Su e giù per le valli svizzere

Lunga tappa, da dividere necessariamente in 2/3 giorni, che supera due soli passi – il San Bernardino e la Novena – ma si snoda per le lunghe vallate svizzere a ridosso del confine italiano, sfruttando in gran parte la fitta rete di ciclovie elvetiche, da Splügen a Blatten e Belalp, sopra Briga.

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Una prima salita, per scaldare le gambe, conduce sul Passo del San Bernardino (2067 m), da dove, con una lunghissima discesa verso sud, si percorre tutta la Valle Mesolcina fin quasi a Bellinzona. Volgendo a nord, con lenta ascesa si guadagna quota in Valle Leventina e giunti ad Airolo, ai piedi del San Gottardo, si rimonta la Val Bedretto per salire sul Passo della Novena (Nufenenpass, 2478 m), secondo e ultima asperità della tappa, nonché valico stradale più alto di tutta la Svizzera. Un’altra veloce discesa deposita a Briga, nella Valle del Rodano, da dove si può salire alla località di Blatten e poi a Belalp, ai piedi del lungo Ghiacciaio dell’Aletsch (Aletschgletscher) e dei colossi montuosi dell’Oberland Bernese. Sono in tutto 210 chilometri, con un dislivello positivo di circa 4400 metri e altrettanto in discesa. Una tappa impegnativa, che alterna salite faticose e discese lunghissime, spostandosi a sud e a nord della catena alpina in un continuo alternarsi di ambienti.

Dal San Bernardino alla lunga discesa su Bellinzona

Da Splügen (1458 m) si deve seguire la verdeggiante valle verso sudovest, passando da Nufenen (1569 m) e giungendo infine a Hinterrhein (1621 m). Si pedala sul placido Percorso dei Grigioni, che sfrutta la viabilità secondaria, parallela all’autostrada, per prendere lentamente quota fino ai piedi del primo valico della tappa, il Passo del San Bernardino (2067 m). La salita, su ottima strada, affronta una prima serie di tornanti, poi si addentra verso sud nell’ampia valle fino al passo e al vicino Ospizio, appena sopra il Laghetto Moesola. Sono in tutto poco più di 9 chilometri di ascesa, con un dislivello di circa 450 metri e pendenze che raramente superano il 5-6%. Una salita non eccessivamente impegnativa, preludio alla lunghissima discesa sul versante opposto. Si inizia con i soliti tornanti che depositano al villaggio di San Bernardino (1608 m), dove è possibile arrivare anche evitando il passo e servendosi del servizio di trasporto bici con l’autobus attraverso il tunnel stradale. Da qui, seguendo fedelmente i segnavia del Percorso dei Grigioni, si percorre tutta la Valle Mesolcina in costante discesa, abbandonando infine il Cantone dei Grigioni ed entrando in Ticino, fin quasi a Bellinzona.
Su e giù per le valli svizzere
Finalmente il valico, il primo della giornata.
Su e giù per le valli svizzere
L’auto di appoggio è provvidenziale in questa giornata piovosa.

Tornando a nord: la Leventina e la Novena

Dopo l’alta quota del San Bernardino e il tepore percepito perdendo quota fin quasi al Lago Maggiore, si deve riprendere a salire verso nord. L’ampia valle, qui chiamata Riviera, si presenta molto antropizzata, ma per fortuna si può seguire il percorso ciclabile, solo per brevi tratti su sede protetta, ma comunque lontano dalle arterie principali. Inoltre, si può anche decidere di evitare almeno il primo tratto, fino a Biasca, sfruttando il trasporto pubblico, per riprendere la salita della Valle Leventina. In entrambi i casi, si deve proseguire costeggiando l’autostrada fino ad Airolo (1159 m), ai piedi del Passo del San Gottardo, dove si abbandona il tracciato del Percorso dei Grigioni, che sale al valico, per dirigersi a sudovest lungo la piccola Val Bedretto. La strada sale quasi costantemente, senza curve e in ambiente rilassante, superando alcuni piccoli paesi dove è anche possibile fermarsi a pernottare prima dell’ultima parte della tappa (altre possibilità si trovano ad Airolo). Dopo l’ultima frazione di All’Acqua (1614 m), le pendenze aumentano e con alcuni tornanti si vince l’ultimo strappo, ormai su terreno aperto, fino al Passo della Novena (Nufenenpass, 2478 m), entrando nel Vallese. Da Airolo sono circa 23 chilometri di ascesa per vincere un dislivello di quasi 1400 metri, con pendenza media del 5,5%, ma con punte al 13%, quindi una salita di un certo impegno. I più allenati ed esigenti, da Airolo potranno optare per la salita del Passo del San Gottardo (2107 m; 930 m di dislivello, sviluppo di 12,7 km, pendenza media del 7,4%, massima del 12%), scendere a Hospental (1495 m) e affrontare subito l’ascesa del Furkapass (2429 m; 950 m di dislivello, sviluppo di 18,4 km, pendenza media del 5%, massima dell’8%), da dove calare in Valle del Rodano e riunirsi al percorso della Novena.
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Su e giù per le valli svizzere
Si pedala sulla strada per il Passo del San Bernardino.
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Salendo al Passo del San Bernardino.
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Sul Passo della Novena (2478 m).
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Strani esseri lungo i percorsi ciclabili della Valle del Rodano.
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Consultando un pannello con la mappa dei ghiacciai.

Briga e la Valle del Rodano

Dal Passo della Novena una discesa di oltre mille metri di dislivello, veloce ma non eccessivamente tecnica, deposita in Valle del Rodano a Ulrichen. Qui si incontra la segnaletica del Rhone-Tour (Percorso del Rodano), una lunga rete di strade secondarie e piste ciclabili che scorre senza soluzione di continuità per oltre 300 chilometri da Andermatt a Ginevra, con solo 29 chilometri su fondo naturale. Per il resto si pedala sempre su ottimo asfalto nella grande valle, quasi costantemente in discesa, costeggiando il Rodano (Rhone in tedesco). Le alte montagne su entrambi i fianchi accompagnano il percorso fino a Briga (Brig, 678 m), dove arriva la strada dal Passo del Sempione, che unisce la cittadina con Domodossola (anche con la linea ferroviara). Sul versante opposto invece, ossia a nord, sale la strada per Blatten, ultima fatica di questa tappa. Sono circa 7 chilometri, con pendenze a tratti impegnative, che permettono di vincere oltre 600 metri di dislivello. Le fatiche sono finite, e con la funivia si raggiunge Belalp, termine della tappa e meraviglioso villaggio alpestre, affacciato sulla fiumana glaciale dell’Aletschgletscher, che nasce sotto le cime della Jungfrau (4158 m), del Mönch (4107 m) e dell’Aletschhorn (4193 m), montagne simbolo dell’Oberland Bernese.