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ISPO 2019: tante novità con un occhio di riguardo all’ambiente

ISPO 2019. Foto Gian Luca GascaISPO 2019. Foto Gian Luca Gasca

Grande partecipazione di pubblico per questo ISPO 2019 che ha visto 2800 espositori tra cui 200 aziende italiane. Un’edizione, per l’appunto, ricca. Ricca di aziende, di pubblico e di prodotti.

Per noi la fiera si è aperta con la futuristica presentazione di Futurelight da parte di The North Face. Un vero e proprio show, svoltosi all’interno dello stand dell’azienda, per presentare un materiale traspirante e impermeabile che dovrebbe rivoluzionare il futuro dei capi outdoor, soprattutto dei gusci impermeabili. Futurelight rappresenta al momento il tessuto outdoor più avanzato tecnologicamente, realizzato inoltre con processi di lavorazione sostenibile.

Per quanto riguarda i tessuti impossibile non citare che a ISPO 2019 Primaloft ha annunciato la partnership con alcuni marchi per quanto riguarda l’impiego di Primaloft Bio. Un isolante sintetico riciclato al 100% e biodegradabile che ha richiesto quattro anni di studi e ha portato a un materiale quasi completamente processabile dall’ambiente in appena 394 giorni. Per vederlo sul mercato sarà però necessario aspettate fino all’autunno 2020. Con Primaloft una citazione la merita anche Vaude per aver mostrato al pubblico una nuova membrana impermeabile, Ceplex Green, realizzata con materiali riciclati.

Stupisce anche Salewa che, nella collezione autunno-inverno 2019/2020, presenta la nuova Pedroc Hybrid Alpine Wool Perform Jacket. Un capo da speed hiking invernale che unisce, grazie a una soluzione tecnologica, la tradizionale lana tirolese (in grado di mantenere le sue proprietà isolanti anche se umida) al Celliant (una miscela brevettata di minerali termo reattivi che vengono polverizzati e sciolti per ottenere una resina con cui vengono caricate le fibre di poliestere riciclato).

test di Futurelight. Foto The North Face
test di Futurelight. Foto The North Face

Di fronte allo stand dell’azienda californiana The North Face un’altra importante novità che arriva invece dall’italianissima Ferrino. Tra le varie innovazioni nella linea highlab viene anche presentato il nuovo zaino Full Safe 30+5. Studiato per le attività invernali si mostra equipaggiato con le migliori tecnologie per la sicurezza in caso di valanga. A partire dal sistema airbag con gonfiaggio completamente elettrico, che si coniuga al respiratore Air Safe e al riflettore RECCO. A fianco di questo trova poi posto un bastoncino sezione triangolare. Un prodotto studiato per l’inverno la cui sezione conferisce una maggiore flessibilità e robustezza al bastone rispetto alla tradizionale forma rotonda. Tra i bastoncini da segnalare anche i prodotti Master dove, oltre a rivelarci che nel mercato cinese i bastoncini più apprezzati sono quelli sottili come stuzzicadenti, ci vengono anche mostrate delle interessanti soluzioni come la possibilità di sganciare il polsino dal bastoncino con un semplice click.

La Sportiva Olympus Mons Cube. Foto La Sportiva
La Sportiva Olympus Mons Cube. Foto La Sportiva

Venendo al mondo delle calzature, il mercato spinge le aziende a realizzare modelli sempre più efficienti e leggeri. Ne è un esempio La Sportiva che si presenta con Olympus Mons Cube, un classico che oggi arriva al pubblico in versione leggera, dalle alte prestazioni termiche e con pin frontale che permette l’aggancio ad attacchi da sci alpinismo. Siamo quindi di fronte a un prodotto d’alta quota che ottimamente si adatta anche a lunghe traversate con gli sci garantendo sempre un’elevata termicità grazie alla costruzione a doppia scarpetta interna e strato isolante in Primaloft Gold Aerogel all’interno della soletta. Olympus Mons Cube è stato sviluppato grazie al contributo di Simone Moro e Tamara Lunger che, tra l’altro, hanno utilizzato questo scarpone durante la loro spedizione in Siberia al Peak Pobeda. Spedizione per la quale è stato sviluppato.

Con La Sportiva anche Scarpa insegue la leggerezza del prodotto. Lo fa presentando Phantom Tech, scarpone ideato per l’alta quota, per le escursioni su ghiaccio e anche per le cascate. Pulito nel design si presenta esternamente con una membrana idrorepellente e con suola AC Tech Roll disegnata da Scarpa con battistrada in mescola Mont di Vibram. Vibram che esce quest’anno con un modello ispirato all’arte giapponese del furoshiki, che avvolge quindi il piede e presenta suola Artic Grip per il miglior movimento anche su terreni ghiacciati.

The Dark Machine. Foto Facebook Grivel
The Dark Machine. Foto Facebook Grivel

Leggerezza che non è solo caratteristica delle scarpe ma anche dei prodotti tecnici per l’alpinismo. A dimostrarcelo Grivel con la sua nuova “The Dark Machine” una piccozza molto tecnica dal peso di appena 470 grammi. Una vera rivoluzione in nero dove il manico è realizzato in alluminio rivestito di carbonio mentre l’impugnatura è totalmente di carbonio. Grazie a queste caratteristiche si ottiene una piccozza che ha il baricentro spostato verso l’alto, dove si trova la maggior parte del peso. qualità che agevola notevolmente i ghiacciatori durante l’azione.

La tuta d'alta quota progettata da Adam Bielecki
La tuta d’alta quota progettata da Adam Bielecki. Foto Gian Luca Gasca

Ancora un piccolo accenno vogliamo farlo a un prodotto che abbiamo avuto modo di scoprire giusto di fronte all’ingresso dello stand Scarpa. Stiamo parlando degli sci G3 con calamita al centro. Il suo scopo è quello di tenere unite le assi in fase di trasporto eliminando così la necessità delle strap per tenerle insieme. Non si tratta ovviamente dell’invenzione del secolo, ma di un utile accorgimento che fa piacere trovare tra gli espositori di ISPO. Ogni anno sono tante le aziende che propongono piccole soluzioni utili a facilitare la vita degli appassionati. Quest’anno questi sci canadesi ci hanno particolarmente colpito, e non siamo stati gli unici a rimanerne affascinati. A lasciarci piacevolmente sorpresi, insieme agli sci, anche la tuta d’alta quota ideata da Adam Bielecki per la coreana Balck Yak. Un capo innovativo che unisce tutte le prestazioni essenziali per un indumento studiato per arrivare a 8000 metri con alcuni accorgimenti che certamente faranno felici gli alpinisti. A partire da una cerniera posteriore per i bisogni arrivando a un pratico sistema a cui agganciare le maniche quando, causa l’alta temperatura, si sale senza indossare la parte alta della tuta.

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