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Eugenio Fasana, opere e storia in mostra a Gemonio

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Eugenio Fasana in Grignetta nel 1921 (Photo courtesy of Archivio Fasana/Wikimedia Commons)
Eugenio Fasana in Grignetta nel 1921 (Photo courtesy of Archivio Fasana/Wikimedia Commons)

GEMONIO, Varese — É intitolata “Eugenio Fasana. Mitografia di un alpinista” la mostra riguardante il celebre alpinista lombardo, pioniere della moderna disciplina alpinistica, nonchè accademico del Cai e Presidente della Società Escursionisti Milanesi (Sem). L’esposizione è visitabile ogni weekend fino al 23 dicembre presso il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, città natale di Fasana.

Fu proprio la cittadina della provincia di Varese a dare i natali nel 1886 ad Eugenio Fasana e le montagne circostanti a far nascere in lui la passione per la montagna. É definito un pioniere dell’alpinismo moderno, nonchè uno tra i più completi alpinisti italiani del primo Novecento. Dal 1906 al 1935 compì più di 120 ascensioni nei vari settori delle Alpi, dall’Italia all’Austria, passando per la Svizzera.

Come guida alpina accompagnò numerose personalità dell’epoca quali la Regina Maria José del Belgio, il Re Alberto I del Belgio e Papa Pio XI. Fu tra i primissimi in Italia ad utilizzare lo sci in alta quota in quelle discipline che oggi sono conosciute come scialpinismo, sci alpino e sci di fondo. A questi sport, così come all’alpinismo dedicò numerose opere artistiche e scritti il più noto dei quali è “Il Monte Rosa. Vicende Uomini e Imprese” diventato successivamente “L’epopea del Monte Rosa”.

Per raccogliere le sue opere e le sue pubblicazioni, ma anche schizzi, lettere, articoli, medaglie, oggetti, documenti e fotografie, lo scorso aprile è nato l’Archivio Fasana che il 21 settembre ha presentato una mostra monografica dal titolo “Eugenio Fasana. Mitografia di un alpinista” presso il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio. La mostra, a cura di Daniele Astrologo Abadal, Gianni Pozzi e Luca Zuccala dell’Archivio Fasana e in collaborazione con i Club Alpini Italiani coinvolti, si avvale dei contributi scientifici di Carlo Caccia, Anna Gasparotto e Marco Ferrazza e resterà aperta fino a domenica 23 dicembre 2014.

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