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A Bolzano arriva il simulatore di climi estremi

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Nel nuovo parco tecnologico di Bolzano (NOI Techpark) è stato inaugurato a fine novembre un simulatore di condizioni climatiche estreme. Un’infrastruttura chiamata terraXcube, realizzata da Eurac Research per effettuare test climatici in condizioni proibitive a scopo scientifico e industriale, che consente mediante la regolazione della pressione e della concentrazione di ossigeno, di riprodurre le condizioni delle cime più alte del Pianeta.

Le camere climatiche del simulatore sembrano due grandi cubi, denominati Large cube e Small cube. La camera più piccola è a sua volta costituita da quattro spazi in cui vengono riprodotte le situazioni climatiche delle Alpi, mentre nel Large Cube si possono simulare condizioni più estreme, come quelle presenti sulla cima dell’Everest.

Un progresso eccezionale per la medicina d’emergenza in alta quota” – dichiara Hermann Brugger, medico d’emergenza in montagna di Eurac Research e membro del team che ha promosso il progetto. Il terraXcube cambierà infatti le modalità di svolgimento degli esperimenti nel campo della medicina d’alta quota, finora compiuti dai ricercatori all’aperto, in condizioni proibitive e difficilmente controllabili, praticamente impossibili da riprodurre nelle medesime condizioni. Un limite, quello della riproducibilità, totalmente  eliminato dal simulatore.

Il Large Cube, che verrà utilizzato per compiere studi sull’ipossia e il suo impatto sull’organismo umano, può accogliere fino a 12 partecipanti e tre ricercatori per un periodo di tempo che può arrivare anche a 45 giorni. Le condizioni possono essere impostate e ripetute quante volte lo si desideri secondo i protocolli. Per il benessere degli ospiti, in collegamento con il cubo è presente una camera di compensazione con una stanza da bagno, che è dunque utilizzabile senza dover interrompere i test.  Oltre a rappresentare una “comodità”, la camera di compensazione può diventare anche sede di esperimenti per simulare cali repentini di pressione come quelli cui si può andare incontro in caso di salvataggio con un elicottero in alta montagna.

Come premesso, il simulatore non si presta soltanto a studi medici ma risulta utile anche per condurre ricerche in campo agricolo e ambientale. “Questo supporto tecnologico ci permette di affrontare questioni di base che finora non potevano trovare risposta. Come si comportano gli organismi quando cambia la pressione? Le montagne possono offrire un riparo adatto a tutte le specie che migrano a quote più alte a causa dei cambiamenti climatici? Quanto tempo impiegano ad adattarsi?”, spiega il biologo Georg Niedrist dell’Eurac Research, impegnato nella pianificazione di studi da svolgere all’interno del cubo più piccolo del simulatore, finalizzati all’analisi delle funzioni di piante, animali e microorganismi in diversi contesti climatici.

Nel corso del mese di dicembre tecnici e ingegneri porteranno avanti controlli scrupolosi della struttura così che il terraXcube possa essere messo a disposizione del mondo scientifico e industriale, non solo a livello locale ma si spera internazionale, a partire dall’anno nuovo.

Secondo quanto affermato da Roland Psenner, presidente di Eurac Research, sono già 20 le aziende che hanno espresso il proprio interesse, due tra queste – Technoalpin e Prinoth – sono già in fase di progettazione dei test da svolgere nel 2019.

Grazie ai suoi 360 metri cubi, il Large Cube può ospitare anche grandi mezzi”- aggiunge il direttore di Eurac Research Stephan Ortner – “Finora i produttori dell’Alto Adige dovevano svolgere test simili all’estero, con grosso dispendio economico e organizzativo. Ora possiamo creare le condizioni per test ad alto livello qui al NOI Techpark”.

Se volete fare un tour virtuale nel simulatore cliccate qui!

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1 Comment

  1. Interessante la stanza del bagno con zona compensazione.Pero’ la mission non sara’ come mai all’aperto col gelo, armeggiamenti tra cerniere ,che magari si inceppano o non scorrono..e vari possibili inconvenienti ghiacciati.
    Comunque in una fascia oraria aprirei anche al pubblico con biglietto di ingresso.Magari si scopre che la giacca -pantalone pagata un occhio non tiene il caldo promesso in etichetta e si ha ancora lo scontrino ben tenuto .

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