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Cronaca nera

Valanghe sulle Alpi: un morto a Livigno, uno in Alto Adige, 3 a Courmayeur dove si cerca ancora un disperso

valanghe, courmayeur, livigno, incidenti in montagna, alpiFoto @ Soccorso Alpino Valdostano

Era stato annunciato che quello appena trascorso sarebbe stato un weekend ad alto rischio valanghe sulle Alpi. Ci si attendeva che, proprio per gli innumerevoli appelli del Soccorso Alpino, della Protezione civile e dei media, prevalesse la prudenza. Purtroppo non è stato così ed il bilancio questa mattina è tragico.

In zona Livigno, un ragazzo belga di 24 anni ha perso la vita. Era con un amico e stavano praticando snowboard. A un certo punto hanno deciso di abbandonare la pista per spostarsi in un’altra area e hanno attraversato un canale. L’amico è partito in discesa, il ragazzo invece è rimasto indietro; aveva qualche problema al ginocchio e quindi il suo compagno ha pensato che potesse avere ritardato per questo motivo. Quando l’attesa è diventata più lunga del previsto ha allertato i soccorsi. L’intervento è quindi partito come ricerca di persona dispersa. Impegnati il Soccorso alpino della VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna, stazione di Livigno, e il Sagf – Soccorso alpino Guardia di finanza. I soccorritori hanno esaminato alcuni canali nella zona indicata e in uno di questi hanno trovato il giovane, senza vita, sotto un paio di metri di neve. Una valanga di piccole dimensioni lo aveva travolto. Il corpo è stato recuperato e portato a valle.

In Alto Adige un ragazzo di 18 anni è stato travolto da una valanga che si è staccata nella zona della Croda Rossa. Ritrovato sotta la neve dai soccorritori, le sue condizioni erano troppo gravi e non c’è stato nulla da fare.

Una valanga ha travolto ed ucciso uno scialpinista sotto Punta Ollietta, in Valle d’Aosta. Illesi i due compagni di gita.

Sempre in Valle d’Aosta, a Courmayeur, ieri sera è stato segnalato il mancato rientro di due sciatori inglesi impegnati in una discesa in fuoripista. I due hanno fatto segnare in passaggio all’impianto di risalita dello Youla poco prima di mezzogiorno, ma non risultavano rientrati a valle. Il soccorso alpino valdostano ha sorvolato con l’elicottero la zona, interrompendo in serata le operazioni. Poco più tardi di questa segnalazione, ne è giunta un’altra per il mancato rientro di due sciatori francesi, sempre a Courmayeur.

Riprese questa mattina le ricerche, il Soccorso Alpino Valdostano ha eseguito una serie di sorvoli sul Canale degli Spagnoli, individuando i corpi senza vita di tre freerider travolti da valanga. Attualmente i soccorritori sono in cerca il quarto, che dovrebbe trovarsi nella stessa zona, e procederanno alle operazioni di recupero, rese difficili dalla natura impervia del canalone e dal rischio di ulteriori distacchi. Operano sul posto guide tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e sagf, e unità cinofile.

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10 Comments

  1. giusto, chiudiamo le montagne non sono adatte agli uomini. Solo piste perfette e zero rischio per tutti. lo stesso vale per gli alpinisti o presunti tali…

  2. Mettendosi nei loro panni al momento della partenza..ma la vita ordinaria che alternative offre?Fortunati quanti hanno trovato una causa , una ragione di vita senza montagne, ma chi ha provato alcune volte molla :Serial Tv, spot pubblicitari di detersivi, dentifrici, profumi e pannolini,sale coi soliti film effetti speciali, discoteche puzzolenti e cerca in una sola giornata di riscattare il resto della settimana concentrato su..libri, macchine , scaffali, ed altre molto ordinarie occupazioni per la solita pagnotta.Peccato per chi non ce la fa ,sbaglia sopravvalutandosi o sottovalutando il teatro perazioni. Chi evita pericoli e torna a casa..poi fino alla prossima almeno e’ contento e appagato.

    1. Tutto quello che vuoi pero’ non che si metta a repentaglio la vita di chi interviene per salvarli! Come la mettiamo in questo caso?

  3. Tre giorni fa ho scritto:”Che a nessuno venga in mente di andare in montagna per i prossimi 10 giorni!” DETTO FATTO!!

  4. Andrea ha ragione: ” vietiamo il freeride sulle Alpi”.
    Vietiamo anche andare per funghi, che ogni anno fa più morti che il freeride!

  5. Che, se valutata la condizione d’intervento risultasse molto rischiosa per i soccorritori: non si interviene rischiando la morte degli stessi, ancor più assurdo é rischiare la vita per recuperare salme.
    Chi si butta giú in un canale a 3000 con pericolo valanghe di livello 3 /4 é obbligato ad accettare, in caso d’ incidente, il fatto che non avrà modo di essere soccorso.

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