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Tecnologia

Maldive-Himalaya, la ricerca ambientale corre sul filo

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KATHMANDU, Nepal — Un invisibile filo conduttore collega da qualche giorno gli atolli delle Maldive alle vette dell’Himalaya. E’ quello della ricerca scientifica sui mutamenti globali del clima. Protagonisti, ancora una volta, gli scienziati dell’Unep (il programma per la protezione dell’ambiente delle Nazioni Unite) fra cui quelli del Comitato Ev-K²-CNR.

Il professor Veerbhadran Ramanathan, condirettore della squadra scientifica del progetto Abc (Atmospheric brown clouds) promosso dall’Onu, è impegnato a raccogliere dati sull’atmosfera che sovrasta l’Oceano Indiano. Per le sue ricerche impiegherà 3 aerei senza pilota Auav (Autonomous unmanned aerial vehicles) che si leveranno in volo sulle Maldive fino a raggiungere un’altezza di 5000 metri sul livello del mare.
 
Contemporaneamente, come in un filo conduttore lungo migliaia di chilometri, alla Piramide dell’Everest i ricercatori del Comitato Ev-K²-CNR, coordinati da Paolo Bonasoni, stanno effettuando proprio per conto dell’Unep rilievi sulla composizione dell’atmosfera che sovrasta il Centrasia, attraverso la nuovissima stazione di rilevamento Abc Pyramid.
 
Sarà la Abc-Pyramid, attraverso i suoi rilevamenti, a confermare o meno la validità dei dati raccolti dagli aerei in volo sull’Oceano. Il supporto della stazione Abc è fondamentale per questo tipo di ricerche. Incastonata nel cuore dell’Asia, a un’altezza di 5079 metri sul livello del mare, la stazione del Comitato italiano è l’unica in grado di fornire una tipologia di dati comparabili con quelli che verranno raccolti nei cieli maldiviani.  
 
Grazie a questa sinergia potrebbero arrivare indicazioni molto significative sui mutamenti del clima in atto a livello planetario.  
 
"Quello che abbiamo raggiunto con la prima stazione Share Asia e i programmi Abc e Ceop – ha commentato il presidente del Comitato Ev-K²-CNR Agostino Da Polenza – è un traguardo notevole che ci colloca tra i protagonisti a livello mondiale del monitoraggio climatico e ambientale. Per noi e per il Cnr si tratta di uno stimolo a proseguire nel completamento della rete di acquisizione dati. Una rete che comprende anche una stazione già avviata in Pakistan. E che presto si arricchirà di installazioni anche in Bhutan e nel Caucaso".   
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