Ai piedi dei giganti

Nella prima parte si pedala lungo la grande Valle del Reno, nel Vallese elvetico, passando sotto un’infilata di cime che va dal Monte Rosa al Cervino, dalla Dent Blanche al Grand Combin. Poco prima del confine francese, si affronta la salita del Colle del Gran San Bernardo, entrando in Valle d’Aosta e scendendo al capoluogo, per raggiungere infine La Thuile attraverso il Colle San Carlo.

Le salite di questa tappa sono solo due, il Colle del Gran San Bernardo (2469 m) e il Colle San Carlo (1951 m), ormai in vista dell’arrivo a La Thuile, ma la lunghezza di 220 chilometri e il dislivello complessivo (4550 metri in salita e quasi altrettanti in discesa) impongono di fermarsi a pernottare almeno una notte, se non due. Le possibilità si trovano lungo tutto il percorso, anche se dormire in cima al Colle del Gran San Bernardo è un’esperienza consigliabile. Il giorno seguente, dopo la picchiata su Aosta e il trasferimento a Morgex, rimarrà solo l’ascesa del Colle San Carlo. I tratti su ciclabile si limitano alla Valle del Rodano, con il Rhone-Tour, e la strada del Gran San Bernardo può risultare fastidiosamente trafficata, ma questi svantaggi passano decisamente in secondo piano rispetto alla scenografia alpina in si è costantemente immersi mentre si pedala.

Nel verde, sotto i colossi glaciali

Con la funivia da Belalp prima, poi da Blatten in ripida discesa, si torna sul fondovalle presso Briga. La verde e ampia vallata, lungo la quale si sviluppa l’itinerario ciclabile del Rhone-Tour (Percorso del Rodano), consente di pedalare in completa tranquillità, seguendo l’apposita segnaletica che conduce su strade secondarie poco trafficate, con tratti su sede protetta. Fatta eccezione per poche e corte salite, il percorso è completamente in discesa e transita da Visp (651 m), dove si staccano la Saastal e la Mattertal, poi da Sierre (533 m), con la Val d’Anniviers, e Sion (492 m), con la Val d’Hérens. Tutte queste valli laterali salgono verso le grandiose cime di questo settore delle Alpi, famose tra gli alpinisti e frequentate anche dai semplici turisti. Il Monte Rosa e i Mischabel, il Cervino (Matterhorn in Svizzera), il Weisshorn, l’Ober Gabelhorn e la Dent Blanche, e infine il Grand Combin, sopra Martigny (470 m), dove termina la discesa e si deve iniziare a salire, e non di poco.

Il Gran San Bernardo

Abbandonata la ridente Valle del Rodano, da Martigny si svolta a sud per Orsières e verso est si percorre un primo tratto della stretta valle fino a Sembrancher (712 m), quindi verso sud ci si porta a Orsières (887 m). I 400 metri di dislivello da Martigny, vinti in circa 15 chilometri, sono solo l’antipasto, perché la vera salita inizia qui, e non è una passeggiata… Dal paese al Colle del Gran San Bernardo sono 25,5 chilometri per superare un dislivello di 1570 metri, con una pendenza media del 6,2% e una massima che si attesta al 15%! I primi due terzi circa sono i più facili, con pendenze mai eccessive (ma alcuni strappi si fanno sentire), in un ambiente solare e rilassante tra prati e boschi, con una breve galleria interdetta alle bici, che devono seguire una stradina asfaltata all’esterno, per arrivare a Bourg-St-Pierre (1632 m). La strada percorre poi una lunghissima galleria paravalanghe, aperta a valle quindi senza problemi di illuminazione, uscendo all’aperto quando inizia il tunnel automobilistico. E qui le cose si complicano: intorno ai 2000 metri di quota, quando mancano circa 6 chilometri alla vetta, la pendenza media è del 9% e spesso supera il 10%. Il paesaggio grandioso, ma costantemente esposto al sole, accompagna la scalata fino al valico (2469 m), sul confine italiano, dove sorge l’Ospizio sulle rive del piccolo lago, provvidenziale punto di appoggio e di ristoro.
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Ai piedi dei giganti
La lunga e ampia Valle del Rodano vista dall’aereo.
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Martigny, in Valle del Rodano, dove si inizia a salire verso il Colle del Gran San Beranrdo.
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La Valle del Rodano.
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Sulle salite odierne.
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Non siamo gli unici sulle due ruote.
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Pannello “panoramico” al Colle del Gran San Beranrdo.
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L’Ospizio del Colle del Gran San Beranrdo.
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La Thuile, al termine della tappa.
Ai piedi dei giganti
Vista di La Thuile.

In Valle d’Aosta, verso la Francia

La discesa verso Aosta è veloce e non presenta criticità particolari, e nel primo tratto è anche poco trafficata, ma prima di Etroubles la strada si unisce a quella del traforo, e la presenza dei camion può risultare piuttosto fastidiosa. Consigliamo quindi di portarsi sul versante opposto della valle e calare ad Aosta (583 m) su strade secondarie, passando dai villaggi di Allein, Doues e Roisan. Dalla città si deve risalire la Vallée fino a Morgex (923 m), dove inizia la seconda e ultima salita di questa tappa: il Colle San Carlo. Meno impegnativa rispetto alla precedente, è comunque una scalata di tutto rispetto, con uno sviluppo di 10,5 chilometri per superare un dislivello complessivo di poco superiore ai 1000 metri, con una pendenza media del 9,8% e una massima del 13%. Vista la quota bassa, è una fortuna che gran parte dell’ascesa si svolga all’interno del bosco. Giunti sul colle (1951 m), non rimane che lanciarsi in discesa (con la dovuta attenzione: la strada è ripida e a tratti tortuosa) e in 6 chilometri raggiungere La Thuile, ai piedi del Piccolo San Bernardo, che affronteremo nella tappa successiva.