicinati e vasti panorami che abbracciano le Alpi al confine con l’Austria.

Tre percorsi, tre zone sublimi delle Dolomiti

Ognuno con le sue peculiarità, i percorsi proposti attraversano i gruppi montuosi più celebri e spettacolari delle Dolomiti, ormai da anni riconosciute patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Boschi e amene radure si alternano a guglie, pareti e torri rocciose ora slanciate ed eleganti, ora possenti e grandiose, ma sempre dall’armonia unica; un mondo di forme e colori che non ha eguali, nelle Alpi e nel mondo.

Ronda 1 – Nel cuore delle Dolomiti ladine

Dall’Alpe di Siusi – il più vasto altopiano d’Europa, dominato dall’inconfondibile mole del Sassolungo – alla Val Badia e alla Val di Fassa, al cospetto di alcune vette dolomitiche semplicemente leggendarie. Il cuore ladino delle Dolomiti, la terra delle leggende più dolci, un paesaggio semplicemente eccezionale. 1 – I tracciati che collegano l’Alpe di Siusi alla Val di Fassa permettono di ammirare in tutta tranquillità gran parte dei gruppi montuosi delle Dolomiti occidentali, dallo Sciliar al Catinaccio, dal Sassolungo al Sella, dal deserto roccioso del Puez ai ghiacciai della “regina”, la Marmolada. Dal rifugio Sassopiatto una variante conduce alla vetta omonima, con fatica ma senza grosse difficoltà, regalando una vista indimenticabile, che nelle giornate terse si spinge sino ai monti del Parco Nazionale dello Stelvio e abbraccia buona parte dei “3000” dell’Alto Adige e del Trentino.  La discesa a Campitello chiude al meglio una giornata indimenticabile. 2 – Una tappa nel caratteristico, affascinante gruppo del Puez, da Passo Gardena (raggiunto in bus) a Colfosco: lungo il percorso si svela il versante più bello del poderoso massiccio del Sella, baluardo roccioso che domina le quattro valli al centro delle Dolomiti. La variante più lunga porta questa volta sulla cima della Gardenaccia, a picco sulla Val Badia, al cospetto della lunghissima bastionata rocciosa delle Conturines. 3 – Proprio sulle Conturines si svolge la terza tappa di questo trekking, che si dipana dal caratteristico santuario di Santa Croce, dominato da immani pareti, al villaggio di San Cassiano. La breve ferratina di cresta del Sasso delle Dieci (3026 m) attende i più esperti, che da qui possono contemplare il meraviglioso gruppo di Fanes e un buon numero di vette del Cadore e delle Dolomiti di Sesto, in un ambiente roccioso unico. 4 – Dopo averlo a lungo ammirato, è il momento di percorrerne i sentieri: la comoda traversata da Corvara al Passo Pordoi dà modo di toccare il formidabile gruppo del Sella, giungendo poi ai piedi della Marmolada e del suo versante glaciale. La variante “aerea” della tappa prevede di toccare i 3152 m del Piz Boè, la cima più alta del Sella; il percorso è entusiasmante e non troppo difficile, ma comunque riservato a escursionisti esperti. 5 – Sfiorato nella prima tappa, contemplato da più punti panoramici, il celebre Rosengartenil “giardino delle rose” di una celebre leggenda ladina – è teatro dell’ultima tappa di questo giro. Dal pianoro del Ciampedie, ai piedi del Catinaccio (nome italiano del Rosengarten), un fantastico percorso semi pianeggiante costeggia la superba parete della Roda di Vael prima di raggiungere le Coronelle, affacciate sulla valle dell’Adige e, in lontananza, sulle Dolomiti di Brenta. I più preparati in tema di ferrate possono giungere qui attraverso il rifugio Re Alberto, ai piedi delle Torri del Vajolet, e il nuovo rifugio Santner, per poi intraprendere in discesa la ferrata omonima. In ogni caso, un trasferimento in bus riporta ai piedi dell’Alpe di Siusi, chiudendo cinque giorni all’insegna della bellezza.

Ronda 2 – Le Dolomiti occidentali e un lembo di Lagorai

Un viaggio tra Catinaccio, Latemar – affacciato sul celeberrimo Lago di Carezza – e Pale di San Martino, tra cattedrali di dolomia purissima e due brevi “incursioni” nel rosso del porfido, tra insolite e curiose formazioni rocciose. Grandi panorami e scorci impagabili su alcuni dei simboli delle Dolomiti come le Torri del Vajolet, il Monte Agner e l’indimenticabile Cimon della Pala. 1 – Il trekking prende le mosse dalla Val di Fiemme per raggiungere, attraverso l’isolato e solitario massiccio del Latemar, il meraviglioso Lago di Carezza, circondato da fitti boschi di abete rosso. Come di consueto, i tracciati più tranquilli non pongono difficoltà di sorta, mentre la variante alta percorre il facile ma esposto sentiero attrezzato dei Campanili del Latemar, con scorci sensazionali sui monti della Val di Fassa. 2 – Si resta in Val di Fassa anche per tutta la seconda tappa, che si svolge ai piedi dei vertiginosi appicchi della Roda di Vael – possibile meta per i più allenati ed esperti – e le slanciate Torri del Vajolet, nel cuore del “Giardino delle Rose”, regno del leggendario Re Laurino; il Catinaccio è senza dubbio uno dei gruppi dolomitici più affascinanti e celebrati! 3 – Un trasferimento al Passo di San Pellegrino, ai piedi dei contrafforti della Marmolada, permette di affacciarsi sulle Dolomiti del Cadore e sulle solitarie Pale di San Lucano, dove spicca l’ardita cuspide del Monte Agner; il tracciato, almeno per un breve tratto, si svolge su una roccia rossissima, il porfido, tra caratteristiche bancate rocciose. Giunti al Passo Valles, però, si ritorna in ambiente dolomitico, e che ambiente: la visione delle Pale di San Martino dall’incantevole Val Venegia è di quelle che non si dimenticano! Una facile, breve variante porta al Monte Castellazzo, pulpito panoramico affacciato sul “Cervino delle Dolomiti”, il meraviglioso Cimon della Pala. 4 – La conoscenza delle Pale di San Martino prosegue con la traversata Passo Rolle – San Martino di Castrozza: con la variante alta si ha accesso all’Altopiano delle Pale, ampia, suggestiva distesa rocciosa, con quella bassa ci si limita (si fa per dire!) a contemplare le cime più a sud del massiccio e parte del gruppo del Lagorai, in una delle conche più note e panoramiche delle Dolomiti. 5 – L’ultima tappa del tracciato si svolge tra i monti dal Lagorai, la catena montuosa più selvaggia del Trentino, tornando a calpestare il rosso del porfido, tra laghi e foreste che quasi richiamano il Canada… La zona del Colbricon, ed eventualmente la Cima Cavallazza, offrono un ulteriore, fantastico sguardo finale sulle Pale e su tutti i monti di Fiemme e Fassa.

Ronda 3 – Tra Val Pusteria e Cortina d’Ampezzo: la meraviglia delle Tre Cime di Lavaredo, lo slancio delle Tofane

Un anello semplicemente fantastico tra la Val Pusteria e l’Ampezzano, dove si cammina sospesi tra le vette glaciali delle Vedrette di Ries, la dolcezza delle Alpi Carniche e la sbalorditiva, infinita bellezza delle Dolomiti orientali. Tre Cime di Lavaredo, Cristallo, Tofane, Sorapiss, Antelao, infine Pelmo e Civetta: i colossi del Cadore e delle Dolomiti di Sesto si svelano uno dopo l’altro, in un “crescendo” che lascia senza parole. 1 – Si comincia da Sesto Pusteria per portarsi sulle prime, dolci elevazioni delle Alpi Carniche: la felicissima posizione del Monte Elmo e delle cime che lo affiancano permette allo sguardo di posarsi su gran parte delle vette delle Dolomiti di Sesto, dominate dal Monte Popera e dal magnifico “castello roccioso” dei Tre Scarperi. 2 – Un simbolo delle Dolomiti e della montagna, un inno alla bellezza e alla potenza della natura: le Tre Cime di Lavaredo, con le loro incredibili pareti nord, sono al centro della tappa odierna. Un fantastico itinerario escursionistico ad anello permette di ammirarne ogni versante, mentre i più esperti possono salire la ferrata del Monte Paterno, lungo i resti delle fortificazioni della Grande Guerra, guadagnandosi visioni ancora più suggestive. 3 – Un’altra tappa nel bello, quella che sfiora il Nuvolau e le formazioni rocciose delle Cinque Torri: da una parte le Tofane e le montagne dell’Ampezzano, dall’altra i tre colossi delle Dolomiti orientali, Antelao, Pelmo e Civetta. Escursione contemplativa, con la Marmolada sullo sfondo e la possibilità di cimentarsi con la ferratina del Ra Gusela. 4 – Ancora un itinerario panoramico, impreziosito dalle impressionanti opere della I guerra mondiale: da Passo Falzarego si guadagna – per sentiero, per le gallerie attrezzate o con la funivia – la cima del Lagazuoi. Dopo una lunga sosta che permette di godere di uno dei migliori panorami delle Dolomiti, ci si incammina verso il rifugio Scotoni, tra le immani pareti dei Fanis e delle Conturines. 5 – Tornati in Val Pusteria, non può mancare la comoda salita alla vetta di Plan de Corones, circondato dalle montagne fiabesche di Fanes e dalla parata di vette glaciali al confine tra Austria e Alto Adige. La visita al nuovo Museo di Reinhold Messner, posto sui vasti prati sommitali, è l’ultimo capitolo di questo appagante percorso ad anello.

Un progetto condiviso

La Dolomites Ronda – giunta alla sua terza stagione – è nata all’interno di Dolomiti Supersummer, l’offerta estiva di Dolomiti Superski, ed è realizzata in collaborazione con ASI Reisen, leader internazionale nel turismo attivo e sostenibile, insieme a IDM Alto Adige, Trentino Marketing e ad altre realtà delle valli dolomitiche coinvolte. L’obiettivo, come detto, è semplice: offrire un’esperienza di trekking di più giorni che unisca le emozioni delle alte vie, il comfort dei soggiorni residenziali e una grande flessibilità, in modo che ogni escursionista possa scegliere un percorso adatto ai suoi standard.

Maggiori dettagli e modalità di prenotazione
LEGGI TUTTO