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Padre e figlio tentano il record di immersione in tutti gli oceani e di scalata delle Seven Summits

Tom Mullikin, South Carolina, Everest, Seven Summits, recordTom Mullikin e suo figlio sulle pendici dell’Aconcagua

Il Maggiore Generale Tom Mullikin, recentemente ritiratosi dal comando della South Carolina State Guard, è partito mercoledì 26 dicembre alla volta del Nepal con l’obiettivo di scalare una parte dell’Everest insieme al fido compagno di avventure, suo figlio Thomas Mullikin Jr.

Tom è sulla buona strada per la conquista di un record mondiale, diventando il primo uomo ad aver compiuto immersioni in tutti gli oceani, ottenendo anche la certificazione come subacqueo polare per le sue avventure negli oceani artico e antartico, e ad aver scalato tutte le sette vette più alte del Pianeta.

Il suo curriculum alpinistico vanta salite sul monte Elbrus in Europa, sul Kilimangiaro in Africa, sul Kosciuszko in Australia, sull’Aconcagua in Sud America  e su alcune catene montuose in Nord America e in Antartide. Mancano tre delle Seven Summits per completare la sua impresa: il monte Denali, il Vinson e l’Everest.

È stato un modo meraviglioso per trascorrere una vita all’aperto” – dichiara Mullikin senior, ricordando i momenti più emozionanti vissuti nella corsa al record, in particolare la sua prima salita – “Il Kilimangiaro è stata la prima vetta tra le Seven Summits con cui ho deciso di iniziare e la sensazione di oltrepassare le nuvole nel giorno della vetta è qualcosa di indescrivibile”. Esperienze che, a suo avviso, forniscono all’uomo una “estrema consapevolezza della bellezza del nostro Pianeta che ti spinge a ricercare un equilibrio tra sviluppo e protezione dell’ambiente”.

Ogni impresa portata finora a termine è stata preceduta da una attenta pianificazione perché “mentre sali su queste montagne non hai modo di ricominciare da capo”. I Mullikin hanno l’abitudine quasi maniacale di mettere etichette su ogni oggetto che portano con sé durante le salite e pianificano anche gli orari degli spostamenti giornalieri. E non si accontentano di un GPS per orientarsi, ma preferiscono abbondare portando con sé anche mappe cartacee. “Voglio sapere da dove sto arrivando e dove sto andando!” – chiarisce il Maggiore.

Su ogni cima raggiunta piantano nel terreno la bandiera dello stato della Carolina del Sud. Ora la speranza è di poterlo fare anche in cima all’Everest.

In questo momento Mullikin junior e senior sono impegnati nella scalata di una porzione della più alta montagna del Pianeta, di cui sperano di raggiungere la vetta entro il 2020.

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