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Cima Tosa: prima discesa con gli sci della parete Est

Inverno proficuo per Luca e Roberto Dallavalle che, dopo aver realizzato la prima discesa della parete Sud di Cima Mandron si sono rimessi subito alla ricerca di nuove linee riuscendo a scovare un’affascinante tracciato sulla parete Est di Cima Tosa, un vero simbolo delle Dolomiti di Brenta. Cima Tosa, con i suoi 3173 metri di altezza, è infatti la più alta vetta delle Dolomiti di Brenta.

“Si tratta di una linea che avevo in testa da qualche anno. L’ho scovata guardando le foto della parete, ma ho sempre scartato l’idea di provarla a causa del lungo avvicinamento (più di 30 chilometri con 2500 metri di dislivello positivo) e per il fatto che da nessuna angolazione si riesce a valutare la parte bassa, una fessura molto nascosta” ci spiega Luca. Poi però “domenica 3 marzo, dopo diversi giorni di bel tempo la neve era dura e ben trasformata, cosa che avrebbe consentito un veloce avvicinamento così i due decidono che è tempo di mettere in pratica l’idea o, almeno, di andare a verificarne la fattibilità. “Siamo partiti da Madonna di Campiglio poi salito tutta la Val Brenta fino alla bocca di Brenta, scesi al rifugio Pedrotti e poi percorso l’ampio vallone che conduce alla selvaggia parete est della Tosa. In salita abbiamo valutato le condizioni della via e una volta in cima abbiamo deciso di sciarla.”

“Ci siamo goduti molto la salita un ambiente fantastico, come tutti gli angoli più selvaggi del Brenta. Dei più di 550 metri di dislivello fatti in discesa abbiamo effettuato 2 tratti alpinistici in disarrampicata (35 m +5m) il resto con gli sci. Abbiamo trovato neve dura e a tratti ghiacciata, ottima per la salita ma che ha richiesto maggiore concentrazione per la discesa: non si poteva sbagliare”. Una difficile sciata ma una grande soddisfazione per Luca che ha dipinto questa nuova linea “in un ambiente fantastico con vista sul campanile basso e la Brenta Alta e Bassa”.

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