Arrampicata

Cala Janculla: la nuova falesia calabrese, perfetta anche per l’inverno

La nuova piccola area climbing sulla Costa Viola apre la strada allo sviluppo dell’arrampicata sulla costa tirrenica della regione. Attrezzate otto vie su granito di difficoltà dal 5a al 6b

C’è un luogo, in Calabria, dove al tramonto le pareti di granito giocano con l’acqua del mare e ogni cosa si tinge di viola. Pare che il primo a notarlo sia stato Platone in persona, durante una navigazione lungo il tratto tirrenico della costa calabrese meridionale, che da quel momento si è chiamata proprio Costa Viola. Qui, a pochi chilometri da Bagnara Calabra e da Reggio Calabria, nel comune di Seminara, si trova Cala Janculla, una delle 11 spiagge più belle d’Italia secondo Legambiente, nonché l’ultima novità dell’arrampicata calabrese.

Dato che la scalata in Calabria si è sviluppata soprattutto sul versante ionico, che offre diverse pareti di calcare dal facile accesso, Cala Janculla è una delle prima falesie affacciate sul mar Tirreno, oltre che una delle rarissime opportunità di arrampicare su granito nel Sud Italia. Scalare a Cala Janculla è un’esperienza a tutto tondo, che inizia ben prima di legarsi alla corda. Infatti, per raggiungere la falesia bisogna parcheggiare al Porto turistico di Bagnara e affittare una barca, oppure chiedere un passaggio ai pescatori per la breve traversata, dalla durata di circa cinque minuti. Meglio evitare giorni di mare agitato, e predisporsi a bagnarsi le gambe scendendo dalla barca.

Durante la navigazione conviene tenere gli occhi aperti, poiché si passa di fronte alla Grotta di San Sebastiano, alla Caletta del Monaco, alla Caletta Envia e alla Grotta delle Sirene. Sulle pareti delle grotte è possibile fare Deep Water Soloing, ovvero arrampicare senza corda, utilizzando l’acqua profonda come crash-pad.

Un progetto tutto calabrese

La falesia è stata attrezzata da Cristian Napoli, insieme a Marco Tassone, Rocco De Caria e Demetrio D’Arrigo. Napoli è istruttore FASI e fondatore di LaCruX SSD, la prima, e attualmente unica, palestra di arrampicata indoor affiliata alla FASI in Calabria, con sede a Siderno e interamente dedicata al bouldering. I fondi per la chiodatura sono stati interamente messi a disposizione da LaCruX SSD, che ha già contribuito in passato alla manutenzione e valorizzazione di altre falesie locali come Stilo, Canolo e Palizzi, già attrezzate da Roberto Cananzi con la sua riscoperta delle vie aperte da Alessandro Gogna nel suo viaggio nel Mezzogiorno di Pietra.

“Abbiamo iniziato chiodando qualche via a Stilo e a Palizzi, seguiti e consigliati dal nostro mentore Luigi Filocamo, storico chiodatore di Stilo” ha detto Napoli a Carmela Malomo, appassionata scalatrice e fondatrice della piattaforma Climb Advisor. “Poi, ascoltando i suoi suggerimenti, abbiamo deciso di proseguire con Cala Janculla. Questo luogo è stato scoperto da Demetrio D’Arrigo, guida di canyoning calabrese, che ha insistito perché io lo vedessi. Ho subito capito il potenziale del posto, e la settimana seguente abbiamo iniziato a chiodare. Dopo soli 19 giorni abbiamo inaugurato la falesia con un evento a cui hanno partecipato più di 80 persone, scalando su corda e in Deep Water Solo davanti allo spettacolo del tramonto sulle Eolie. L’idea è continuare a sviluppare siti di scalata in Calabria: la Costa Viola è ricchissima di pareti rocciose, molte ancora inesplorate e con elevate potenzialità. Il limite principale è la difficoltà di accesso alle pareti, non la qualità della roccia” ha concluso Cristian Napoli.
Il granito compatto di Cala Janculla offre uno stile di arrampicata su placca tecnica, con grande uso dell’aderenza e tacche orizzontali, verticali e oblique. Sulle vie è possibile trovare anche brevi diedri, fessurine discontinue e qualche buco.

Chiodatura moderna e vie mai troppo impegnative

Attualmente a Cala Janculla sono presenti otto vie di difficoltà medio-facile, dal 5a al 6b. “La falesia ha ancora molte possibilità di ampliamento, soprattutto valutando porzioni più alte e spostandosi lateralmente sulle pareti” ha aggiunto Napoli. “Si potrebbero aprire ancora dalle cinque alle dieci vie nuoveconsiderando le estensioni. Per quel che riguarda le difficoltà, posso dire che ci sono porzioni di roccia che mostrano difficoltà superiori al 6b: la maggior parte delle linee segue difficoltà medio-facili, ma alcune sezioni più verticali/tecniche potrebbero arrivare a difficoltà di 6c/7a”. La chiodatura è moderna, pensata per l’arrampicata sportiva: “Non è sicuramente una chiodatura storica, ma attuale e sicura”. Si tratta dunque di una falesia adatta a principianti, a scalatori che vogliono rimettersi in forma o a chi vuole passare una giornata tra arrampicata e relax in un luogo incantevole.

Cala Janculla è esposta a Sud, ma le pareti guardano a Nord, Nord Est e Nord Ovest, quindi in estate sono in ombra dal mezzogiorno in poi. La frequentazione della falesia è possibile dunque tutto l’anno: in inverno si scala piacevolmente per tutta la mattina e per il primo pomeriggio. Sulla spiaggia è possibile osservare ciò che rimane di un antico palmento. Si tratta di una struttura in cui venivano pigiate le uve coltivate nei terrazzamenti sovrastanti la spiaggia: il mosto veniva poi trasportato via mare, secondo un processo di produzione del vino del tutto caratteristico. “Dopo la giornata di arrampicata, consiglio di visitare il centro storico di Bagnara Calabra, la Costa Viola, i borghi di Scilla e Chianalea, e di percorrere i sentieri costieri panoramici. Da non perdere i piatti tipici a base di pesce spada, la cui pesca è un’attività tradizionale da queste parti”, conclude Cristian Napoli.

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