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Alla scoperta dei luoghi segreti del Monte Bianco con Meridiani Montagne

Sulla linea di confine tra Italia e Francia, gli scenari glaciali del Mont Maudit (4468 m; qui dal versante francese), “spartiacque” tra il Glacier des Bossons, sul versante transalpino, e il Ghiacciaio della Brenva, sul lato italiano. Foto Jean-FranÇois Hagenmuller/Hemis

Uscito il 22 dicembre, il nuovo numero di Meridiani Montagne “Monte Bianco segreto” si può ancora trovare in edicola fino a fine febbraio. Una monografia imperdibile per andare alla scoperta dei loghi segreti del Tetto d’Europa, come ci racconta Marco Albino Ferrari nel suo editoriale:

A distanza di più di sedici anni dalla prima uscita (2002, n° 1), e a sette dalla monografia dedicata al “Monte Bianco italiano” (2011, n° 46), Montagne ritorna a posare la sua lente sul Tetto d’Europa. Ma lo fa da una prospettiva del tutto inedita e originale: andando a cercare i luoghi meno frequentati e noti, i settori “segreti” del massiccio.

Il Bianco, si sa, è il più himalaiano dei monti alpini: da Courmayeur alla sua cima si spalanca un dislivello di 3600 metri, più di quello tra il Campo base e la vetta dell’Everest (3500 metri). E proprio per questo suo aspetto maestoso, il Bianco è il massiccio più fotografato e visitato delle Alpi. Migliaia di turisti affollano le sue pendici, salgono sulle nuove funivie alle porte dei ghiacciai, e si mettono in coda sui soliti sentieri. Eppure, nella sua vastità (45 chilometri di lunghezza e 12 di larghezza tra Italia, Francia e Svizzera), il Bianco racchiude anche preziosi angoli poco conosciuti e visitati. Interi bacini glaciali che rimangono solitari, nascosti, popolati solo da animali selvatici. Luoghi che rimandano a storie epiche, costruzioni di bivacchi remoti, ascensioni dimenticate, personaggi usciti da ricordi in bianco e nero.

In queste pagine proponiamo un viaggio anche dai tratti romantici, che si vela di nostalgia ripensando a com’erano la montagna e i suoi villaggi fino agli anni Sessanta, ma che ci porta ugualmente a ritrovare con ottimismo quelle stesse atmosfere che sembravano ormai del tutto sparite.

 

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