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Le montagne

Il cammino di Nones e Kehrer

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Updated — La morte di Karl Unterkircher in un crepaccio sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat. Lunghi giorni senza contatto con i compagni di cordata, Walter Nones e Simon Kehrer, costretti a proseguire nella salita. Il susseguirsi di avvistamenti, perlustrazioni. Finchè finalmente il 19 luglio la squadra di soccorso inviata dall’Italia da Agostino Da Polenza, con Silvio Mondinelli e Maurizio Gallo, li individua a 6.950 metri e lancia loro viveri e un satellitare. Gli alpinisti riescono a proseguire, escono dalla Rakhiot, iniziano la difficile discesa lungo la via Buhl. Ora si trovano in una zona di sicurezza a circa 5900 metri in attesa degli elicotteri. Ecco le immagini del loro cammino: dalla salita con Unterkircher ad oggi.

Nell’immagine, sono indicati tutti gli spostamenti di Nones e Kehrer, giorno per giorno, durante l’ultima settimana: dal punto dove è caduto nel crepaccio Karl Unterkircher, ai bivacchi effettuati da Walter Nones e Simon Kehrer. La parte in rosso è il cammino già effettuato, mentre quella in azzurro è il tratto che sarebbe rimasto da fare lungo la via Buhl per scendere dalla parete Rakhiot. La freccia rossa è invece il percorso effettuato realmente da Nones e Kehrer questa mattina, 24 luglio.
              
    

                

15 luglio: Tragedia sul Nanga Parbat, Karl Unterkircher cade in un crepaccio a circa 6.400 metri di quota
16 luglio: nessun contatto telefonico con Nones e Kehrer, non si conosce la loro posizione nè si hanno loro notizie
17 luglio: Nonens e Kehrer avvistati a una quota di 6800 metri, ancora nessuna contatto telefonico
18 luglio: Nones e Kehrer avvistati a circa 6.950 metri, ancora nessuna contatto telefonico
19 luglio: "Walter e Simon stanno salendo verso l’alto – dice Mondinelli -. Hanno superato un salto di 150 metri di roccia, in linea verticale sopra il loro bivacco. La tenda di Walter e Simon è sotto il piccolo triangolo di ghiaccio a metà del ghiacciaio pensile”. Il secondo elicottero inviato dalla spedizione di soccorso individua Nones e Kehrer e lancia loro viveri, gas e un satelllitare.
20 luglio: "Siamo fuori dalla via, stiamo bene, scendiamo dalla Buhl – Queste le prime parole di Walter Nones ad Agostino Da Polenza -. Siamo a 7.200 metri, precisamente cento metri sopra la Sella d’Argento, sul ghiacciaio Bazin".
21 luglio: Nones e Kehrer sono a quota 7000 metri a causa di una tormenta che ha provocato loro alcune difficoltà di orientamento. Si trovano ancora sul ghiacciaio Bazin, tra i due “denti d’argento”, e stanno bene.
22 luglio:  “Siamo a 6.600 metri, c’è di nuovo la nebbia, dobbiamo fermarci di nuovo – queste le parole di Nones ad Agostino Da Polenza – Adesso qui ci sarà la forcella dove dobbiamo girar giù, ma non vediamo niente, non possiamo proseguire”.
23 luglio: Nones e Kehrer fermi per il maltempo
24 luglio: Nones e Kehrer scendono verso il pianoro: "sono veloci – dice Gallo al telefono – ma non seguono la via Bhul. Vengono giù dritti, faranno una doppia sul seracco più grande. Trovano dei piani molto buoni attorno ai 5.900 metri".

      

Nell’immagine sotto, una visuale completa della via Buhl, aperta da Hermann Buhl nel 1953: la prima salita della montagna.

               

 

Valentina d’Angella

 

                    

Immagini da Google Earth elaborate da Giampietro Verza

 

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