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Record in Himalaya, recupero in long line a 6400 metri per Moro e Rosati

Simone Moro appeso alla Long Line - a bordo dell'elicottero Piergiorgio Rosati (Photo Simone Moro)
Simone Moro appeso alla Long Line - a bordo dell'elicottero Piergiorgio Rosati (Photo Simone Moro)

UPDATED – KATHMANDU, Nepal — Si è appena conclusa una straordinaria operazione di recupero in Himalaya: Simone Moro e Piergiorgio Rosati a bordo di un elicottero Fishtailair hanno realizzato una difficilissima long line mission in parete, a quanto pare la più lunga mai compiuta su parete verticale. I due italiani hanno recuperato il corpo di un alpinista morto un anno fa sul Tengkangpoche, una cima di 6487 metri. Rosati pilotava l’elicottero, mentre Moro, depositato a 6400 metri era legato a una corda agganciata sotto l’elicottero.

Dovrebbero essere giorni di riposo per Simone Moro, che forse il prossimo fine settimana, intorno al 25 maggio, tenterà la salita senza ossigeno dell’Everest, e poi la traversata del Lhotse. E tuttavia numerose sono le operazioni di recupero che l’alpinista bergamasco sta compiendo con l’elicottero della Fishtailair sulle montagne himalayane. L’ultima si è appena conclusa, seconda parte di un difficilissimo recupero iniziato ieri mattina sul monte Tengkangpoche, una cima di 6487 metri. A circa 6.380 metri di quota giaceva infatti da un anno il corpo senza vita di un alpinista ucraino, morto congelato nella sua tenda. Il cadavere non era infatti quello di Svetlana Gutsalo, come riferito precedentemente, bensì di Alexey Gorbatenkov.

Il trentino Piergiorgio Rosati, che ha sostituito Maurizio Folini nelle operazioni in Himalaya a bordo degli elicotteri Fishtailair, ha fatto volare il velivolo sulla montagna. Poi una volta a 6400 metri, rimanendo fermo con le pale vicinissime alla parete, ha depositato Moro che ha messo un paio di spit con un trapano prestatogli da Giampietro Verza, il responsabile tecnico del Comitato EvK2Cnr in queste settimane di stanza al Laboratorio-Osservatorio Piramide dell’Everest.

“Abbiamo effettuato la long line mission in parete più alta del mondo – ci spiegava ieri Moro -. Siamo decollati da 4000 metri e siamo arrivati a quasi 6400 metri. Qui sono sceso in parete e ho messo da appeso uno spit nel tempo più veloce possibile. Mi sono agganciato e sganciato dalla long line (lunga 20metri) e poi per 2 ore ho lavorato per aprire la tendina e cercare di  togliere dal ghiaccio il cadavere lassù da un anno”.

Targa in memoria dei due alpinisti (Photo Simone Moro)
Targa in memoria dei due alpinisti (Photo Simone Moro)

Le operazioni ieri sono durate due ore, mentre questa mattina un’altra ora. Moro è riuscito a staccare il corpo dalla parete e con l’elicottero a trasportarlo a Lukla e poi a Kathmandu. Sulla montagna hanno lasciato una targa in memoria dei due alpinisti morti lassù.

Nel frattempo in queste ore molte persone stanno attaccando la vetta dell’Everest, sia dal versante nord che dal versante sud. Nei giorni scorsi la spedizione National Geographic, impegnata con due team di alpinisti che vorrebbero ripercorrere le due storiche salite americane all’Everest del 1963, aveva contattato Moro chiedendogli di sostituire l’amico Cory Richards nella scalata lungo il west ridge e il Couloir Hornbein. L’italiano, inizialmente tentato dall’invito, ha però cambiato idea a seguito di un volo fotografico in elicottero effettuato a quasi 8000 metri: da quella prospettiva infatti ha potuto verificare le condizioni del couloir trovandolo pericolosissimo e proibitivo.

“Ghiaccio blu ma soprattutto niente neve, solo roccia da scalare per tanti tiri – spiega infatti il bergamasco -. Ho mostrato agli americani le foto e sono rimasti di stucco, tanto che hanno condiviso ed abbracciato la mia decisione. Anche loro hanno cancellato la salita dall’Hornbein Couloir”.

La spedizione americana infatti, ha ratificato la decisione in un post pubblicato il 16 maggio sul blog ufficiale. Gli alpinisti ripercorreranno esclusivamente la via da sud. Dal momento che questo weekend non tenteranno la vetta, è possibile che il tentativo arrivi il prossimo fine settimana anche per loro.

 

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