
Sono 12 i rifugi entrati nella rete “Rifugi sani e sicuri” promossa dal Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss Dolomiti per migliorare la qualità complessiva, la sicurezza sanitaria e la capacità di promuovere la salute dei rifugi
Per essere definito “sano e sicuro”, oltre a rispettare la normativa di settore in tema di sicurezza igienico sanitaria, il rifugio dovrà dimostrare di essere in possesso di almeno cinque tra i seguenti requisiti:
- Possesso di un defibrillatore semiautomatico esterno DAE con accessori, sottoposti a corretta manutenzione (presa in carico a cura della centrale SUEM 118)
- Formazione dei dipendenti per l’esecuzione di manovre di primo soccorso e/o per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno DAE (corso BLSD)
- Disponibilità di sfigmomanometro per la misurazione della pressione arteriosa
- Predisposizione di menù con indicazione delle sostanze alimentari che possono determinare allergie o intolleranze
- Garanzia di disponibilità di pasti privi di glutine
- Approvvigionamento idrico controllato
- Procedura che contempli il flussaggio di acqua corrente per almeno due minuti, per le camere che non siano state occupate da almeno cinque giorni (contrasto legionellosi)
- Disponibilità di creme solari ad alto fattore protettivo e di cappelli con visiera/bandana, esposti in area ben visibile, che possano essere commercializzati su richiesta dei fruitori (prevenzione melanoma)
Dalla fine del 2024 la Regione del Veneto ha esteso l’iniziativa – in origine solo “bellunese” – a tutto il territorio regionale attraverso il supporto dei relativi Dipartimenti di Prevenzione delle diverse Ulss del Veneto, affidando all’Azienda ULSS 1 Dolomiti il ruolo di Ente capofila .
I 12 “nuovi” rifugi Sani e Sicuri
Conteggiando i nuovi entrati sono ormai 64 i Rifugi Sani e Sicuri in tutto il Veneto.
Ad avere guadagnato questo importante riconoscimento negli scorsi giorni sono: Rifugio Padova (Domegge di Cadore), Malga Dignas (San Pietro di Cadore), Rifugio Averau (Colle Santa Lucia), Rifugio Nuvolau, Rifugio Croda da Lago e Rifugio Giussani (Cortina d’Ampezzo), Rifugio Burz (Arabba), Baita Civetta Al Casot (Val di Zoldo), Rifugio Fedaia (Rocca Pietore) e Col Toront, Faverghera e Rifugio La Grava (Nevegal, Belluno).