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Una cucciolata di lupi alle porte di Roma. Lo splendido video della LIPU

Sei cuccioli di lupo nelle foreste del Litorale Romano. Questa la bella notizia che giunge dalle videotrappole dell’OASI LIPU di Castel di Guido, piazzate dai volontari dell’associazione in punti strategici del bosco. I piccoli sarebbero nati nella primavera del 2018. Ora con l’arrivo dell’inverno i lupi hanno abbandonato le aree riproduttive e anche i cuccioli hanno iniziato a spostarsi insieme agli adulti.

La notizia, che giunge ad un anno da un altro evento riproduttivo registrato nella zona, grazie alla coppia di lupi Numa e Aurelia, fa ben sperare per una ripresa della specie nella periferia romana, dove non si vedevano coppie fertili da oltre cento anni.

L’annuncio della cucciolata è apparso sulla pagina Facebook dell’Oasi LIPU di Castel di Guido, attraverso la condivisione di un video in cui i cuccioli sembrano godere di ottima salute ed essere carichi di energie.

Cuccioli di lupo sul Litorale Romano

Aggiornamento sulla presenza del lupo nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.Con alcune bellissime immagini della cucciolata di lupi nata la scorsa primavera nelle foreste del Litorale Romano, vi aggiorniamo sul monitoraggio del nucleo familiare presente sui nostri territori. Nel settembre scorso avevamo pubblicato la notizia tanto attesa. Anche quest’anno è stata accertata la riproduzione del branco, dopo la storica prima riproduzione nel 2017, che arrivava dopo un secolo di assenza della specie nella nostra area. In estate sono stati immortalati dalle nostre videotrappole sei cuccioli in diverse occasioni, anche duranti fasi di gioco e durante le interazioni con gli adulti. E' importante ribadire che nel lupo, in media, solo il 50% dei cuccioli arriva al secondo anno di vita, a causa di un elevata mortalità nei primi mesi. E' così che si regola la dimensioni dei branchi, di dimensioni ben più ridotte durante l'inverno e la primavera successiva alle nascite.Un altro dato storico dunque, che conferma ormai la presenza stabile della specie nel Comune di Roma, dopo che non si registravano branchi riproduttivi di lupo dagli inizi del ‘900. Nello stesso periodo, abbiamo proseguito anche il campionamento genetico non invasivo, tramite raccolta escrementi freschi, poi portati ad analisi presso l’IZS di Lazio e Toscana. Negli anni scorsi tale metodologia ci aveva permesso di ricostruire le dinamiche di ricolonizzazione della specie e di registrare la formazione di una coppia di lupi nel 2016, chiamati da noi Numa e Aurelia, i quali hanno poi dato vita alla prima cucciolata lo scorso anno. Proprio dall’analisi del DNA di un campione biologico fresco di questa estate è arrivata la notizia che non ci aspettavamo… Infatti i risultati hanno confermato la presenza sul territorio di un altro maschio adulto, che ha dunque sostituito Numa nel ruolo di riproduttore e compagno di Aurelia.Il cambio di un dominante nel branco può voler dire soltanto una cosa purtroppo: Numa è probabilmente morto durante gli scorsi mesi, e il suo ruolo di riproduttore è stato occupato da un altro maschio solitario in dispersione. Le cause della scomparsa di Numa possono essere molteplici, naturali e non. Ogni anno in Italia circa 300 lupi (il 20% della popolazione) muoiono per cause umane (incidenti stradali o bracconaggio). E Numa, dopo il suo arrivo nell’estate del 2014, ha ceduto il passo al suo successore, nuovo maschio dominante del branco di lupi del Litorale Romano, chiamato da noi Tullo (come da tradizione, il terzo re di Roma).Ora con l’arrivo dell’inverno i lupi hanno abbandonato le aree riproduttive, e i cuccioli hanno cominciato a spostarsi con gli adulti. Infatti a 7-8 mesi d’età i giovani dell’anno hanno raggiunto già dimensioni simili ai genitori, e possono dunque muoversi diversi km ogni notte. Un lupo è in grado di muoversi anche 10-15 km in poche ore, sia per le attività di caccia (ricordiamo che le nostre analisi sugli escrementi dimostrano, ancora oggi, che la dieta di questo branco è composta per quasi il 95% da cinghiale, e che dunque il suo impatto sulla zootecnia è quasi nullo), sia per le normali attività di perlustrazione del territorio (che per un branco di lupi può raggiungere dimensioni anche di 100 kmq).Vi lasciamo ora alle belle immagini della cucciolata di lupi 2018, altro bel segnale di speranza per questa specie, la cui presenza testimonia ancor più il valore ecologico dei nostri ecosistemi, che tornano ad ospitare stabilmente il più importante predatore europeo!

Gepostet von Oasi LIPU Castel di Guido am Donnerstag, 6. Dezember 2018

Le analisi condotte dagli esperti sugli escrementi recuperati nell’area, hanno portato a concludere che i lupi romani si nutrano nel 95% dei casi di carne di cinghiale, risorsa che abbonda fin troppo nella zona. Un dato che comporta un potenziale impatto zero da parte dei branchi sul bestiame da allevamento.

Secondo gli studi genetici effettuati presso i laboratori zooprofilattici di Lazio e Toscana non è Numa il padre dei piccoli, ma un secondo lupo ribattezzato dai ricercatori Tullo, come da tradizione il terzo re di Roma.

La domanda che sorge spontanea è dove sia finito Numa se i genitori dei lupacchiotti risultano essere Aurelia e Tullo. Per gli scienziati potrebbe essere morto, determinando così la nascita di una nuova coppia dominante. Le cause della morte, come spiegato in un post dalla LIPU, potrebbero essere molteplici, spaziando dalle cause naturali ai fattori antropici, come il bracconaggio o l’investimento su una strada.

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