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Verso la vetta del K2 sotto la falce di luna pakistana

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K2 cielo stellato (Photo Daniele Nardi)
K2 cielo stellato (Photo Daniele Nardi)

CAMPO BASE K2, Pakistan — Sono le 3 e le tende cucina incominciano a illuminarsi e riempirsi di voci. C’è il Ramadan e chi lo osserva, rimando al campo base, fa l’ultimo spuntino. Alle 3:15 si accendono come lampade orientali le tende arancio degli alpinisti, le ombre fanno intuire i movimenti le azioni. Cominciano a scorrere cerniere e ad apparire le prime lampade frontali, punti bianchi che proiettano coni di luce sul ghiacciaio.

Ore 3:30. Ho acceso le due lampade a gas nella nostra tenda mensa, in pochi minuti la temperatura sale di alcuni gradi, ma non fa freddo, siamo attorno allo zero. I punti di luce con calma confluiscono nella tenda mensa dei ragazzi pakistani. Michele s’infila nella nostra tenda mensa, uova sode, chapati, marmellata, latte e cereali. Pochissime parole.

La tensione é alta e controllata. Arriva Daniele con le sue macchine fotografiche, addenta un uovo sodo, un chapati e una merendina trovata in un bidone, si prepara del tè, mangia convulsamente. Il cuoco ha preparato loro un paio di uova per il viaggio, le infilano nello zaino. Michele sparisce lo ritrovo dopo pochi minuti nella tenda dei ragazzi pakistani. Sono tutti lì, pregano con intensità , mi ritraggo e attendo finché sento rumore di stoviglie.

Alpinisti in tenda prima della partenza
Alpinisti in tenda prima della partenza

Il cielo è stellato ma inizia ad assumere i chiarori che precedono l’alba. Mi raggiunge Stefania, mi mostra un punto iridescente, da dietro la cresta est del Brod Peak spunta la prima goccia di una falce sottile di luna. É la luna dell’Islam che s’alza nel cielo. La colazione si consuma con abbondanti dosi di tè salato e chapati, chiacchiere e qualche risata, gli ultimi dettagli di cose da fare, da mettere nello zaino.

Ore 4:00 la concitazione all’esterno tra le tende mensa è molta, sono arrivati amici pakistani anche dagli altri campi. D’un tratto tutto si ferma, la falce di luna é completamente visibile nel cielo, si intuisce chiaramente anche la parte in ombra che la completa. Taqi, su un dosso della morena alza la mano e la sua voce fende l’aria che si schiarisce. La preghiera ad Allah e ai profeti, le implorazione di protezione per tutti, alpinisti, amici, sponsor, il Pakistan.

Gli abbracci , forti, sentiti, quasi dolorosi. Michele, il “Longo”, come lo chiamano qui, si abbassa ad abbracciare Stefania, la luce della lampada frontale guizza sul volto severo e barbuto del Longo, c’é una scintilla di luce sulla guancia, l’abbraccio è intenso, prolungato , come quello di ognuno.

Poi via verso il K2, verso la morena e il ghiacciaio che porta al campo base avanzato, al campo 1 e poi al 2. 1800 metri di dislivello. Saranno in molti lassù , da tutti i campi s’incamminano piccoli gruppi di luci. Stefy ieri sera s’era fermata in cucina ad aspettare che le riempissero la bottiglia d’acqua calda. Quando s’è distesa nel sacco a pelo mi ha confessato d’essersi fermata a parlare con il K2, prima di entrare in tenda. “Gli ho detto che sa bene perché siamo qui, che non faccia scherzi, che tutti devono tornare. Si gli ho proprio detto così , e lui era li davanti a me che mi guardava, muto, ho guardato la stella polare sopra di lui, poi la via lattea e d’improvviso una stella cadente ha attraversato il cielo. Mi ha risposto di sì” .

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