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Dalle Dolomiti alle Alpi francesi: nuove vie invernali sulle Alpi

Freddo e meteo stabile hanno permesso l’apertura di diversi itinerari di ghiaccio e misto. Giordano Faletti, Martin Giovanazzi e Davide Miori tra i protagonisti della stagione

Il 2026 sulle Alpi è iniziato con ottime condizioni invernali: meteo stabile e temperature basse. Questo clima ha permesso a diverse cordate di aprire itinerari nuovi su ghiaccio e misto, come Mantel Ice sulle Dolomiti e Saute Aure et God Homme sulle Hautes Alpes francesi.

Mantel ice, nel gruppo del Catinaccio

Giordano Faletti, Martin Giovanazzi e Davide Miori sono gli autori di Mantel Ice, sulla Cima Mantello, nel gruppo del Catinaccio. Giovanazzi aveva osservato la via per due anni dall’area sci di Buffaure, cercando di valutare se l’esposizione al sole avrebbe mai reso percorribile la via in sicurezza.

“L’altro giorno, davanti a una birra alla Baita Cuz, mi sono chiarito le idee e le stelle si sono allineate. Freddo, poca neve, cieli nuvolosi e amici disponibili. Tutti gli ingredienti necessari per una piccola avventura” ha scritto. La linea si è dimostrata più difficile del previsto, con un grado di WI 5 M5+: “La montagna ci ha regalato una linea super! Cascata nei primi tiri e poi una goulotte fin quasi sotto a cima. Aspettiamo che qualcuno la ripeta”.

Saute Aure et God Homme, sulle Alpi francesi

Dall’altro lato delle Alpi, in Francia, Melvin Bou, Kilian Moni e Raphael Olbrecht hanno realizzato la prima salita di Saute Aure et God Homme, a Devoluy, nelle Hautes Alpes francesi. Si tratta di una delle linee più difficili aperte questa stagione, con tre tiri e un grado di WI5 M11. La via è una variante di misto alla famosa cascata de Saute Aure WI5, che ormai si forma raramente. A novembre, Bou e un amico avevano intravisto il potenziale di questa linea, scalando fino al tetto e poi decidendo di tornare con condizioni migliori. “Ero stupefatto dall’enorme tetto, più di 10 metri di strapiombo orizzontale!” ha scritto Bou. In questi giorni, gli alpinisti sono tornati a concludere l’opera, e credono che questa via abbia tutte le carte in regola per diventare una classica di misto moderno nella zona di Devoluy.

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