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Gran Sasso, le pericolosissime “ciaspolate” di Repubblica e All Trails

D’inverno il Corno Grande è una meta per alpinisti e scialpinisti, e lo stesso vale per il Monte Vettore. Perché il quotidiano romano e la nota piattaforma suggeriscono di andarci con le ciaspole? Che pensa il CNSAS di chi diffonde informazioni così pericolose?

“Imprudenti”. “Impreparati”. “Hanno scelto l’itinerario sbagliato”. “Non avevano l’equipaggiamento adatto” (la piccozza e i ramponi, che però non vengono quasi mai citati). Con queste frasi, d’inverno, i comunicati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, e i media che li riprendono, definiscono gli escursionisti in scarpe da trekking recuperati su pendii e sentieri trasformati in lastre di ghiaccio. 

Qualcuno dei malcapitati, meno fortunato degli altri, scivola sulla neve ghiacciata, e non di rado ci lascia la pelle. Qualcuno, alle scarpe da trekking, invece dei ramponi ha fissato un paio di ciaspole, pericolosissime su questo tipo di terreno.  

Prendersela con gli imprudenti e gli incoscienti è sacrosanto. In casi come quelli che abbiamo appena citato, anche chi invoca un Soccorso Alpino a pagamento ha buon gioco. Ci si chiede di rado, però, da dove arrivino le informazioni pericolose e sbagliate che spingono gli “incoscienti” a mettersi nei guai. 

Spesso, soprattutto in estate, vengono messe sotto accusa le immagini di luoghi iconici, come le Tre Cime di Lavaredo o il Sëcëda, che compaiono sui social. È certamente vero ma non basta, ed è sufficiente fare un piccolo tour sul web per trovare siti “specializzati” che descrivono itinerari in montagna senza sapere ciò che fanno. 

Uno degli errori più comuni è scopiazzare la descrizione estiva di un percorso, suggerendo di percorrerlo d’inverno e aggiungendo a casaccio la parola “ciaspole”, che evoca percorsi elementari e magici. Quando questo errore viene ripreso da siti generalisti importanti, i rischi per la pubblica incolumità sono seri. 

È accaduto ancora una volta a Capodanno, quando sul sito di Repubblica è uscito un articolo intitolato “Dalle Dolomiti al Gran Sasso, le più belle ciaspolate italiane da scoprire quest’inverno”. Già la foto di apertura, scattata sul sentiero che taglia i pendii di Monte Mileto, sul Morrone della Maiella, fa capire che qualcosa non va. È un pendio esposto a nord, dov’è facile trovare ghiaccio o rischio di valanghe. Certamente non un luogo da ciaspole. 

Il testo inizia con qualche itinerario sulle Dolomiti (Forcella Ambrizzola, Alpe di Siusi…) dove le ciaspole possono essere usate davvero. Poi passa all’Appennino, e diventa pericoloso. 

Sui Sibillini, propone di salire sul Monte Vettore, un ripido percorso di scialpinismo o ramponi, dove il Soccorso Alpino, ogni inverno, deve intervenire molte volte per recuperare escursionisti in scarpe da trekking o ciaspole. Il riferimento ai “boschi”, che sul Vettore non ci sono, sottolinea che l’autore non è mai stato da quelle parti.   

Poi si passa al Gran Sasso, e qui il collega di Repubblica fa di peggio. La salita al Corno Grande da Campo Imperatore, definita “impegnativa ma memorabile” nel testo, d’inverno si fa lungo la Direttissima, un canale alpinistico con pendenze fino a 50°, semplicemente impensabile con le ciaspole. 

La via normale estiva, a cui sembra invece fare riferimento Repubblica, è esposta a nord e fa delle vittime, ogni anno, sia a ottobre sia a giugno. D’inverno non ci va mai nessuno, e comunque l’ultima parte, un pendio con pendenze fino a 40°, non è certo terreno da ciaspole. Il Monte Aquila, con la sua cresta elementare ma aerea, è più facile e non pericoloso. Se ci si va con piccozza e ramponi, però, e legandosi in cordata se del gruppo fanno parte degli inesperti. 

L’articolo del quotidiano, fin dal sommario, spiega di aver ripreso i suggerimenti di All Trails, piattaforma di escursionismo che offre “informazioni utili per affrontare in sicurezza anche le escursioni invernali”. Siamo andati a vedere, e accanto al titolo “I migliori sentieri per ciaspolate in Italia” abbiamo trovato una foto delle Cinque Torri in estate. A seguire, i link a decine di descrizioni di percorsi, tutte in condizioni estive, accompagnati da foto di prati e boschi verdi. Siamo sicuri che così si vada “in sicurezza”?  

Dispiace vedere che un quotidiano importante, che su altri argomenti informa i suoi lettori seriamente, quando si tratta di escursionismo e montagna (temi evidentemente giudicati “leggeri”) diffonda notizie sbagliate e pericolose. 

Ci auguriamo che nessuno, in questo inverno o nei prossimi, si avventuri con le ciaspole, rischiando seriamente la pelle, verso il Corno Grande o il Vettore. In caso di interventi di soccorso per recuperare “incoscienti” e “imprudenti”, però, sarebbe giusto che le spese venissero messe in conto anche a chi li ha incoraggiati a mettersi così assurdamente nei guai.    

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