Meridiani Montagne in edicola con il numero speciale dedicato alle valli olimpiche

Alle imminenti Olimpiadi, alla loro storia e alle terre che ospiteranno le gare è dedicato il numero 138 della rivista attualmente in edicola. Con approfondimenti, curiosità e suggerimenti preziosi per vivere al meglio due settimane speciali

Ok, ci siamo. Tra poche settimane, il 6 febbraio, inizieranno i XXV Giochi olimpici invernali. L’Italia li ospiterà per la seconda volta, esattamente 70 anni dopo la fortunata e leggendaria edizione dei Giochi di Cortina d’Ampezzo. Certo, da allora il mondo è cambiato. E con esso lo sport, le sensibilità, il modo di assistere alle gare. Ma, giustificate, polemiche a parte, quei 15 giorni di sfide che ci attendono in veste di spettatori saranno speciali. Meridiani Montagne ha scelto di raccontare l’evento a modo suo: prima raccontando la storia dei Giochi e delle varie discipline sportive. Quindi presentando ad una ad una tutte le aree sede di gare (Milano inclusa, naturalmente) con una completa serie di articoli che risulteranno preziosi a chi deciderà di recarsi sul posto e approfittare dell’occasione per conoscerne gli aspetti più interessanti prima e dopo avere assistito alle gare.

A introdurre il numero 138 di Meridiani Montagne è l’editoriale del direttore Paolo Paci.

La cover del Numero 138.

La fiamma d’Olimpia sulle Alpi

Per la prima volta in ventisette secoli la fiamma d’Olimpia sosterà e arderà su terra italiana: l’accoglierà la bianca, scintillante conca di Cortina, facendole corona della sua regale maestà dolomitica”. Così scriveva il 26 gennaio 1956, giorno dell’inaugurazione dei VII Giochi olimpici invernali, il direttore della Gazzetta dello Sport Giuseppe Ambrosini, il quale continuava evocando i nuovi fasti della Patria e della civiltà italica. Non a sproposito: l’Italia dell’epoca era ancora quella povera e dolente del dopoguerra e le Olimpiadi, trasmesse in tutto il mondo dalla neonata Rai, si sarebbero rivelate un portentoso volano di sviluppo e di ritrovato prestigio internazionale. Le discipline erano otto, gli eventi 24 e il medagliere, alla chiusura delle competizioni, fu abbastanza scarno, con appena un oro e due argenti nel bob. Ma funzionò, anche grazie alla presenza di una splendida e giovanissima Sophia Loren e al contorno di mondanità che da allora non ha mai abbandonato la conca ampezzana. A 70 anni da quell’edizione (e a 102 dalla prima edizione di Chamonix), i Giochi tornano a Cortina (e Predazzo, Anterselva, Bormio, Livigno… persino Milano).

Il numero di discipline, eventi, medaglie, atleti, spettatori è cresciuto geometricamente. La regola (ipocrita) del dilettantismo si è da tempo persa nel mare degli sponsor. C’è meno aristocrazia e meno mondanità, ci sono più cantieri e più polemiche, soprattutto ambientaliste. Ma i Giochi olimpici invernali, giunti alla XXV edizione, sono comunque una festa dello sport e delle Alpi. Li celebriamo anche noi, a modo nostro. Nelle pagine che seguono troverete una bella sintesi della lunga storia delle Olimpiadi invernali, per la penna del nostro Leonardo Bizzaro, e approfondimenti, disciplina per disciplina, sull’evoluzione di tecniche e materiali. Troverete soprattutto tante proposte per vivere la neve alternativa, fondo, ciaspole, pelli e sentieri battuti, nelle località olimpiche. Prima e dopo i Giochi. Nella ritrovata solitudine della vera montagna.

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