I 50 protagonisti della Montagna del 2025

Tornano anche quest’anno i magnifici 50 della montagna. Alcuni hanno compiuto imprese importanti, a volte incredibili. Altri hanno contribuito in modo consistente alla conoscenza e allo sviluppo del mondo che amiamo. Arrivano da tutto il mondo, anche se, fatalmente, in molti casi abbiamo strizzato l’occhio ai nostri connazionali. Alcuni hanno appena superato i 20 anni, altri hanno spento da un pezzo le 80 candeline, altri ancora, purtroppo, non ci sono più. Tutti, indistintamente, hanno meritato ammirazione, applausi e, talora, perfino affetto.

Quella che potete scorrere in queste pagine non è una classifica. I numeri sono stati assegnati dall’ordine alfabetico, un po’ come il registro della scuola. Incontrerete quindi in ordine sparso alpinisti e scrittori, free climber e rifugisti, trail runner e custodi dell’ambiente, musicisti  e campioni di sport legati in diversa misura alla montagna. Tutti con il loro perché.

Va detto, però, che accanto ai “nostri” 50 protagonisti della montagna ce ne sono probabilmente altrettanti che avrebbero meritato di essere inseriti nella lista. Ma lo spazio tiranno ha imposto delle scelte. E’ il destino di questo genere di iniziative.
Ne erano consapevoli fin da subito i sei professionisti della comunicazione della montagna – Stefano Ardito, Tatiana Bertera, Paolo Paci, Ettore Pettinaroli, Serafino Ripamonti e Filippo Zibordi – che hanno prima indicato i potenziali nomi da segnalare secondo le loro diverse sensibilità e quindi provveduto alla dolorosa scrematura per scendere a quota 50.

Buona lettura

Davide Berton

Ambiente

Sulle Alpi italiane, dopo decenni di buone notizie, la convivenza degli umani con l’orso e il lupo sta attraversando oggi una crisi profonda. Tra gli appassionati che lavorano per ritrovare un’armonia è Davide Berton, 52 anni, di Castelfranco Veneto, referente nazionale del Gruppo Grandi Carnivori del CAI. Socio della Sezione di Camposampiero del CAI, del WWF, di Mountain Wilderness e del Gruppo Naturalistico Le Tracce, Berton pratica da decenni sulle Dolomiti e altri massicci un escursionismo esplorativo, alla ricerca di percorsi inediti, verso vette minori e valli sconosciute. Un approccio che lo ha portato a comprendere direttamente le abitudini e luoghi più graditi dalla fauna selvatica. E’ in contatto con numerosi ricercatori che studiano il ritorno dell’orso e della lince, la situazione dell’aquila reale, e i progetti per la reintroduzione del gipeto e del grifone nell’arco alpino. Ottimo fotografo, ha visto i suoi scatti pubblicati su libri, guide e riviste specializzate.

 

Foto: Dario Gasparo

Michele Maggioni

Guida alpina

Guida alpina dal 2001 e istruttore delle guide dal 2007, Michele Maggioni qualche anno fa è rimasto vittima di un incidente stradale che ha richiesto l’amputazione transtibiale della gamba sinistra. Un disastro per chiunque, ancor più per chi ha scelto una professione come quella di guida. Grazie alle protesi sportive moderne, però, Maggioni non solo è tornato a scalare ma ha ripreso a pieno ritmo il lavoro che si era scelto: “Sicuramente il lavoro di guida è il lavoro più bello del mondo ed essere ritornato a farlo fa di me una persona molto fortunata!”, ha scritto, aggiungendo poi: “ho riscoperto tutto con più coscienza e sensibilità”. Un messaggio importante. E un esempio che può essere di aiuto a molti.

 

Foto: @ Archivio Michele Maggioni

Fay Manners

Alpinismo

Un 2025 da giramondo, trascorso a salire e scendere (possibilmente con gli sci) montagne dalle caratteristiche tecniche assai differenti tra loro. L’anno speciale di Fay Manners ha innanzitutto visto alcune notevoli discese con gli sci sulle Alpi, dal Gran Paradiso alla Mattertal, in Svizzera, in entrambi i casi  con Marco Malcangi. In marzo con un team tutto al femminile ha aperto una nuova difficile via su El Cohete, montagna ancora inviolata della Patagonia. Ancora con Malcangi, ha quindi aperto una via sulla parete orientale del Gran Sasso prima di prendere l’aereo ed effettuare una bella traversata in solitaria sulle creste del Garwhal, nell’Himalaya indiano. Ultima, ma solo in ordine di tempo, l’apertura di una via di 400 metri nel Wadi Rum, in Giordania, in compagnia di Nichole Berthod.

 

Foto: @ Archivio Fay Manners

Tina Marcelli

Food

Appena rientrata nella sua valle di origine, Tina Marcelli ha fatto risplendere la Stella verde Michelin sul suo ristorante JOHANNS Fine Dining di Molini di Tures (BZ), l’unica struttura in montagna al quale è stato assegnato questo riconoscimento nel 2025. Per Marcelli la sostenibilità non è una questione di moda, ma una scelta perseguita fin dall’inizio della sua professione. In ogni piatto deve essere presente almeno un elemento della sua terra tenendo ben presente anche il concetto di micro-stagionalità. Grande attenzione viene riservata alla selezione dei piccoli produttori di materie prime della Valle Aurina che le permette allo stesso tempo di sostenere l’economia locale e garantire la qualità degli alimenti davvero a km zero.
Nel mese di marzo di quest’anno la Marcelli ha inoltre inaugurato la sua prima scuola di cucina in Valle Aurina – Tina Marcelli’s Genuss Momente.

 

Foto: @ Archivio Tina Marcelli

Chiara Schmidt

Ambiente

Pianista di professione, alpinista per passione, Chiara Schmidt è tenacemente impegnata anche nella difesa del territorio montano. Anche nel 2025 l’artista, milanese di nascita ma residente a Salisburgo dove insegna, ha organizzato alcuni concerti ad alta quota che si sono tenuti sul ghiacciaio nel Parco Nazionale degli Alti Tauri, sul ghiacciaio dei Goldbergkees e sul Plombergstein, nel Salzkammergut, una delle sue vette preferite. In tutti i casi ha eseguito i tre brani dell’opera “Three Passions for our Tortured Planet” scritta da Brian Field diffondendo così l’invito all’azione per contrastare il cambiamento climatico del compositore statunitense.

 

Foto: profilo Instagram @ Chiara Schmidt

Will Moss

Arrampicata

Meno di 24 ore per salire Freerider, la via simbolo di El Capitan. In stile flash, tra l’altro, ovvero senza aver mai provato la via. L’impresa di Will Moss è destinata a passare alla storia, nessuno prima di lui era mai riuscito a tanto. Moss, 20 anni appena compiuti, è partito accompagnato da Stuart Grossman alle 5 del mattino, senza però aver pianificato l’exploit nei termini in cui si è poi materializzato. Solo una volta giunto alla Heart Ledge, più o meno a metà parete, ha capito di poter concludere l’ascensione in meno di 24 ore e da lì ha calcato il piede sull’acceleratore. Per gli amanti delle statistiche il tempo impiegato è stato 22 ore e 16 minuti. Senza mai cadere, tra l’altro. Il primo novembre Moss è tornato su El Cap e ha ripetuto The Nose, in libera e in giornata. Niente record di velocità questa volta, ma la collezione del giovanissimo climber ha già pochi paragoni.

 

Foto: profilo Instagram @ Will Moss

Giacomo Lombardo

Istituzioni

Sindaco di Ostana, piccolo borgo della provincia di Cuneo a serio rischio di spopolamento, Giacomo Lombardo è ideatore e protagonista di un progetto che ha ridato vita al “suo” paese. Da cinque abitanti nel 1985 all’attuale centinaio con una – promettente – età media di 37 anni. Come? Ne ha parlato in settembre in occasione del Festival di Sagron Mis dove ha presentato le linee guida del suo operato: “senso di appartenenza, apertura a culture ed esperienze diverse, blocco alle nuove costruzioni, eventi di ampio respiro”. Il tutto perseguito con costanza nel tempo, non limitandosi a iniziative spot, con una importante sottolineatura finale: “I finanziamenti pubblici sono ossigeno, ma vanno accompagnati da un progetto: se manca un progetto, quei soldi non avranno futuro”.

 

Foto: @ Archivio Giacomo Lombardo

Adam Ondra

Arrampicata

Sempre lui, ma quest’anno in modo diverso. Adam Ondra nel 2025 si è divertito ad allargare i suoi orizzonti esplorando con decisione l’arrampicata trad e sui blocchi.
Ne è una riprova la salita flash su Lexicon, a Pavey Ark nel Regno Unito, una delle vie trad più dure del mondo che il climber della Repubblica Ceca ha scalato flash nel mese di maggio.
Nel 2025 Ondra ha dedicato molto tempo anche alla scalata sui blocchi. A Fontainebleau ha ripetuto Soudain Seul (9A), che rappresenta la linea più difficile mai salita da Ondra fino ad oggi. Nella stessa località ha iniziato a lavorare anche sulla leggendaria Imothep Assis, V18 (9a+). Notevoli anche le salite effettuate in Valle d’Aosta in novembre sui blocchi di Gaby e Champorcher dove in due giorni ha scalato flash tre vie gradate 8C e 8b+.  La vittoria nel Duello Lead a Rock Master quasi non fa notizia: per il campionissimo ceco, infatti, è l’ottavo trionfo sul magico muro di Arco.

 

Foto: profilo Facebook @ Adam Ondra

Victor Richard

Trail running

Per quanto già vincitore in passato di numerose gare di lunghissima distanza, Victor Richard non era il favorito numero 1. Eppure ha stravinto il Tor des Géants e non accontentandosi della sola vittoria ha stabilito il nuovo record del percorso: 66 ore 8 minuti e 22 secondi il tempo impiegato per percorrere i 330 km della gara che si disputa sulle alte vie della Valle d’Aosta. Un trionfo costruito con pazienza, giocando la carta della regolarità conquistando la testa della corsa solo dopo la metà di gara. Da lì è stato un crescendo inarrestabile, nonostante qualche problema che lo ha rallentato nel finale.
Richard, 39 anni, è nato a Reims, in Francia, ma ha vissuto per molti anni a Saint-Georges-sur-Meuse, in Belgio. Ora vive in Alta Savoia ma corre ancora con la bandiera del Belgio e si definisce franco-belga. Nel 2025 ha vinto anche l’Eiger Ultra-Trail – E250 Unesco Jungfrau-Aletsch Trail  (250 km), bissando il successo del 2023.

 

Foto:@ ZZAM Agency