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Proposta di legge per limitare le tragedie sulla neve: casco obbligatorio per tutti, defibrillatore e multe più salate

Norme, sicurezza, piste da sci, Movimento Cinque Stelle, proposta di legge, incidentiFoto FB @TurismoViaLattea

Dopo le molteplici tragedie sulla neve che si sono verificate nel corso di questo inverno, il Governo sta studiando un pacchetto di norme che potrebbero entrare in vigore forse già dal prossimo anno per rendere più sicure le piste da sci.

A riferirlo è Il Fatto Quotidiano che annuncia casco obbligatorio per tutti, defibrillatore a bordo pista, multe più pesanti, maggiore vigilanza e controlli.

Queste nuove norme sono contenute nella legge delega approvata la settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri. Una riforma che potrà entrare in vigore soltanto se approvata dal Parlamento e di applicazione non certo semplice e immediata.

I molteplici incidenti gravi di cui abbiamo dato notizia nelle scorse settimane, dalla bimba di 9 anni morta in Val di Susa, alla piccola Emily deceduta a seguito di una discesa con lo slittino su una pista vietata, giusto per citarne alcuni, dimostrano che gli italiani siano un popolo appassionato di sport invernali ma che la sicurezza in pista sia da migliorare.

Secondo l‘Osservatorio del turismo montano sono circa 4 milioni gli italiani che ogni anno si recano in montagna nel corso dei mesi invernali per dedicarsi alle discipline su neve. Accanto a questo dato, da considerarsi positivo per l’indotto creato sul territorio, c’è una cifra allarmante, quella dei 25-30 mila incidenti annui, di cui circa 1500 determinanti ricoveri.

Se ad una prima analisi un dato simile può sembrare frutto di imprudenza da parte degli sportivi, in realtà è maggiormente una carenza nella sicurezza degli impianti ad essere spesso causa di incidenti.

Le nuove regole elaborate dal Governo dovrebbero migliorare proprio questo punto e limitare dunque gli infortuni.

Il capitolo della legge delega dedicato alla “sicurezza nelle discipline sportive invernali” si presenta come una revisione della legge 363 del 2003, ad oggi normativa di riferimento in materia. Uno degli elementi su cui si sta discutendo è l’estensione a tutti dell’obbligo di utilizzo del casco, al momento limitato ai minori di 14 anni.

Di certo una scelta che comporterà una spesa in più per gli sportivi, ma di estrema necessità.

A detta del vicepresidente dell’Anef (Associazione esercenti impianti funiviari) Massimo Fossati, un simile provvedimento rischierebbe di avere un effetto disincentivante sul turismo, “un po’ per la naturale allergia agli obblighi, un po’ perché sarebbe una novità solo italiana, che svantaggia i nostri comprensori rispetto a quelli stranieri”.

Nel caso degli impianti con intersezione con altre nazioni, come Cervinia, la nuova norma solo italiana creerebbe confusione. Per questo i gestori sperano in un’estensione limitata soltanto fino ai 18 anni.

Altro argomento importante affrontato nella legge delega appare essere quello della dotazione di defibrillatori da parte degli impianti. Anche in questo caso si parla di una estensione a tutti. Ogni impianto dovrà avere un defibrillatore semiautomatico in quanto strumento salvavita fondamentale in caso di arresti cardiaci in pista.

Anche in questo caso non mancano le preoccupazioni dei gestori, non tanto per i circa 1000 euro di costo ma per la necessità di avere sul posto del personale formato.

Novità attese anche sul tema delle “misure sanzionatorie”. Al momento si rischiano multe pari a 150 euro per chi non indossa il casco, 1000 per omissione di soccorso, fino a 250 per sorpassi imprudenti o velocità eccessive. Con alta probabilità la legge delega imporrà un incremento delle somme.

In Italia siamo già molto avanti sul piano della sicurezza. Bisogna riflettere ed evitare decisioni di pancia: si può migliorare sul piano delle norme ma dobbiamo lavorare soprattutto sui comportamenti, la questione è culturale” conclude Fossati.

Naturalmente più norme e sanzioni significano anche più vigilanza su pista. Una competenza propria di Carabinieri e Polizia di Stato. Ci si chiede in che modo verrà raggiunto questo obiettivo, in considerazione del già carente personale presente sulle piste e del costo eccessivo da sostenere qualora si optasse per una vigilanza privata (tra l’altro non in possesso di poteri sanzionatori).

Insomma, una legge che al momento elenca principi generali e che non è detto venga approvata in Parlamento. C’è da aspettarsi che qualora ciò avvenga, sarà necessario un secondo step per comprendere come superare dubbi e criticità e renderla attuabile in breve tempo.

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10 Comments

    1. Un paese a misura di irresponsabili che poi cercano di addossare sugli altri le colpe delle loro negligenze. Così è colpa della pista, del gestore impianti etc. Così arrivano le multe.

    2. concordo perfettamente, non può esistere una legge anti imbecille, purtroppo e molti preferiscono fare quello che gli viene detto e basta piuttosto che usare il cervello… che tristezza.

  1. quoto!!!
    in realtà un paese dove sempre più spess chi scrive le leggi non conosce minimamente la materia e le situazioni di cui scrive…

  2. Il massaggio cardiaco manuale e la respirazione bocca a bocca ( anche solo con una mascherina di plastica da pochi euro e leggerissima da tenere in un taschino) a volte arrivano prima di un defibrillatore collocato anche nei paraggi..i primi minunti sono a volte decisivi..
    A volte si cerca l’estintore professionale quando si ha un secchio di sabbia od acqua o una coperta di lana sotto mano..ed intanto l’incendio si estende..Poi il casco, piu’che per legge, andrebbe adottato per precauzione personale..anzi,disponendo di denaro, anche sottotuta con airbag.
    Mi chiedo se noleggiatori ski e scarponi, potrebbero noleggiare caschi con una cuffietta igienica usa e getta sottostante e pure giubbetto airbag.Poi un cliente li prova, si convince, se vuole se li compra in seguito ad uso esclusivo.

  3. Cosa ci si può aspettare, del resto, da chi vorrebbe consentire ai ciclisti di guidare contromano nei centri abitati..

  4. Più sinistri, più materiali ed equipaggiamenti.
    Più incidenti, più vincoli.
    Più lesioni, più dotti.
    Quando l’attenzione verrà spostata dallo strumento all’utilizzatore? Alla sua relazione con gli ambienti naturali e con se stesso?

  5. A questo punto giunti, perché non installare autovelox fissi e sorpassometri? Magari anche postazioni mobili sorvegliate dalla polizia,
    L’identificazione degli sciatori potrebbe avvenire con chip obbligatorio inserito nel casco…

  6. Vivo in un paese dove da più di 30 anni i ciclisti vanno contromano su corsie segnate al suolo e mi creda non ci sono problemi, gli automobilisti rispettano i segnali e sopratutto i ciclisti. Questo é il problema, rispettare le leggi (che già esistono tra l’altro), responsabilità e civismo sono cose essenziali per cui una società funzioni ma stiamo parlando di società mature, cioè non quella italiana purtroppo. Si ha spesso la cattiva idea di scaricare la nostra pigrizia atavica, il nostro menefreghismo secolare sugli altri, sulla società, sul destino, sugli impianti, mettetevi il casco, rispettate voi stessi, rispettate gli altri forse le cose miglioreranno anche se non si é al 100% al riparo di inconvenienti, ma il principio di precauzione deve premiare sul principio del “chissenefrega” molto caro all’italica stirpe. Ma in un paese dove una parola come “ferragnez” entra a far parte del dizionario Treccani, in un paese che come picco culturale ha un festival di canzonette con relative “tresche” mediatiche credo che, purtroppo, la strada da fare sia ancora molto lunga.
    cordialmente

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