Grandi dislivelli sulle Alpi francesi

Si parte da La Thuile subito in salita, valicando il Piccolo San Bernardo ed entrando in Francia. La tappa prosegue con la discesa verso Bourg-Saint-Maurice, da dove si risale la lunghissima Val d’Isère per affrontare il mitico Col de l’Iseran. A questo segue la più facile ascesa del Colle del Moncenisio, per rientrare in Italia e risalire la Valle di Susa fino a Bardonecchia.

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Una tappa lunga, di quasi 200 chilometri, che alterna continuamente salite impegnative e lunghe discese, portando il dislivello complessivo a 5200 metri in salita e altrettanto in discesa. Non c’è pianura, mai una pausa, quindi bisogna essere allenati e prevedere almeno un pernottamento, magari prima dell’Iseran o del Moncenisio. Si passa dai silenzi del Colle del Piccolo San Bernardo, subito dopo la partenza da La Thuile, alla frequentata Val d’Isère, con l’ascesa al Col de l’Iseran che rappresenta un must per ogni ciclista (ma sulla strada sono molte anche le moto e le auto), dai vasti spazi del Moncenisio al mondo antropizzato della Valle di Susa, dove per pedalare conviene scegliere la viabilità secondaria. A differenza di molte delle tappe precedenti, infatti, qui non si trovano piste ciclabili, fatta eccezione per il tratto tra Novalesa e Susa, scendendo dal Moncenisio. Le strade, però, sono sempre perfette e, soprattutto in Francia, i moltissimi ciclisti hanno abituato i guidatori a prestare la dovuta attenzione. Un continuo cambio di paesaggi e di prospettive, costeggiando il confine italo-francese tra grandi montagne, come il Rutor e la Grande Sassiere, le Levanne, la Grande Casse e la Vanoise.

Il Piccolo San Bernardo

Da La Thuile si inizia subito in salita, con la strada che affronta diversi tornanti tra bosco e pascoli, poi più rettilinea nell’ampio vallone, con il Piano dell’Abbondanza. Sono quasi 13 chilometri in tutto fino al Colle del Piccolo San Bernardo (2188 m), con pendenze che nel primo tratto arrivano al 7-8%, per addolcirsi nella parte centrale e riprendere vigore nelle rampe finali. Niente di troppo impegnativo, quindi giunti sul valico e superato il confine, conviene non perdere troppo tempo e lanciarsi in discesa verso la Rosière (1850 m) e poi fin quasi a Bourg-Saint-Maurice, con una lunga serie di tornanti e pendenze più ripide rispetto al versante italiano per oltre 25 chilometri. Prima del paese, si svolta a sinistra e si inizia la lunga risalita della Val d’Isère.

Sua maestà l’Iseran

La salita da questo versante al Col de l’Iseran, che con i suoi 2770 metri di quota è il valico stradale più alto delle Alpi, è lunga, molto lunga: 47 chilometri in continua ascesa, con un dislivello complessivo che sfiora i 2000 metri e una pendenza media ra il 4% e il 5% (e lunghi tratti al 6-7%, punte al 9% e uno strappo che supera il 20%!). Più spesso gli appassionati delle due ruote salgono dal versante opposto, da Lanslebourg-Mont-Cenis, dove i chilometri da superare sono “solo” 33 e il dislivello si riduce a 1370 metri, con pendenza media del 4% (ma punte decisamente superiori). Nel nostro caso, bisogna invece avere calma, evitare di spingere troppo sui pedali nella parte iniziale, dove le pendenze sono più contenute, per evitare di trovarsi più in alto con le gambe scariche e ancora molti chilometri da macinare. La lunga valle, purtroppo in parte deturpata dal turismo invernale, procede quasi rettilinea a sudest e, dopo il Lac du Chevril, si arriva al grande centro turistico di Val d’Isère (1844 m). Al valico mancano ancora 16 chilometri e 900 metri di dislvello, ma da qui in avanti il paesaggio diventa decisamente più bello, e nonostante la stanchezza inizi a farsi sentire, la fatica sarà in parte compensata dallo spettacolo delle montagne tutto intorno. Uno spettacolo che diventa ancora più grandioso giunti sul passo, dove si entra nel territorio del Parc national de la Vanoise.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
La località turistica di Val d’Isère.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
La classica foto ricordo sul Col de l’Iseran.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
Sulla strada del Col de l’Iseran.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
Gli “abitanti” del Col de l’ISeran.

Si rientra in Italia

La discesa a Lanslebourg-Mont-Cenis (1399 m), passando da Bonneval-sur-Arc, è ripida e veloce, e permette di riprendere forze in vista della fatica successiva. Appena raggiunto il paese, si svolta a sinistra e la salita riprende subito. Ben’altra cosa rispetto all’Iseran: qui i chilometri da percorrere sono solo 10, con un dislivello di appena (si fa per dire!) 685 metri, quasi tutto concentrato nella parte iniziale con diversi tornanti, e una pendenza del 6,8%. Il valico vero e proprio si trova subito dopo questo tratto, in territorio francese (Col du Mont-Cenis, 2085 m), poco prima della vasta conca che ospita il Lago del Moncenisio (Lac du Mont-Cenis). Si costeggia il bacino quasi in piano e al suo termine si inizia la ripida discesa sul versante italiano, verso la Valle di Susa. Al primo bivio, poco dopo la località Bar Cenisio, consigliamo di svoltare a sinistra e seguire l’unico tratto di ciclabile della tappa, che passa da Novalesa, ai piedi del Rocciamelone, e conduce al paese di Susa (503 m). Da qui non resta che risalire la Valle di Susa, con lenta ma costante ascesa, in parte sulla Strada Statale e scegliendo, dove possibile, la viabilità secondaria, fino a Oulx (1100 m), dove si devia a destra per raggiungere infine Bardonecchia (1312 m).
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Si evitano alcuni tratti, caricando le bici sull’auto di appoggio.
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Verso il Colle del Piccolo San Bernardo.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
In un bar sul versante francese del Colle del Piccolo San Bernardo.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
Edilizia turistica a Val d’Isère.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
Un negozio di souvenir al Col de l’Iseran.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
Al Col de l’Iseran.
Grandi dislivelli sulle Alpi francesi
“Traffico” salendo al Colle del Moncenisio.