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Calamity Atelier, un concorso di idee per salvare Arte Sella

Arte Sella, Calamity Atelier, concorso, architettura, maltempo, arte, Trentino Alto AdigeFoto FB @Arte Sella

Arte Sella, il più grande e prestigioso parco d’arte del mondo contemporaneo, dopo esser stato fortemente danneggiato dalla furia della pioggia e del vento dello scorso ottobre, cerca di tornare a vita nuova attraverso un concorso.

Si sono infatti aperte il 26 novembre le iscrizioni al “Calamity Atelier“, un concorso di idee promosso da Arte Sella e YAC (Young Architects Competitions) per la rigenerazione del Parco, con un montepremi di € 14.000 per i primi tre progetti vincitori, che saranno valutati da una giuria internazionale composta da Sou Fujimoto (Sou Fujimoto Architects), Kongjian Yu (Turenscape), Patrick Lüth (Snøhetta), – Michele De Lucchi (aMDL Michele De Lucchi Studio),, Marco Imperadori (Politecnico di Milano), Flavio Carli (Comune di Borgo Valsugana) e Emanuele Montibeller (Arte Sella). I finalisti saranno 30, 12 le menzioni d’onore di cui 2 gold da 500€ l’una.

Il Parco che si estende in un bosco della Val di Sella in Trentino Alto Adige, è da 30 anni un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui la natura si mescola in modo innovativo all’arte contemporanea attraverso numerose installazioni realizzate da artisti di fama internazionale. I danni dello scorso ottobre ammonterebbero, secondo le stime del direttore Emanuele Montibeller, a più di duecento mila euro. Interi percorsi sono infatti stati cancellati e molte opere danneggiate dalla caduta degli alberi.

Allo sconforto espresso nei giorni successivi alla tempesta devastante da Montibeller attraverso una frase che sentenziava “il parco è praticamente raso al suolo”, si sostituisce oggi la voglia di rinascita. Il concorso avrà dunque la finalità di portare ad Arte Sella nuove opere architettoniche per tornare ad attrarre tra le montagne artisti e visitatori.

Termine per la partecipazione al concorso: 29 febbraio 2019.

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1 Comment

  1. La Land Art…affida le proprie opere all’ambiente esterno e non dovrebbe avere intenzione di conservarle intatte nel tempo.Le opere sono effimere, mutevoli nello spazio e nel tempo…deteriorabili dagli eventi naturali.Piu’ che parlare di opere danneggiate, sarebbe coerente parlare di opere modificate dagli eventi naturali, che possono essere lenti o catastrofici.
    Quindi e’ piu’coerente collocarne di nuove , sostituendo o replicando le precedenti, o affiancandole ai ruderi, che poi tali non sono..sono infatti evoluzioni previste nella filosofia del movimento.

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