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L'approfondimento, Medicina d'alta quota

Ipotermia, che fare? Dalla prevenzione alla cura in ospedale, la scienza verso uno standard

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Ipotermia (Photo courtesy wikihow.com)
Ipotermia (Photo courtesy wikihow.com)

BERNA, Svizzera — Che cosa fare quando ci si trova di fronte ad un caso di ipotermia? Come valutare la gravità del suo stato? E quali sono i metodi più attuali ed efficaci usati ad oggi dai medici per il trattamento di questi casi? Ecco di cosa si è discusso al “1th. Swiss Accidental Hypothermia Day”, tenutosi qualche settimana fa presso l’Inselspital di Berna, un evento scientifico di particolare rilievo che ha avuto quali relatori i principali esperti svizzeri nel campo dell’ipotermia.

Due sono i sistemi attualmente utilizzati in ambiente ospedaliero per trattare i pazienti ipotermic: la circolazione extra-corporea e l’Ecmo, un’apparecchiatura molto maneggevole che può essere trasportata in elicottero o in ambulanza, e che permette di riscaldare un corpo ipotermico. Il riscaldamento del corpo avviene mediante un sistema di cannule che collegano arteria e vena femorali all’apparecchiatura che riscalda il sangue che viene fatto girare in un circuito.

Al convegno di Berna si è proposto di creare un unico algoritmo che possa essere in grado di fornire delle indicazioni circa il trattamento standardizzato del paziente ipotermico. Molto utile il dosaggio ematico del potassio, un marker prognostico molto utile nel trattamento dell’ipotermia. Si è proposto di creare gruppi di lavoro in Svizzera, di inserire i dati raccolti nel registro internazionale dell’ipotermia che già funziona a Ginevra da un paio di anni e di organizzare eventi scientifici in grado di portare avanti un progetto di aggiornamento per tutti coloro che siano interessati, medici e paramedici.

Hermann Brugger dell’Eurac di Bolzano ha fatto presente la difficoltà riscontrata nel misurare la temperatura corporea nel paziente ipotermico, tramite termometro epitimpanico o esofageo. Ha descritto la classificazione dell’ipotermia, che riportiamo: grado 1 con paziente collaborante e con presenza di brivido (35-32°C), grado 2 con paziente sonnolento e con scomparsa del brivido (32-28°C), grado 3 con paziente privo di conoscenza (28-24°C) e grado 4 con scomparsa dei segni vitali (<24°C), il V grado (< 13,7°C) è rappresentato dalla morte. 23 sono i casi riportati in letteratura con presenza di segni di vita e con temperatura corporea < 24°C che hanno avuto un eccellente recupero.

Peter Mair, anestesista rianimatore dell’Università di Innsbruck, ha parlato dei pregi dell’ECMO rispetto alla circolazione extra-corporea, effettuabile per ore o per giorni con minori quantità di anticoagulante e del progetto “Lucas 2”, un nuovo sistema in grado di effettuare il massaggio cardiaco in modo automatico, con risparmio di tempo e di fatica.

In ogni caso, fondamentale per evitare uno stato di ipotermia è effettuare una corretta prevenzione. Ecco qualche dritta. In un ambiente freddo occorre vestirsi in modo corretto, con indumenti adatti. Occorre proteggersi dal vento e dall’umidità. I bambini e gli anziani sono più colpiti dall’ipotermia. Pure una cattiva alimentazione è in grado di favorire il raffreddamento. L’alcool, i farmaci vasodilatatori causano una perdita di calore importante e, pertanto, favoriscono l’ipotermia. Si parla di ipotermia quando la temperatura corporea di un individuo scende al di sotto dei 35°C. l’Ipotermia viene favorita dallo sfinimento, da una caduta nell’acqua fredda, o in un crepaccio , oppure da un travolgimento da valanga. Il vento e l’umidità accelerano il raffreddamento del corpo umano.

 

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