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Come prepararsi alla Marcialonga? I consigli di Cristian Zorzi

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Cristian Zorzi  (Photo www.enervitsport.com)
Cristian Zorzi (Photo www.enervitsport.com)

MOENA, Trento — Qual è la dieta migliore da seguire per affrontare una prova impegnativa come la Marcialonga, la gara di sci di fondo prossima alla sua 41esima edizione? In attesa della competizione delle Valli di Fiemme e Fassa di domenica prossima 26 gennaio, che vedrà sfidarsi circa 7000 partecipanti sui percorsi classico (70 km) e light (45 km) l’olimpionico della Nazionale di sci di fondo Cristian Zorzi, atleta dell’Endurance Team Enervit, supportato dall’equipe del professor Enrico Arcelli in tema di alimentazione e integrazione, ha messo a punto una serie di consigli utili, assolutamente da non perdere.

“Quando sono passato dalle gare sprint alle gare endurance ho dovuto cambiare completamente  la mia preparazione atletica, ma non solo – spiega il campione -. Anche la mentalità e l’alimentazione hanno infatti subito delle significative variazioni. Ho capito e non mai tardi quanto conta il recupero e la giusta strategia energetica”.

Per quanto riguarda l’alimentazione fondamentale è che sia ben bilanciata. “Questo mi serve nelle gare di endurance per mantenere un maggiore equilibrio sia fisico che psichico – dice infatti -. Ed ho imparato anche ad evitare gli strappi, e per strappi intendo gli eccessivi carichi di carboidrati. Adotto ogni giorno una corretta alimentazione che costituisce una strategia ideale per poter recuperare ed avere le energie giuste per affrontare le competizioni. La regola d’oro è mantenere sempre il corretto equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi. Come dice la Zona”.

Questo come regala d’oro generale. Mentre parlando nello specifico della gara? La preparazione specifica inizia dal giorno prima e va dallo studio del percorso, all’attrezzatura al vestiario. Per esempio per chi è prossimo al tracciato classico della Marcialonga (il più lungo quindi), un buon trucco è usare la calzamaglia.

“Il giorno prima della gara è importante curare anche l’aspetto psicologico – spiega infatti l’olimpionico -: è necessario concentrarsi per non lasciare nulla al caso. E poi ancora, è fondamentale studiare la planimetria del percorso, anche per memorizzare i punti di ristoro, presso i quali è possibile rifornirsi e bere. Bisogna controllare i materiali e verificare che tutto sia in ordine: la tuta da fondo, il sotto-tuta, le calze, il berretto, gli occhiali ecc. E’ inoltre importante capire di che tipo di competizione si tratta: per la classica meglio indossare una calzamaglia perché a volte si spinge solo con la parte superiore del corpo, per lo skating ci si può vestire un po’ più leggeri perché ci si muove di più”.

Per quanto riguarda la gara vera e propria è bene pensare sia a “riserve energetiche” extra, sia a un’abbondante idratazione, anche quando fa freddo, anche quando non si ha sete. Per questo è importante a suo avviso sfruttare bene i ristori e portarsi dietro bevande nello zaino, in modo da bere ogni “0 o 25 minuti.

“E’ utile cercare di capire quanto durerà la tua gara per definire le quantità di prodotti necessarie a supporto di tutto il percorso – spiega infatti Zorzi -, da inserire nello zaino oppure nelle tasche della tuta (sul tibiale e sul petto), o ancora da attaccare con le graffette sul pettorale. Quando fa freddo non viene voglia di bere ma invece è molto importante farlo perché si brucia di più”.

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