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David Bacci: troppo pensare alla Nord del Jannu East in stile alpino

Jannu East, David Bacci, Luca Moroni, ragni di Lecco, Anidash ChuliDavid Bacci e Luca Moroni erano partiti lo scorso 9 settembre per tentare la salita dell’ancora inviolato versante Nord del Jannu East (7458 m). Posto a Ovest del Kangchenjunga, la terza montagna della terra, si trova a poca distanza dalla cima principale del Jannu. Si tratta di una montagna caratterizzata da pareti verticali e difficoltà tecniche molto sostenute. Un’affascinante sfida per l’alpinismo moderno in altissima quota che oggi va alla ricerca di pareti tecniche in luoghi distanti dalle classiche rotte.

“Servono dieci giorni di cammino per avvicinarsi alla parete e altri dieci per rientrare” ci ha spiegato David Bacci. “Dopo l’avvicinamento io e Luca siamo rimasti due settimane mezzo in zona e poi siamo rientrati. In tutto la spedizione è durata più di un mese, abbiamo fatto una buona acclimatazione e siamo riusciti a salire una cima di seimila metri.

 

Cos’è successo invece sul Jannu East?

Diciamo che il versante Nord, da tentare in stile alpino, forse era un po’ troppo per noi due. Stiamo parlando di 2500 metri di parete, tra i 70 e i 90 gradi, abbastanza tecnici. L’ultima parte poi, dai 6800 metri in su, sembrava davvero molto tecnica. Sicuramente sarebbe stata utile una portaledge così da poter stare molti più giorni in parete.

Oggi posso dire che aveva certamente ragione Tomo Česen quando diceva che la Nord del Jannu East sembrava la parete di ghiaccio più dura al mondo.

Dopo aver rinunciato a questo obiettivo tu hai però deciso di tentare l’Anidash Chuli

Si tratta di una montagna molto bella. Luca aveva deciso di non voler più scalare mentre io, già che ero arrivato fin lì, volevo almeno provare a portarmi a casa una montagna. L’Anidash Chuli era un obiettivo molto affascinante, peccato che ci trovavamo sul lato sbagliato.

In che senso?

Nel senso che la via di salita si trova sul versante Nord mentre noi avevamo il campo base a Sud. Per evitare di dover aggirare la montagna ho deciso di tentare da Sud, ma le condizioni per arrivare in cresta erano molto secche e la parete scaricava giù sassi tutto il giorno.

Quindi cos’hai fatto?

Ho superato il ghiacciaio e ho piazzato la tenda, mi trovavo a un chilometro dalla parete. Durante al notte poi è venuta giù una valanga enorme, una valanga himalayana che mi ha sollevato con tutta la tenda scaraventandomi a cinque o sei metri di distanza distruggendo buona parte dell’attrezzatura.

Poi?

Mi trovavo da solo, ero confuso e non riuscivo più nemmeno a trovare gli scarponi poi, grazie alla luce del cellulare che avevo in tasca (la frontale non so dove fosse finita) sono riuscito a recuperare qualcosa, a mettere gli scarponi. Dopo ho fatto lo zaino e sono tornato indietro.

Molti materiali sono andati distrutti mentre io, per fortuna, mi sono solo fatto male a un braccia ma nulla di critico.

Pensi di voler tornare, con più attrezzatura per tentare il Jannu East?

Non lo so, ma ci sto pensando, ancora non ho deciso. Detto moto sinceramente però mi piacerebbe anche se ci sono tanti altri obiettivi interessanti in giro.

Qualche idea per i prossimi mesi?

È da tanto che sogno di fare qualche bella invernale sul Bianco.

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