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Alpinismo

Completata la traversata del Torre

EL CHALTEN, Patagonia — Sembra proprio che ce l’abbiano fatta. L’argentino Rolando Garibotti e l’americano Colin Haley, secondo quanto riferito da fonti internazionali, sarebbero riusciti tra il 21 e il 24 gennaio a completare la leggendaria traversata patagonica dal Cerro Stendhart al Cerro Torre.

Garibotti, 36 anni, e Haley, 23, sono partiti per la traversata il 21 gennaio. Proprio quando i fratelli Huber e Stephan Siegrist, impegnati sullo stesso progetto, decidevano di riunciarvi a causa delle condizioni meteo non proprio favorevoli. 
 
A quanto pare, l’hanno indovinata. Garibotti e Haley hanno salito la via Exocet sul Cerro Standhardt, sono scesi al Colle dei Sogni e poi hanno salito lo Spigolo dei Bimbi sulla Punta Herron. Poi hanno salito la Torre Egger dalla via Huber-Schnarf, sono scesi al Colle della Conquista e sono saliti sul Cerro Torre, percorrendo un tratto della via "Arca de los vientos" e un tratto della via Ferrari sullo spigolo ovest. Infine, sono scesi a valle lungo la celebre via del Compressore.
 
La traversata, in totale, implica circa 2.200 metri di scalata. Fu un’idea nata negli anni Ottanta da Andrea Sarchi, Maurizio Giarolli, Elio Orlandi ed Ermanno Salvaterra, che la tentarono più volte senza mai riuscire a completarla.
 
L’ultimo tentativo di Salvaterra risale un paio di mesi fa, così come l’ultimo tentativo di Garibotti. Le due cordate, che stavano salendo a poche ore di distanza l’una dall’altra, non riuscirono a scalare il Cerro Torre a causa del caldo che stava facendo sciogliere i funghi sommitali e provocava continue scariche.
 
Ora quei funghi erano completamente scomparsi e il perdurare del bel tempo ha permesso a Garibotti e Haley di completare il progetto. Dopo il successo, gli alpinisti hanno voluto ringraziare Ermanno Salvaterra "per  l’idea, l’esempio e perché continua, da vent’anni, a mostrare la strada".
 
Una curiosità. "Molto meglio di un compito di mineralogia!" avrebbe anche esclamato Haley dopo l’impresa. Il giovane alpinista americano, già noto alle cronache alpinistiche, avrebbe infatti saltato un semestre all’università per restare in Patagonia più a lungo.
 
Sara Sottocornola
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