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Spencer Gray e Aivaras Sajus. Una probabile prima salita dello Sharpu II

Sharpu II, Nepal, Kangchenjunga, Spencer Gray, Aivaras SajusFoto FB @Aivaras Sajus

Il 26 ottobre scorso i due alpinisti Spencer Gray e Aivaras Sajus hanno raggiunto la vetta dello Sharpu II (6328 m) nella regione del Kangchenjunga in Nepal, lungo una nuova via ribattezzata Saṃsāra. Una salita in stile alpino realizzata in sei giorni che, in mancanza di testimonianze di salite precedenti, potrebbe essere anche una prima assoluta.

La via è stata aperta lungo la parete est, condivisa dallo Sharpu II con la cima gemella Sharpu I (6433 m), la vetta più alta del gruppo Sharpu, salita per la prima volta nel 1963.

Come riportato nel resoconto di Sajus, il campo base è stato allestito in un prato utilizzato come pascolo a ovest del villaggio di Khambachen (4550 m), raggiunto con l’aiuto di cavalli e yak percorrendo il sentiero che porta al campo base del Kangchenjunga. Dopo una prima fase di acclimatamento durata una settimana,  è stato installato il campo alto a 5600 metri sotto la terminale della parete est, raggiungibile attraverso una zona a rischio scariche di seracchi.

La salita lungo la parete est, caratterizzata dalla presenza di quattro fasce rocciose nella prima metà e numerosi canali che raggiungono la cresta sommitale, li ha inizialmente visti impegnati lungo una linea di collegamento tra zone di ghiaccio e terreno di misto con un primo canalone. Dopo aver attraversato un nevaio sotto una fascia rocciosa sono giunti ad un secondo canalone, seguendo il quale sono arrivati alla cresta sommitale. Due i bivacchi compiuti in totale prima di raggiungere la cima, in un solo sacco a pelo per risparmiare peso: il primo in parete e il secondo sulla cresta, con vento costante sui 30 chilometri orari e una temperatura di circa -25 gradi.

Il 26 ottobre i due alpinisti hanno percorso una breve cresta di neve fino alla vetta per poi iniziare la discesa lungo la cresta nord. Sono state necessarie diverse doppie lungo le fasce rocciose intervallate da circa 400 metri di arrampicata decisamente ripida in discesa, per raggiungere il ghiacciaio tra lo Sharpu II e lo Sharpu VI, dove hanno trascorso l’ultima notte prima di tornare al campo base.

Sei giorni di salita quasi senza intoppi, in cui non è mancata anche un po’ di fortuna, considerando che poco dopo essere passati lungo i primi 200 metri della Saṃsāra, il tratto è stato interessato da una frana piuttosto seria.

 

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