• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Itinerari

Una tre giorni in Valbodengo (3)

immagine generica

documentprint mail-to

Vi siete svegliati presto questa mattina. Vi aspetta una lunga giornata per tornare all’auto. Uscite dal rifugio e vi accoglie la splendida alba sull’alto Lario. Dietro di voi l’itinerario, su fino al passo Crocetta.

Lasciato alle spalle il rifugio si percorre la sponda orografica destra della vallata e si sale per sassi e prato, seguendo i bolli bianchi e rossi, verso il passo Crocetta. Passo che si raggiunge in un’ora e trenta circa ad andatura moderata.

Una volta in cima lo scenario che si apre dall’altra parte è quello della Valbodengo. Dapprima scoscesa, in un panorama di rocce e rododendri, la valle spiana man mano e vi accompagna dolcemente fino all’abitato di Bodengo.

Il Passo della Crocetta non è facile da individuare tra le dentellature della cresta di roccia ed erba (ben visibile nella foto da destra verso il centro dell’immagine). Le due cime di roccia che si stagliano contro il cielo sono il Pizzo Campanile, a sinistra, e il Sasso Bodengo.

In cima alla testata c’è però da fare attenzione. E’ possibile infatti, in bassa stagione, provare ancora residui di neve sul tracciato. E’ quindi consigliabile prevedere questa possibilità e partire attrezzati.

Anche perchè i primi tratti di discesa sono molto scoscesi e, anche senza neve, si deve prestare comunque attenzione. Quasi a fondo valle la traccia vi porta nel gretto del torrente. Li il paesaggio è meraviglioso. Inizia a spuntare la vegetazione e i larici iniziano a farvi compagnia.

Più in basso si trovano le baite di corte terza e da li inizia una strada sterrata, molto ampia, che conduce fino a Bodengo. La strada è stata costruita in tempi recenti per permettere l’installazione dei tubi del nuovo acquedotto che porta l’acqua fino a Chiavenna. Non senza polemiche ovviamente.

In tutto la discesa vi richiederà quasi tre ore. E una volta giunti a Bodengo vi aspetteranno ancora un paio di chilometri su strada asfaltata fino a Prà Pincè dove, due giorni prima, avete abbandonato l’auto. 

 
 
Massimiliano Meroni

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.