Viaggio nelle Alpi

Dal Carso a Ventimiglia, un viaggio a zig-zag di oltre duemila chilometri, per ritrovare i luoghi raccontati da “Meridiani Montagne” in cento numeri monografici. Un antropologo di fama internazionale, Annibale Salsa, e Marco Albino Ferrari, storico direttore della rivista, partono per un itinerario eccezionale che chiunque ami le terre alte potrà percorrere con noi in queste dodici puntate.

La culla dell’alpinismo, i mille volti di un arcipelago fittissimo di culture. I “nuovi montanari”, le leggende che resistono ai secoli, il turismo consapevole, gli aspetti meno noti di una grande regione unitaria al centro dell’Europa.

No. 0

Dal Carso, affacciati sul Mare Adriatico

Domani si parte

Domani si parte, ci diciamo sulla cima del Monte San Michele, quota 275, sopra la costa adriatica punteggiata dalle ciminiere dei cantieri di Monfalcone. Di fronte a noi si distende l’arco del sistema alpino, dove stiamo per salire agli alti passi, per poi incrociare vallate e laghi, costeggiare ghiacciai e riguadagnare la quota degli alpeggi… da un gruppo montuoso all’altro. Le Alpi: 1200 chilometri, 150 di larghezza tra Torino e Chambéry, una superficie di 200mila chilometri quadrati, e circa 16 milioni di abitanti. Sono le montagne più amate e fotografate del mondo. E questo è il nostro prossimo futuro.

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No. 1

Dal Mare Adriatico a Ravascletto

Giulie e Carniche

Inizia il viaggio, valicando quello che un tempo era un confine tra due mondi, e che oggi unisce le Alpi più orientali del continente europeo, dove mosse i suoi passi, da alpinista e uomo di profonda cultura, Julius Kugy. Il fiume Isonzo (il Soča sloveno), evocativo dei tristi eventi legati alla Grande Guerra, ci accompagnerà fin nel cuore delle Alpi Giulie, al cospetto del Triglav. Poi Kranjska Gora e il Tarvisio, verdi vallate che saranno il preludio all'ingresso nel mondo raccolto e ancestrale della Carnia.

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No. 2

Da Ravascletto a Selva di Val Gardena

Dolomiti Orientali

Dopo un’immersione nel mondo della Carnia, valicheremo il confine con l'Austria al Passo di Monte Croce Carnico e percorreremo la verde Valle del Gail (Gailtal), con i suoi prati e i fitti boschi a fare da sfondo. Due mondi silenziosi separati dalla dorsale delle Alpi Carniche, che ci accompagneranno fino a luoghi ben più antropizzati e turistici. La Val Pusteria prima, la ladina Val Badia poi, per salire tra i gruppi dolomitici più celebri e approdare in Val Gardena, nel cuore turistico dei Monti Pallidi.

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No. 3

Da Selva di Val Gardena a Carezza

Dolomiti Occidentali

Il viaggio prosegue, tra la memoria del grande alpinista Emilio Comici, che sulle Dolomiti scrisse alcune pagine epiche dell'alpinismo del suo tempo, e i panorami incredibili sulle montagne intorno alla Conca Ampezzana, dove si incontrano antiche culture. Poi il turismo della Belle Époque alpina, legato alla figura di Theodor Christomannos, i grandi valichi dei Monti Pallidi, la Marmolada, Regina delle Dolomiti, in un susseguirsi di ambienti e incontri unici, terminando al Lago di Carezza, uno di luoghi più iconici e fotografati di tutte le Dolomiti.

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No. 4

Da Carezza al Passo Resia

Ortles-Cevedale

Viaggiando in Val Venosta, grande valle alpina disposta sull’asse est-ovest, specificità che le conferisce un microclima particolarissimo. In alto sopra i meleti, lungo gli aridi versanti più assolati, si distende la gariga, associazione vegetale di cespugli spinosi e arbusti secchi. Lassù, dove corrono antichi sentieri, al posto degli abeti potrebbero crescere i cactus. Poi, la passeggiata sulle rive di un lago artificiale che ricorda, con il suo campanile svettante dalle acque, antiche lacerazioni famigliari. E in fondo spunta l’Ortles, con di fianco, un po’ nascosti, il Gran Zebrù e la sua immensa Meringa, perennemente in movimento.

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No. 5

Dal Passo Resia al Passo del Bernina

Bassa Engadina

Il paesaggio culturale e la wilderness: la Bassa Engadina corre su una linea che divide due opposti. Da una parte la convivenza tra uomo e natura nel paesaggio modellato attraverso i secoli dalla mano degli alpigiani, come fa l’acqua sulle pietre dei fiumi. Dall’altra, l’ambiente selvaggio del Parc naziunal svizzer, così chiamato in romancio, il più antico parco delle Alpi (1914), dove l’uomo è visto come elemento estraneo, inquinante, destabilizzante nei processi naturali. E poi su, verso il Bernina innevato, uno dei passi frequentati fin dall’antichità, che unisce il mondo cisalpino e quello transalpino.

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No. 6

Dal Passo del Bernina a Splügen

Alta Engadina, Val Bregaglia, Valle Spluga

Ripensando agli skyrunner ante litteram dell’Ottocento: i primi salitori del Bernina lungo la cresta est. Poi giù, tra le nuvole e la pioggia fitta, che nascondono il vero spettacolo dell’Alta Engadina: il suo cielo colmo di luce. Quindi al Maloja, uno dei baricentri delle Alpi, dove l’acqua scende da una parte verso il Po e il Mediterraneo, mentre dall’altra verso il Danubio e il Mar Nero. Infine, lungo la strada danzante di Donegani da Brescia, grande ingegnere dei primi dell’Ottocento che ha firmato le super carrozzabili ai passi più alti della catena alpina, come quella dello Stelvio.

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No. 7

Da Splügen a Belalp

Le Grandi Alpi

«Preparandomi per la scalata non ho toccato cibo, in uno spirito di preghiera e digiuno», scriveva John Tyndall, di cui in questa puntata seguiamo le orme a Belalp, grandioso belvedere sulla catena elvetica chiamata Corona Imperiale. Lo scienziato di origini irlandesi fu uno dei grandi esploratori alpini dell’Ottocento. Passava le sue estati nel magnifico Hotel Belalp, fin quando decise di costruirsi una propria villa poco più a monte, a picco sul Ghiacciaio dell’Aletsch, il più lungo d’Europa. E poi un giro d’orizzonte sul Monte Rosa, snodo linguistico di prima importanza, come il gruppo del Sella per le cinque valli ladine che si irradiano nelle Dolomiti.

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No. 8

Da Belalp a La Thuile

Grand Combin, Alta Valle d’Aosta

Attraverso il Vallese, sfilando sotto 51 Quattromila. La Valle del Rodano si estende lungo l’asse est-ovest, per questo risulta particolarmente salubre, dal clima secco e in certi punti persino arido. Poi la salita al Colle del Gran San Bernardo, luogo della cristianità medievale, luogo carico di storia e ideale per chi decide di prendere sentieri poco battuti e abbandonarsi ai silenzi dell’alta quota. Infine, uno sguardo rapido alle opere dell’associazione vallesana Valrando specializzata nel tracciare “randonnée pédestre”, o giri intorno alle montagne, come quello al Grand Combin, tra i meno frequentati e per questo più spettacolari delle Alpi Occidentali.

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No. 9

Da La Thuile a Bardonecchia

Vanoise e Alpi francesi settentrionali

A La Thuile, piccolo atollo disperso in un oceano di prati e paradiso degli alpeggi. Da qui partono innumerevoli itinerari a piedi, alcuni semidimenticati e riportati alla luce grazie al Servizio sentieristica
della Valle d’Aosta, che ha stilato un Catasto generale con circa 1580 percorsi nuovi e antichi. Poi di nuovo sulla strada, verso il “Piccolo”, dove nel giugno di 79 anni fa si è combattuta l’assurda guerra contro i nostri cugini francesi. Il viaggio prosegue sotto i grattacieli definiti “cages aux poules” (gabbie per polli) di Val d’Isère, passa dal Col de l’Iseran e, dopo la discesa, ritorna a salire al Moncenisio. Poi di nuovo in Italia, in Valle di Susa, infine Bardonecchia.

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No. 10

Da Bardonecchia a Saint-Véran

Briançonnais, Delfinato e Queyras

Entriamo in uno dei santuari della storia dell’alpinismo e dell’arrampicata, la Valle Stretta, sopra Bardonecchia, dove nel 1985, nel teatro naturale della Parete dei Militi, si svolsero le prime gare su roccia. A molti non piacque quell’evento perché «l’arrampicare è innanzi tutto una ricerca personale», scrissero in un celebre manifesto le maggiori star dell’arrampicata francese. Poi di nuovo in macchina verso Briançon, nel cuore dell’antica regione del Delfinato, e a ridosso degli Écrins, tra i massicci alpini più selvaggi. Infine, il passaggio al Col d’Izoard, dove volano i ciclisti emuli della maglia a pois.

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No. 11

Da Saint-Véran al Colle del Preit

Alpi del Monviso

Passando dal Colle dell’Agnello (2748 m), il terzo valico più alto d’Europa, lo sguardo si perde su distanze vertiginose che lasciano correre la fantasia fino alle coste dell’Africa. A sinistra, spicca la mole imponente del Monviso, teatro di una storia di alpinismo passata nell’oblio e riemersa di recente da alcuni archivi di famiglia. Qui la gentildonna Alessandra Boarelli mancò di poco (riuscì l’anno seguente) la prima salita tutta italiana del Monviso. Era il 1963, e se fosse arrivata proprio lei in cima, il Club alpino italiano come avrebbe potuto avere il coraggio di escludere le donne tra i suoi soci? Il viaggio continua in Valle Maira, tra i luoghi più interessanti per il viaggiatore alpino intelligente.

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No. 12

Dal Colle del Preit a La Turbie

Le Alpi del Mare

Attraverso le Alpi Marittime, che si estendono tra il Colle della Maddalena e il Colle di Tenda (da dove iniziano le Liguri). Qui si trovano i ghiacciai più meridionali della catena alpina, a pochi chilometri dalle spiagge assolate. Andremo avanti, fino al bagnasciuga, perché dal punto di vista orografico lo spazio alpino arriva a quota 0 metri. Ma prima una sosta al Museo delle Meraviglie appena restaurato. Sarà anche una sosta simbolica, per scendere negli abissi del tempo profondo, al Neolitico, fino ai primi abitanti delle Alpi. Che scopriamo essere non molto diversi da com’erano gli alpigiani ai primi dell’Ottocento.

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Credits

Testi: MAF – Fotografie: Michele Lotti e iStock

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