Da Splügen a Belalp

Le Grandi Alpi

Share
Condividi Facebook Pinterest Twitter Whatsapp

L’antico lido mondano a picco sull’Aletschgletscher

Oggi in programma c’è una vera chicca. Oltre la discesa dal Passo della Novena, oltre la sfilata in mezzo ai prati del distretto del Goms (Cantone Vallese), l’itinerario prevede l’arrivo a Briga e, dopo l’ascesa a Blatten, la salita in funivia a Belalp, magnifico terrazzo naturale proteso sulle montagne-simbolo delle Alpi nel mondo. Non può chiedere di più, il bergvagabunden impegnato nella ricerca di nessi tra il paesaggio montano e le storie che l’hanno reso celebre. A Belalp, infatti, trascorreva le sue estati nientemeno che il britannico John Tyndall, esploratore-scienziato-alpinista e tra i primi soci dell’Alpine club di Londra, in gara con Edward Whymper per la conquista del Cervino (gara che perse, ma rimane il suo nome sull’anticima, il Pic Tyndall) e primo salitore del Weisshorn. A Belalp sorge un celebre albergo ottocentesco (oggi appena restaurato), a precipizio sul Ghiacciaio dell’Aletsch. Vita mondana, passeggiate contemplative al cospetto del ghiacciaio più lungo d’Europa. Tyndall era però un misantropo, e alla compagnia degli ospiti del grande albergo, dopo qualche estate preferì rimanere solo con la giovane moglie, facendosi costruire una villa tutta sua un poco più a monte.
Da Splügen a Belalp
Sul Passo della Novena (2478 m).
Da Splügen a Belalp
Il viaggio riprende dopo una sosta.
Da Splügen a Belalp
La ferrovia elvetica nella Valle del Rodano.
Da Splügen a Belalp
Al Passo del San Bernardino (2067 m).

Come un record paralimpico

Di fronte alla villa di Tyndall si spalanca una vasta porzione delle Grandi Alpi, come è anche conosciuta la catena delle Pennine che dal Monte Rosa arriva al Monte Bianco, con i suoi Quattromila, i ghiacciai, le altissime cime sormontate spesso dalle nubi lenticolari. Da Belalp, il Cervino appare di infilata, sulla destra. Di questo grappolo di Quattromila colpisce soprattutto la slanciata piramide del Weisshorn, che raggiunge la bellezza di 4506 metri. Montagna più alta della Corona Imperiale che deve il suo nome (corno bianco) al luminoso versante settentrionale affacciato sull’abitato di St. Niklaus. Il Weisshorn venne salito per la prima volta nel 1861 lungo la cresta est, da, come si diceva, John Tyndall, impresa che segnò il culmine dalla sua carriera di alpinista. I repulsivi versanti della montagna furono teatro nel secolo seguente di altre imprese eclatanti, come quelle del fortissimo ghiacciatore britannico Geoffrey Winthrop Young. Innamorato di questa piramide luminosa, Young vi aprì tre itinerari di grande eleganza. La cosa incredibile è che Young riuscì – quasi fosse un super campione delle moderne paralimpiadi – a salire di nuovo sul suo Weisshorn anche dopo aver perso una gamba nella Prima guerra mondiale.

La Babele alpina

Il Monte Rosa, la regina delle Grandi Alpi, rappresenta per noi italiani la culla di genti venute dal Nord, i Walser. In realtà, con le sue sette valli, è un piccolo arcipelago linguistico. Nel giro di pochi chilometri quadrati, intorno al Rosa si accavallano parlate differenti come in una vera Babele alpina: nelle valli a nord, lungo la Saastal impera il dialetto walliserditsch e il tedesco svizzero schwyzerdütsch; a Macugnaga, così come ad Alagna e a Gressoney, l’italiano e i rispettivi tisch walser; mentre in Val d’Ayas e a Cervinia continua a essere diffuso il francofono patois. Di fatto siamo di fronte a uno snodo alpino di primaria importanza, come il Gruppo di Sella per le cinque valli ladine che si irradiano nelle Dolomiti e che abbiamo incrociato quattro puntate fa (n° 3, “Da Selva di Val Gardena a Carezza”).
Ci accomodiamo per la notte nelle stanzette di legno dell’Hotel Belalp, con le finestre che incorniciano una delle viste più spettacolari che si possano immaginare. E ci addormentiamo con la consapevolezza che queste stanze hanno ospitato grandi sognatori dell’Ottocento, prima delle loro mitiche salite. Scriveva Tyndall: «Preparandomi per la scalata non ho toccato cibo, in uno spirito di preghiera e digiuno».
Apri slideshow
Da Splügen a Belalp
Annibale Salsa e Marco Albino Ferrari ammirano le montagne dal Passo della Novena.
Da Splügen a Belalp
Il treno che percorre la Valle del Rodano.
Da Splügen a Belalp
Tra i verdi prati della Valle del Rodano.
Da Splügen a Belalp
Annibale Salsa al Passo del San Bernardino.
Da Splügen a Belalp
Il piccolo lago al Passo del San Bernardino.
Da Splügen a Belalp
Marco Albino Ferrari durante l’escursione a Belalp.
Da Splügen a Belalp
Fauna locale a Belalp.
Da Splügen a Belalp
Il grande Ghiacciaio dell’Aletsch (Aletschgletscher).
Da Splügen a Belalp
Vecchie foto dell’Hotel Belalp e dell’Aletschgletscher.
Da Splügen a Belalp
All’interno dell’Hotel Belalp.
Da Splügen a Belalp
Lo storico Hotel Belalp.
Da Splügen a Belalp
Capre curiose nei dintorni di Belalp.
Da Splügen a Belalp
Villa Tyndall sopra Belalp.