Pareti, boschi e laghi turchesi

Le pareti e le torri di alcuni tra i più famosi gruppi dolomitici – Puez, Sassolungo, Sella, Pordoi, Catinaccio, Latemar – fanno da sfondo a questa tappa. Con lo sguardo che si alza continuamente dall’asfalto alla moltitudine di forme e colori tutto intorno. Per finire sulle sfumature turchesi del Lago di Carezza.

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Dopo le fatiche della tappa precedente, è necessario recuperare un po’ di energie, godendo anche di paesaggi mozzafiato, tra i più celebri delle intere Dolomiti. Con un’agevole salita si guadagna il Passo Sella, per iniziare bene la giornata, quindi si scende nella trentina Val di Fassa, con la sua bella ciclabile, fino a Vigo di Fassa. Un’altra più breve salita permette di valicare il Passo di Costalunga, per rientrare in Alto Adige e raggiungere il vicino Lago di Carezza, uno dei luoghi più iconici e fotografati dei Monti Pallidi. Lo sviluppo di soli 45 chilometri consente di portare a termine questa tappa in un solo giorno, anche se si devono superare 1200 metri di dislivello in salita (e altrettanti in discesa).

Salite mitiche

Da Selva di Val Gardena si ripercorre, in salita, l’ultimo tratto della tappa precedente fino al bivio per il Passo Gardena, poco oltre Plan de Giralba, dove si prende a destra per il Passo Sella. In costante salita verso sud, si pedala costeggiando le pareti multicolore delle Mesules, mentre a destra, oltre il grande comprensorio sciistico, si alza il Sassolungo. Sono 10 chilometri, per un dislivello di 700 metri e una pendenza media del 7%, ma con punte che superano il 10%. Niente male, ma d’altronde ci troviamo su alcune delle strade più amate dai ciclisti, che uniscono la bellezza degli scenari naturali con salite impegnative su asfalto sempre perfetto. Il traffico veicolare, soprattutto in piena estate, può risultare un fattore di disturbo, anche se da queste parti c’è un’attenzione particolare per chi si muove sulle due ruote. Non a caso queste strade vengono chiuse al traffico, per permettere ai ciclisti di pedalare in tutta tranquillità, in occasione del Sellaronda Bike Day (www.sellarondabikeday.com; quest’anno, il 22 giugno, erano in 12.000!), stupendo percorso di 53 chilometri attraverso i passi Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena, e della Maratona dles Dolomites (www.maratona.it), competizione ai limiti dell’umano che in 138 chilometri porta a superare un dislivello di 4230 metri, sommando ai precedenti i passi Giau e Falzarego (quest’anno si è tenuta il 7 luglio).

In lenta discesa

Superato il valico a 2240 metri, ci si lancia in discesa al cospetto delle Torri del Sella e del Ciavazes, ignorando il bivio che conduce sul Passo Pordoi, ai piedi dell’omonima montagna, limite meridionale del Gruppo di Sella. La meta è la Val di Fassa, in territorio trentino, il lungo solco percorso dal torrente Avisio che, dalle pendici della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, si continua con la Val di Fiemme e la Val di Cembra, per sbucare nella Valle dell’Adige poco a nord di Trento. Giunti a Canazei, principale centro turistico di quest’area di cultura ladina, si imbocca la rilassante ciclabile che, tra prati e boschi, passa in successione i diversi paesi della valle stretti tra il Catinaccio (il Rosengarten altoatesino, famoso per la sua enrosadira) e le ultime propaggini occidentali della Marmolada. La costante e moderata discesa – tra Canazei e Pozza di Fassa si perdono solo un centinaio di metri – permette di ammirare lo spettacolo tutto intorno, con piacevoli soste nei centri abitati, lungo quello che d’inverno è il percorso di un’altra gara mitica, questa volta sugli sci: la Marcialonga. Anche in Val di Fassa gli appassionati delle due ruote possono trovare un vero paradiso, soprattutto per chi predilige lo sterrato. Oltre ai servizi di noleggio, assistenza e trasporto (anche in funivia), infatti, sono ormai presenti una moltitudine di percorsi dedicati, dai più facili a quelli dedicati ai più esperti.
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Pareti, boschi e laghi turchesi
Simona Parise e Marco Albino Ferrari in un momento di pausa.
Pareti, boschi e laghi turchesi
In salita verso il Passo Sella.
Pareti, boschi e laghi turchesi
Poco dopo la partenza dalla Val Gardena.
Pareti, boschi e laghi turchesi
Incontri lungo la strada: le vacche aspettano di salire sui pascoli più alti.
Pareti, boschi e laghi turchesi
Un momento di riposo in auto, per ripararsi dal freddo.
Pareti, boschi e laghi turchesi
Si risale la Val Gardena.
Pareti, boschi e laghi turchesi
La BMW X3 che ci accompagna sulle strade dolomitiche.
Pareti, boschi e laghi turchesi
Finalmente un po’ di primavera in Val di Fassa.

Come in una cartolina

Giunti a Vigo di Fassa, quasi a malincuore si abbandona la valle per iniziare l’ultima salita della giornata, per fortuna ben più corta e facile rispetto alle precedenti. Dopo aver attraversato le vie del centro, si prende la strada per il Passo di Costalunga (1752 m) e tra boschi e pascoli, con andamento rilassante, si affrontano i 10 chilometri di ascesa per vincere 400 metri di dislivello, con un pendenza media del 4% (anche se nei primi chilometri si supera il 7%): quasi defaticante rispetto ai valichi precedenti! Il passo, chiuso a nord dalla Roda di Vael, estremo lembo meridionale del Catinaccio, e a sud dall’isolato massiccio del Latemar, mette in comunicazione il mondo ladino (e trentino) della Val di Fassa, con quello germanofono dell’Alto Adige. Una veloce discesa e si arriva sulle sponde del piccolo e pittoresco Lago di Carezza (Kareersee), uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti. Nelle sue acque turchesi si riflettono i boschi circostanti e le sagome frastagliate del Latemar, mentre alle spalle quasi si percepisce la presenza del Catinaccio. Consigliamo di arrivare al lago a fine giornata, quando le comitive di turisti sono già andate via: è il modo migliore per godere appieno della bellezza di questi luoghi, immersi nel silenzio e nella contemplazione.