• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
I nostri lettori, Primo Piano

Himalaya, un italiano in vetta alla Putha Hiunchuli: il racconto della salita

Putha Hiunchuli
Putha Hiunchuli

KATHMANDU, Nepal — Una spedizione internazionale alla Putha Hiunchuli, la montagna himalayana di 7246 metri chiamata anche Dhaulagiri VII. In cima al colosso il giorno 20 ottobre alle ore 9.30 del mattino, c’era anche un italiano, il vicentino Sergio Zigliotto. Questo il suo racconto della salita.

“La salita é stata molto impegnativa e osteggiata da forti venti e da temperature che hanno toccato i -27 gradi, tanto che solamente 6 alpinisti su 13 sono riusciti ad arrivare sulla cima. Il Putha Hiunchuli é una splendida ed isolata montagna che si trova nella regione nepalese del Dolpo, ancora lontana dai trekking e dal turismo di massa.

Il percorso di avvicinamento al campo base, prevede 10 giorni di trekking che si svolge lungo valli costellate da pochi villaggi di pastori/agricoltori e da boschi ancora incontaminati. Punto di partenza é Dunai a 2100 metri, si passa poi per l’antico villaggio fortezza di Tarakot a 2600 metri e per il leggendario e splendido villaggio di Kakkot a 3250 metri, in cui vive una popolazione di antiche origini tibetane che ha mantenuto una propria identità, oltre che lingua e tradizioni.

Sergio Zigliotto
Sergio Zigliotto

Oltre al campo base posto a 4950 metri, la salita ha previsto anche 3 campi alti: il campo 1 a 5450 metri, il campo 2 a 6200 metri e il campo 3 a 6550 metri. Le condizioni della neve hanno reso particolarmente difficoltosa la progressione sugli erti pendii sommitali, tanto che ci sono volute circa 7 ore per coprire i 700 metri di dislivello finali, ma alla fine tutto é andato bene, anche se alcuni degli altri alpinisti giunti in vetta hanno riportati lievi congelamenti alle dita di mani e piedi.

Il ritorno si é svolto lungo lo stesso percorso di salita, osteggiato dal peggioramento delle condizioni meteo, con nevicate diffuse fino a 4500 metri. Esperienza splendida sia in alta quota che lungo i sentieri del trekking, in luoghi isolati e remoti, dove si può ancora respirare il profumo della grande avventura”.

Sergio Zigliotto

Articolo precedenteArticolo successivo

5 Comments

  1. Splendida montagna. Complimenti! Finalmente qualcuno che sale una montagna “diversa” … E per di più vicentino…. Bravo!
    Roberto Mosele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.