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Vetta! Mario Panzeri fa 13 sul Gasherbrum I

Mario Panzeri sulla cima del GII (Foto d'archivio - anno 2006)
Mario Panzeri sulla cima del GII (Foto d'archivio - anno 2006)

ISLAMABAD, Pakistan — “Ha fatto 13 il giorno 13: che mi vengano ancora a dire che porta sfortuna!”. Esordisce così Paola Sozzi, la moglie di Mario Panzeri, pochi minuti dopo aver ricevuto la telefonata dalla vetta del Gasherbrum I, 8.068 metri. L’alpinista mandellese è arrivato sulla cima del suo 13esimo ottomila alle ore 12 pakistane, quindi intorno alle 8 ora italiana. Ovviamente senza ossigeno.

Panzeri è partito intorno alle 3 di notte da campo 3, installato a circa 7.050 metri, con un folto gruppo di alpinisti e un portatore d’alta quota. Intorno alle 12, dopo 9 ore di scalata, è arrivato in cima.

“Mi ha chiamato da lassù – racconta la moglie – e mi ha detto: Paola, sai dove sono, sai dove sono? Io non stavo più nella pelle. Ho detto: in cima? Quando ho sentito sì, ho gridato di gioia. Credo che fossi più emozionata io di lui”.

La giornata era splendida e Panzeri sembrava non essere nemmeno troppo affaticato. La salita non è stata leggera: ieri gli alpinisti hanno anche attrezzato il Couloir dei giapponesi. Ma la voglia di salire finalmente questa cima – dopo la difficile esperienza dalla parete Nord dell’anno scorso – e l’acclimatamento guadagnato questa primavera sul Kangchenjunga hanno probabilmente regalato una marcia in più a Mario Panzeri.

“Mi ha detto che vedeva un panorama stupendo – racconta Paola -. Vedeva il K2, il Broad Peak, il GII, e tutto il percorso fatto con i cammelli lo scorso anno per arrivare ai piedi della parete Nord. Sono davvero felice. Ora manca solo un ottomila, poi se li sarà messi via tutti”.

Manca solo un passo, ora, verso l’Olimpo degli alpinisti che hanno salito tutti i 14 ottomila senza ossigeno. Mario Panzeri stamattina ha raggiunto la cima del GI, la penultima montagna che manca ad una collezione raccolta anno dopo anno con stile impeccabile, umiltà e tanta passione. L’ultimo passo si chiama Dhaulagiri.

“Cosa accadrà dopo? – dice la moglie – Ci guarderemo in faccia e diremo: e adesso? Oppure cominceremo semplicemente ad andare in giro insieme. Per adesso, comunque, aspetto la telefonata dal campo base. Sono felice, ma finchè non sono sicura che la discesa è davvero finita, non riesco ad esultare a pieno”.

Stamattina, sul GI, sono arrivati in cima anche Gerfried Göschl con Hans Wenzl e il basco José Carlos Tamayo. Göschl, che ha dato notizia della cima sul suo sito, ha riferito che stavano raggiungendo la vetta anche Günther Unterberger, il medico Stefan Zechmann, Juanra Madariaga e Alex Txikon, mentre Louis Rousseau aveva probabilmente fatto dietro front 50 metri dopo la cima.

Gli italiani Giuseppe Pompili e Adriano dal Cin, invece, non hanno tentato la salita. “Adriano e io abbiamo preferito restare a riposarci al campo 3 – ha detto Pompili -, aspettare Mario Vielmo e Silvano Forgiarini e tentare la cima domani. E’ stata una sfacchinata ieri, nove ore per arrivare sino al c3 con uno zaino da 20 chili. La giornata è splendida e ci godiamo il paesaggio. Le previsioni danno bello anche domani: Partiremo verso le 2”.

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15 Comments

  1. Vivissimi complimenti Mario sei un grande
    Per fortuna abbiamo alpinisti come te che onorano il nostro paese
    Un abbraccio Carlo

  2. Complimenti!
    Ma come dice Paolo, complimenti anche al suo portatore d’alta quota…
    … e poi, sopra all’Olimpo degli alpinisti dei 14 Ottomila… sta il Paradiso abitato da coloro che sono disposti a mettere in secondo piano le proprie ambizioni per correre a prestare soccorso a chi è in seria difficoltà.

  3. Franco da Meda mi complimento per la tua impresa la tua parola magica e’ C.C.C. CAPARBIETA’ COSTANZA E C……i
    Sei un Grande

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