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Val Gardena, gli ultimi giorni della ferrata Pertini sullo spallone dello Stevia

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Vallelunga e il monte Stevia da sud (foto Silvia Fabbi)
Vallelunga e il monte Stevia da sud (foto Silvia Fabbi)

SELVA DI VALGARDENA, Bolzano — La ferrata Pertini nell’altoatesina Vallunga, percorso attrezzato per appassionati dell’esposizione che s’inerpica sullo spallone dello Stevia, sarà smantellata entro la fine dell’anno. Aperta nel 2003 dalla guida locale Mauro Bernardi e intitolata al Presidente della Repubblica in memoria dei suoi soggiorni estivi presso il vicino centro di addestramento carabinieri di Selva Val Gardena, la ferrata danneggerebbe la fauna avicola locale e per questo cavi e scalette dovranno sparire.

A decretarne l’infausto destino è stata nel 2012 una sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto le perplessità del Wwf rispetto all’esistenza di un percorso attrezzato in zona “Natura 2000”, ossia un’area tutelata a livello comunitario per la protezione e la conservazione degli habitat naturali e delle specie animali. I giudici avevano posto così fine al contenzioso fra l’amministrazione comunale locale – fiera sostenitrice dell’aereo percorso che, ancora per qualche settimana, consente di raggiungere il Rifugio Stevia a 2.312 metri – e gli ambientalisti, critici nei confronti del potenziale impatto che la via ferrata avrebbe avuto sulla popolazione di aquile, falchi pellegrini e gufi.

Ferrata Pertini allo Stelvia (foto Silvia Fabbi)
Ferrata Pertini allo Stelvia (foto Silvia Fabbi)

A nulla è valsa la battaglia, durate oltre due anni, con cui il sindaco Peter Mussner ha cercato di convincere l’ufficio Parchi della Provincia autonoma di Bolzano che la ferrata così com’è non danneggia alcuna specie animale. Lo studio di un perito locale proverebbe anzi che nel corso del 2013 le aquile si sono riprodotte e hanno dunque incrementato il proprio numero proprio nella zona “incriminata”.

L’argomentazione non ha però convinto le autorità altoatesine e dunque, entro la fine dell’anno, un paio di giorni di lavoro degli operai cancelleranno per sempre lo splendido percorso che s’inerpica nel parco naturale Puez-Odle e che regala una splendida vista sul gruppo del Sassolungo.

«Abbiamo lottato fino all’ultimo per mantenerlo, perché crediamo che smantellarlo rappresenti la perdita di un’occasione importante per il nostro territorio e il nostro turismo. Oramai però non ci rimane scelta. Studieremo un altro percorso magari, ma non sarà la stessa cosa – ha chiarito il primo cittadino di Selva Peter Mussner -. Ormai siamo al punto di non ritorno e se non procediamo a smontarla rischiamo un’imputazione per omissione in atti d’ufficio».

Christoph Hainz e Flavio Zanonato che hanno fatto insieme questa ferrata nel settembre 2013
Christoph Hainz e Flavio Zanonato che hanno fatto insieme questa ferrata nel settembre 2013

La scelta obbligata lascia però l’amaro in bocca all’amministrazione comunale, che ora avanza seri dubbi sull’opportunità di far inserire – l’iter è già stato avviato – anche il gruppo del Sassolungo nell’area di tutela paesaggistica, al pari del gruppo delle Odle in cui rientra lo Stevia e di conseguenza anche la ferrata Pertini. «Le regole per il Sassolungo sarebbero meno restrittive che per lo Stevia – afferma il sindaco di Selva -. Tuttavia, se l’inserimento in area di tutela costituisce un problema più che un vantaggio e implica tutta questa serie di vincoli, viene da chiedersi se ne valga davvero la pena».

Silvia Fabbi

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8 Comments

      1. Riccardo,il “caro” mi fa proprio incazzare 😉
        Effettivamente non sono molto amante della natura…utilizzo tutti i giorni la macchina ( quindi petrolio) e butto via circa 1000 pannolini non biodegradabili annui per la bambina e potrei continuare a lungo con la lista.
        Resta il fatto che le ferrate non mi piacciono
        Saluti

  1. L’ennesima presa di posizione estremista: in generale non vedo proprio come una ferrata, che per definizione obbliga i frequentatori lungo un preciso tracciato, possa disturbare flora e fauna locali….

  2. PERCHE’ ???? Si tollera, si tace,si finge di non vedere…. centinaia di impianti di risalita con kilometri di cavi aerei,migliaia di piloni e tralicci metallici,grandi stazioni di partenza,intermedie e di arrivo e ancora ….boschi tagliati per tracciare piste e prati trasformati in parcheggi a pagamento con addobbo di parcometri……………ma si vuole togliere un cavo attaccato alla roccia invisibile a pochi m . di distanza………….forse perché non si puo” farlo rendere moneta sonante

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