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Simon Gietl in free solo sulla Via Lacedelli sulla Cima Scotoni

Foto Christof Ursch

Agli inizi di ottobre vi avevamo annunciato l’apertura di una nuova via sulla Cima Scotoni (2.874 m) in Dolomiti da parte dell’alpinista altoatesino Simon Gietl. Una linea ribattezzata Can you hear me?” in ricordo dell’amico Gerhard Fiegl, deceduto nel 2015 durante una spedizione himalayana al Nilgiri, che per primo aveva individuato il percorso.

Soltanto oggi trapela la notizia di una seconda salita di Gietl datata 18 ottobre sulla medesima cima, questa volta in free solo lungo la via Lacedelli sulla parete Sud Ovest. Una prima assoluta in solitaria lungo una delle grandi classiche delle Dolomiti, aperta dagli scoiattoli di Cortina Lino Lacedelli, Luigi Ghedina e Guido Lorenzi nel lontano 1952.

Un’impresa complessa considerando i 450 metri che compongono la via, caratterizzati da roccia non di ottima qualità e difficoltà fino all’ottavo grado.

Simon aveva già salito la Lacedelli nel 2003, ma soltanto anni fa, mentre accompagnava un cliente, ha iniziato a solleticargli l’idea di tentarla senza corda.

Non si tratta comunque della prima via salita in free solo da Gietl, che nel passato si era già cimentato lungo la Cassin, la Comici-Dimai, la Innerkofler sulle Tre Cime di Lavaredo e la Egger-Sauscheck sulla Cima piccola, quest’ultima salita nel 2017 durante le riprese del film “Manaslu, la montagna delle anime”.

La differenza tra queste esperienze precedenti e la sua ultima fatica, come dichiarato dall’alpinista a Planetmountain, sta nel fatto che per la Lacedelli avesse sviluppato un vero e proprio pensiero fisso, a partire dall’apertura di “Can you hear me?”. Durante la salita di quest’ultima, con uno zaino pesante sulle spalle, si è ritrovato a domandarsi come sarebbe stato salire la Lacedelli in stile leggero, senza praticamente avere nulla con sé.

Una volta rientrato dalla spedizione in Pakistan in compagnia di Thomas Huber e Rainer Treppte al Latok I, Simon si è concentrato nuovamente sulla via dedicata a Fiegl. Una forte tonsillite lo ha però indebolito. A quel punto il pensiero di tentare la Lacedelli senza corda è tornato a farsi strada e così si è recato sulla Cima Scotoni con l’amico Klaus Gruber, totalmente ignaro delle sue intenzioni. I due hanno salito insieme la via poi, 5 giorni dopo, Simon è tornato in parete da solo ma con l’imbrago, per studiare minuziosamente il tiro chiave. Sicuro di potercela fare senza corda anche lo stesso giorno, ha preferito prendere 3 giorni di tempo per poi lanciarsi carico verso il suo obiettivo. Un’attesa che ha fatto decisamente bene all’alpinista che ha affrontato la salita con estrema tranquillità, conoscendo ormai ogni centimetro a memoria, ogni presa e ogni appoggio.

Un’esperienza vissuta senza orologio per non farsi influenzare dal tempo e senza fretta, tanto da incamminarsi verso la parete solo verso le 11 del mattino.

1 ora e 32 minuti il tempo impiegato per completare la salita, determinato in maniera indiretta con l’ausilio della GoPro con cui Gietl ha filmato tutto il percorso, che ha una sua autonomia di un’ora e mezza e si è praticamente spenta mentre si toglieva le scarpette sulla cengia.

Qualche giorno dopo è tornato sulla via per scattare qualche foto in compagnia del fotografo Christof Ursch, in particolare sul tiro chiave e sul settimo tiro, per avere delle immagini che documentassero i passaggi più complessi.

Ad un mese dall’impresa Simon definisce la salita sulla Lacedelli un ricordo profondo, un sogno realizzato, riprendendo una citazione che sulla sua pagina Facebook accompagna una delle foto di Ursch: “All dreams can come true if we have the courage to follow them”. E al momento non esclude che possa tornare a cimentarsi in altre salite in free-solo.

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3 Comments

  1. Mi risulta che la Lacedelli sia stata già salita in free solo nel 1989 da Marco Sterni che nella stessa giornata aveva salito anche i Fachiri sulla stessa parete e la Costantini Apollonio al pilastro della Tofana

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