Ultime pedalate, verso il mare

La lunga traversata delle Alpi sulle due ruote volge al termine, dopo aver seguito una linea sottile che unisce il Carso con le Alpi Marittime, fino al Mar Ligure. Con le ultime cime a fare da sfondo, si pedala per splendide valli, per oltrepassare (in genere in treno o in auto) il Colle di Tenda e scendere sulla costa.

Share
Condividi Facebook Pinterest Twitter Whatsapp

Quest’ultima tappa può sostanzialmente essere divisa in due tronconi dalle caratteristiche piuttosto diverse. Inizialmente, dopo una corta discesa dal Colle del Preit a Canosio, si affronta la salita per il Colle d’Esischie, in modo da entrare in Valle Grana e calare sulla pianura cuneese a Caraglio. Una lenta e costante salita, con pendenze sempre moderate, prima monotona poi più interessante in Valle Vermenagna, consente di raggiungere la località turistica di Limone Piemonte. Salvo rare eccezioni, si segue sempre la vabilità principale, che può risultare piuttosto trafficata, soprattutto in piena stagione turistica. Da Limone si deve superare il Colle di Tenda, alto valico che separa le Alpi Marittime da quelle Liguri. La strada, asfaltata in anni recenti, permette di giungere faticosamente fino al passo, ma sul versante francese ci sono alcuni chilometri di sterrato, ripidi e in pessime condizioni, che sconsigliano vivamente di scendere con la bici da corsa (a meno di affrontarli a piedi). Crediamo che la soluzione migliore sia quella di utilizzare il servizio ferroviario, che collega Limone Piemonte con Viévola e Tende (Tenda), in Vallée de la Roya. In alternativa, è possibile caricare la bici sull’auto e percorrere il tunnel automobilistico, anche chiedendo un passaggio.
Da Tende, infine, si può decidere di seguire per un tratto la Vallée de la Roya e, a Breil, deviare per Sospel, superando due passi e calando infine a La Turbie, sopra il Principato di Monaco. È anche possibile seguire interamente la Vallée de la Roja, che entra in Italia e cala direttamente a Ventimiglia, con una strada più corta, ma stretta e piuttosto trafficata, motivo per cui ci sentiamo di consigliare la prima alternativa. Tutta la tappa misura circa 170 chilometri (140 per Ventimiglia), ma sono soprattutto i dislivelli a fare impressione: per La Turbie si parla di qualcosa come 4200 metri in salita e 5600 metri in discesa, mentre la variante per Ventimiglia presenta “solo” 3100 metri in salita e 5000 metri in discesa.

Dalle cime alla pianura, e ancora in salita

Dal Colle del Preit è necessario ridiscendere la strada percorsa nella tappa precedente, in direzione della Valle Maira, fino al bivio per Vernetti (1223 m), capoluogo del comune di Marmora. Da qui si affronta la scalata del Colle d’Esischie, prima lungo l’incassato Vallone di Marmora, poi per ampi pendii di prati, fino al valico (2370 m), dove si entra in Valle Grana. Sono in tutto quasi 16 chilometri, con un dislivello di 1150 metri e pendenze costanti comprese tra il 5% e l’8%. La strada è davvero stretta e tortuosa, oltre che ripida, e soprattutto in discesa in Valle Grana richiede grande prudenza, anche se per fortuna è poco trafficata. Dal Colle d’Esischie consigliamo una breve deviazione al Colle Fauniera (2481 m), con il monumento dedicato a Marco Pantani (da qui è posibile scendere nel Vallone dell’Arma e calare in Valle Stura). Dal Colle d’Esischie, in ambiente solitario, passando Castelmagno e da Monterosso Grana, si giunge infine alla pianura presso Caraglio (575 m). Da qui non resta che, seguendo la provinciale 23, portarsi a Borgo San Dalmazzo, a sudovest di Cuneo, e iniziare la lenta risalita della Valle Vermenagna fino a Limone Piemonte, sull’unica strada possibile, piuttosto trafficata e monotona, soprattutto nella parte inferiore. Come accennato, la salita al Colle di Tenda e la discesa in Francia, con la bici da corsa, è sconsigliabile, e da Limone conviene utilizzare il treno o servirsi di un passaggio in auto nel tunnel (vietato alla biciclette). Per questo, può convenire prevedere qui il pernottamento e proseguire per la Francia il giorno seguente.
Ultime pedalate, verso il mare
Sul Colle Fauniera (2481 m).
Ultime pedalate, verso il mare
Con il tempo inclemente l’auto di appoggio risulta particolarmente utile.
Ultime pedalate, verso il mare
Il monumento dedicato a Marco Pantani sul Colle Fauniera.
Ultime pedalate, verso il mare
Si scende.

Sempre più a sud

Da Tenda (816 m) si continua in discesa lungo la Vallée de la Roya, piuttosto stretta ma affascinante (prestare attenzione ad alcune gallerie), si superano le Gorges de Saorge e si raggiunge Breil-sur-Roya (289 m). Come accennato in precedenza, la Vallée de la Roya prosegue verso sudest entrando in Italia e calando direttamente a Ventimiglia, con una rotabile non particolarmente attraente per le due ruote. Consigliamo quindi, poco prima di raggiungere Breil, di svoltare a destra e affrontare l’ascesa del Col de Brouis (879 m), per calare infine a Sospel (348 m). Sono circa 10 chilometri di salita, per un dislivello di poco più di 600 metri, con pendenze sempre sostenute. Da Sospel rimane l’ultima asperità di questo lungo viaggio sulle Alpi, ossia il Col de Braus (1002 m), una salita del tutto simile alla precedente. Raggiunto in discesa l’abitato di L’Escarène (333 m), ci si porta infine a La Turbie con diverse possibilità, con alcuni saliscendi che ormai non spaventano più dopo tutte le asperità vinte fin qui, anche se la stanchezza comincia farsi sentire nelle gambe. Ma il mare è laggiù, lo si vede e soprattutto lo si sente nell’aria, mite e carica di profumi mediterranei.
Apri slideshow
Ultime pedalate, verso il mare
Le salite sembrano non finire mai.
Ultime pedalate, verso il mare
La pianura cuneese.
Ultime pedalate, verso il mare
La Vallée de la Roya con il villaggio di Saorge.
Ultime pedalate, verso il mare
Breil-sur-Roya.
Ultime pedalate, verso il mare
Le Alpi che s’innalzano dalla Costa Azzurra.
Ultime pedalate, verso il mare
La Turbie.