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Alaska. Lonnie Dupre pronto a tentare la prima solitaria invernale sul monte Hunter

Alaska, monte Hunter, Begguya, esploratore polare, Lonnie Dupre, DenaliLonnie Dupre sul Denali (2015) – Foto FB @Lonnie Dupre

L’esploratore polare Lonnie  Dupre si prepara a una nuova spedizione estrema in Alaska.  Nei primi giorni di gennaio prevede infatti di tentare una salita in solitaria del Begguya o Monte Hunter (4442 m).

Un’impresa che rappresenterebbe una prima assoluta, su una montagna decisamente impegnativa che molto di rado diventa meta per gli alpinisti nella stagione invernale.

Arrivare in vetta al monte Hunter in inverno è un sogno che Dupre ha già provato a realizzare lo scorso anno, risalendo lungo la via Beckey. Un tentativo fallito a causa del maltempo. Quest’anno la sua intenzione è di tentare la salita dal lato sud, lungo la Ramen Route.

I primi a salire quella che rappresenta la terza montagna più alta dell’Alaska sono stati Fred Beckey, Heinrich Harrer e Henry Meybohm nell’estate del 1954. Nel 1980 un team guidato da Vern Tejas ha invece portato a termine la prima invernale.

L’idea di una ascesa in solitaria aveva già affascinato anche l’alpinista giapponese Masatoshi Kuriaki, che però non è riuscito nell’impresa. Lonnie potrebbe dunque essere il primo a farcela.

Di certo il suo curriculum alpinistico non è dei più lunghi, considerando che 25 anni della sua vita sono stati dedicati alle spedizioni polari, diventando nel 1991, appena trentenne, il primo uomo a compiere una traversata con una slitta trainata da cani dal Pacifico all’Atlantico in inverno lungo il Passaggio a Nord-Ovest e nel 2001 il primo a circumnavigare la Groenlandia usando una slitta e un kayak. Nel 2006 insieme all’amico Eric Larsen ha portato a termine la prima spedizione estiva al Polo Nord. La sua prima vera e propria impresa alpinistica è datata invece gennaio 2015, quando è riuscito a conquistare la vetta del Denali (6190 m) in Alaska, anche in quel caso in solitaria, dopo tre precedenti tentativi. Prima di lui soltanto altre 16 persone erano arrivate in cima, di cui ben 6 morirono durante la discesa. Nessuno di loro aveva tentato in ogni caso la salita nel mese di gennaio.

Insomma, l’esploratore polare sembra avere tutte le carte in regola per riuscire a coronare il suo sogno. Non resta che sperare in condizioni meteo favorevoli.

 

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