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Monteviasco, poche speranze per la riapertura della funivia e il paesino rimane isolato

Monteviasco, funivia, Varese, indagini, burocrazia, omicidio colposoFoto FB @FuniviaMonteviasco

Ad un mese dalla tragedia della funivia Piero-Monteviasco, rimasta chiusa a seguito della morte del manovratore Silvano Dellea, rimasto vittima di un incidente sul lavoro lo scorso 12 novembre, i rilievi e le verifiche sull’impianto giungono al termine.

Il parere dell’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (organo di competenza del Ministero dei Trasporti) è chiaro e decisamente negativo: dopo il dissequestro la funivia non potrà tornare in funzione perchè “rappresenterebbe un pericolo per gli addetti ai lavori e i viaggiatori”.

La Procura della Repubblica di Varese ha intanto aperto un fascicolo iscrivendo numerose persone tra gli indagati per omicidio colposo.

Nel corso degli accertamenti sono state identificate gravi carenze strutturali e procedurali presso l’impianto di risalita, che andrebbero risolte prima della riapertura. Una situazione di non facile gestione che suona come una condanna per il futuro della località di Monteviasco. Grande l’impegno degli esercenti del posto, come i gestori del “Vecchio circolo”, che hanno deciso nonostante le difficoltà di tenere aperto il proprio ristorante per accogliere gli appassionati di trekking e dunque non fermare il turismo nella località montana.

Per cercare di trovare una soluzione al problema i sindaci del territorio, dai comuni di Luino, Maccagno, Pino, Veddasca, fino ad arrivare ad Agra e Dumenza, supportati dal presidente della Comunità Montana delle Valli del Verbano, Francesco Paglia, hanno in programma la creazione di un tavolo istituzionale, in cui sarà probabilmente coinvolto anche il Prefetto di Varese Enrico Ricci, per fare il punto della situazione e lanciare un appello alla Regione Lombardia per un intervento immediato.

Stiamo lavorando per istituire un confronto ma il nostro obiettivo è quello di operare per lo sviluppo del turismo” – spiega Paglia –  “Abbiamo totale fiducia nel lavoro della magistratura, il piano sul quale stiamo intervenendo è un altro, e non vogliamo che si mescoli con il resto. È un caso difficile, molto complesso, ma abbiamo il dovere di capire come risolvere questo problema e far ripartire la funivia, in attesa dell’esito della vicenda giudiziaria”.

La necessità primaria appare quella di reperire risorse per rimettere a norma l’impianto.

Una funivia non può permettersi di mettere a rischio viaggiatori e lavoratori” – afferma Valerio Peruggia, sindaco di Dumenza – “e immagino la quantità di famiglie, bambini ed anziani che hanno viaggiato sull’impianto in questi anni. Noi, come unione dei comuni, possiamo fare ben poco, già facciamo fatica ad assumere persone, immaginiamo a gestire una struttura così. È necessario che l’impianto, dopo essere messo totalmente a norma, sia gestito da un ente più grande, è impensabile, come dico da anni, che lo possa fare da solo un comune come quello di Curiglia”.

Da dove arriveranno le risorse necessarie e quanto tempo servirà perché la piccola località montana di Monteviasco, che conta soltanto sette abitanti, possa tornare ad essere una perla dell’Alto Varesotto?

Difficile trovare risposte nell’immediato. L’iter per la riattivazione del servizio sarà lungo e articolato: bisognerà attendere in primo luogo uno stanziamento dei fondi, seguito dal passaggio di contributi e dalla gara d’appalto per avviare i lavori di messa in sicurezza e poi ancora richiedere le autorizzazioni per la riapertura ed emanare un bando per la gestione della funivia.

 

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