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Quando sciare in pista diventa un problema. 12 regole di sicurezza

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In questi ultimi giorni si sono concentrati una serie di incidenti in montagna che hanno trovato ampio eco sulla cronaca nazionale. Non si è trattato di incidenti fuoripista, di valanghe o altro, ma incidenti avvenuti sulle piste da sci, su un terreno che dovrebbe essere più “sicuro” del terreno di avventura lontano dagli impianti di risalita.

Del resto le condizioni di scarse precipitazioni nevose e temperature più alte della media (tranne che in questa ultima settimana) hanno costretto i gestori degli impianti a salti mortali per garantire la sciabilità delle piste: neve artificiale, battitura difficile per la carenza di neve e la difficoltà nel produrla, piste che durante il corso della giornata cambiavano aspetto e caratteristiche. Insomma tutte le situazioni che rendono complicato sciare.

Al mattino spesso abbiamo trovato una neve ghiacciata appena in superficie, anche granulosa, che complicava la presa di spigolo, e che già verso mezzogiorno diventava pesante per non dire fradicia, con la creazione di gobbe, accumuli e avvallamenti alternati a lastre ghiacciate del manto sottostante, condizioni quindi che hanno portato a numerose rovinose cadute con frequenti interventi dei soccorritori e anche un bel via vai di elicotteri del soccorso.

Se i gestori sono riusciti a garantire delle piste sciabili nulla hanno potuto per innevare anche i lati delle piste stesse, che sono rimasti in molte stazioni completamente verdi, con sassi a vista, protezioni valanghe e antivento completamente scoperte fuori terra. La neve poi ha anche un effetto di assorbimento della velocità e di “paracadute” paraurti nel caso di uscita di pista involontaria, cosa che in molti casi ha evitato conseguenze gravi negli anni di neve normale (oramai sempre più rari).

Non è pensabile che tutte le piste di un comprensorio vengano protette con delle reti come se fossero delle piste da gara, sarebbe anche tristissimo sciare dentro una gabbia e in molti casi anche la mancanza di neve rende anche difficile fissare i pali per le stesse nei tratti più pericolosi: rimane anche difficile definire quali sono i tratti pericolosi e se poi gli incidenti avvengono dove si pensava non coi potessero essere le condizioni di rischio, SI CREA UN BEL PROBLEMA.

Insomma, tutto il sovrapporsi di queste condizioni rende lo sci in pista tecnicamente più difficile e rischioso, c’è poco da fare, il problema è che chi scia non ci pensa e non se ne rende conto. Penso di non sbagliare di tanto se dico che la maggior parte degli sciatori pensa di saper sciare mentre non sa sciare. Mi spiego: sciare vuol dire condurre le curve con precisione e controllo, nella consapevolezza di poter gestire al meglio situazioni impreviste e cambiamenti nel terreno innevato.

Io vedo sempre più spesso persone che sciano a velocità molto più elevata rispetto alle loro capacità, sia con gli sci che con la tavola, che non conducono le curve ma si lasciano portare dagli sci abbozzando delle curve che si trasformano in derapate incontrollate.

Un tempo gli sciatori andavano molto più piano vuoi per i materiali che si usavano, vuoi per una maggior cognizione delle proprie capacità; oggi con l’avvento degli sci sciancrati tutti dicono che “con questi nuovi sci è facilissimo sciare”, “appena li usi capisci che curvano da soli”; anche il percorso di apprendimento è molto cambiato e subito si scia a sci paralleli limitando a poche lezioni le curve a spazzaneve. In realtà questi nuovi attrezzi non sono affatto semplici da usare e possono portare ad errori sia per la elevata velocità che trasmettono in curva, sia per l’incontrollata e inaspettata presa di spigolo provocando pericolose accelerazioni verso il bordo della pista e cadute che portano a gravi lesioni in particolare dei legamenti delle ginocchia.

C’è poi quello che chiamo “effetto casco”: ormai la grande maggioranza degli sciatori in pista usa il casco (lo iniziano ad usare anche gli scialpinisti), ben venga! Ma se certamente l’utilizzo corretto del casco garantisce maggior protezione in caso di caduta o di incidente, due sono gli aspetti da considerare e a cui prestare attenzione. Il primo è che avere il casco in testa spinge ad aumentare la propria velocità “tanto nel caso caschi ho il casco che mi protegge”, il secondo è che il casco limita la visuale laterale e soprattutto la percezione dei rumori circostanti: quindi non si vedono o sentono gli sciatori vicini con i quali aumentano le probabilità di collisione. Quindi tutti col casco sì, ma con cognizione di causa e magari per un uso più turistico utilizzare i modelli che non coprono completamente anche le orecchie, come i modelli Half Shell (anche le ultime maschere da sci a schermo più ampio danno una visione periferica molto migliore).

Una considerazione meritano i genitori che dovrebbero prendersi maggior cura dei loro bambini, cominciando ad insegnare i comportamenti, controllandoli sulle seggiovie, NON spingendoli a procedere sempre più velocemente, spiegando l’attenzione che bisogna avere SEMPRE e imparando a tenere d’occhio gli altri sciatori che possono causare problemi anche ai più prudenti. Il genitore dovrebbe sciare davanti al figlio con un’attenzione particolare a cosa succede sulla pista intorno a loro, insegnando dove è opportuno sciare, rallentando nei punti critici e stretti, fermandosi a bordo pista e guardando verso l’alto prima di ripartire se sopraggiunge qualcuno.

Poi rimangono valide le regole di comportamento indicate dalla FISI dalla Associazione dei Maestri di Sci e dalla legge del 2003, oggi il dodecalogo dello sciatore, fra le quali vorrei sottolineare quella che indica di non sciare troppo vicino al bordo pista per lasciare spazio agli sciatori sopraggiungenti e, aggiungo, per evitare incontrollate uscite di pista (spesso anche condizioni di neve accumulata più difficile da affrontare).

 Andate più piano, controllate la velocità facendo più curve, vi divertirete lo stesso se non di più!

 

Il dodecalogo dello sciatore:

La sicurezza non va intesa solo verso se stessi: quando sciate siete in un ambiente condiviso con altri sciatori: il maggior numero di incidenti nasce proprio dallo scontro tra sciatori:

L’Amsi, Associazione Maestri di Sci Italiani, ha stabilito le 12 regole per la sicurezza in pista: fatele imparare ai vostri bambini e ripassatele voi stessi.

  1. Rispetto per gli altri. Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo la persona altrui o provocare danno.
  2. Padronanza della velocità. Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità, nonché alle condizioni generali e del tempo.
  3. Scelta della direzione. Lo sciatore a monte il quale, per la posizione dominante, ha la possibilità di scelta del percorso, deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle.
  4. Traiettorie. Bisogna prestare attenzione alle traiettorie degli sciatori in considerazione del tipo di sci utilizzato, telemark, carving o snowboard.
  5. Sorpasso. Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte che a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a una distanza tale da consentire le evoluzioni dello sciatore sorpassato.
  6. Spazio minimo per il sorpasso a bordo pista. È buona norma che lo sciatore non curvi sul bordo della pista, ma lasci sempre uno spazio sufficiente per agevolare il suo sorpasso.
  7. Attraversamento e incrocio. Lo sciatore che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Lo stesso comportamento deve essere tenuto dopo ogni sosta.
  8. Sosta. Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di assoluta necessità, sulle piste e specie nei passaggi obbligati o senza visibilità. In caso di caduta lo sciatore deve sgombrare la pista il più presto possibile.
  9. Salita e discesa a piedi. Lo sciatore che risale la pista deve procedere soltanto ai bordi di essa ed è tenuto a evitare ciò in caso di cattiva visibilità. Lo stesso comportamento deve tenere lo sciatore che discende a piedi la pista.
  10. Rispetto della segnaletica. Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica delle piste.
  11. In caso d’incidente. Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente.
  12. Identificazione. Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne sia testimone è tenuto a dare le proprie generalità.

 

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4 Comments

  1. Bravo Maurizio, sagge parole. Ricordo i miei inizi, lunghe giornate di scaletta e spazzaneve su piste più che facili; c’erano, nei miei genitori che mi accompagnavano nei primi passi in pista, grande umiltà e consapevolezza della necessità che il percorso fosse lungo e un gradino alla volta. Le piste nere si guardavano con timore e desiderio, come obiettivi raggiungibili solo dopo un apprendistato adeguato. Oggi scendono tutti a cento all’ora dopo pochi giorni, palline impazzite totalmente incapaci di reagire agli imprevisti su piste lisciate come biliardi, per poi bloccarsi appena si affacciano su un tratto con neve difficile o gobbe. La stessa cosa succede nell’arrampicata su roccia, dopo pochi giorni tutti a provare il 6b, però non sanno rinviare nè fare la manovra…

    1. “Le piste nere si guardavano con timore e desiderio”: verissimo !!!
      Sante parole anche le tue Matteo, mi ci sono riconosciuto.
      Scalette e spazzaneve in piano per settimane, prima di osare il primo skilift!

  2. Anche oggi vista live webcam con: sciatori che da una stazione funiviaria partivano per la discesa e sci alpinisti che risalivano la stessa pista .Non si capisce se sia consentito dai gestori dell’impianto Tre valli di passo San Pellegrino o compatibile con la regola n.9…se ci sono cartelli di permesso o divieto alla partenza.L’orario era quello di apertura per le discese in sci alpino.Semplici pedoni non sono e non stanno a margine pista.Anche perchè trovano la pappa pronta gratis della neve programmata , non e’vero scialpinismo.Prima o poi incapperanno nella Polizia di Stato sorveglianza piste e se la vedranno.

  3. Secondo me uno degli elementi che rende molto più rischioso sciare oggi, oltre gli sci, sono le piste “tirate come biliardi”; una volta nelle piste nere più difficili si formavano cunette e difficoltè che facevano una selezione nauturale; oggi sci e piste portano a correre anche chi non ha preparazione e capacità

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