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Il Sentiero Italia nel Lazio – di Stefano Ardito

Monte Navegna, la vetta

Anche nel Lazio si può camminare. Per chi vive a Roma e nei centri vicini questa non è certo una notizia. Chi guarda questa parte d’Italia da lontano, e magari conosce le vette dell’Abruzzo e le colline toscane, può restare stupito di fronte alla varietà e alla bellezza dei sentieri dell’Appennino laziale.

Il Sentiero Italia, che all’uscita dall’Umbria si sdoppia, attraversa la regione di Roma con le 16 tappe del suo percorso occidentale. Dopo la conca di Amatrice, si scavalcano il Terminillo, il Navegna, i Monti Simbruini ed Ernici. Toccata Sora, si percorre il versante ciociaro del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

Sul percorso si traversano montagne frequentate e famose come il Terminillo e il Viglio e zone molto meno battute come il Monte Pozzoni, il Monte Nuria e alcuni settori degli Ernici. Per un tratto, prima e dopo Carsoli, il sentiero sconfina in Abruzzo.

La Certosa di Trisulti

Si incontrano città d’arte come Sora e Leonessa, borghi come Ascrea, Filettino e Picinisco, monumenti della fede come la Certosa di Trisulti. I cippi dell’antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie compaiono accanto al Sentiero Italia in varie tappe.  

Siamo a buon punto, circa il 70% del percorso è già stato verificato e segnato” spiega Marco Laracca, responsabile della Commissione Cartografia e Sentieri del gruppo regionale Lazio del CAI. “Delle nostre 19 sezioni ne sono state direttamente coinvolte una dozzina, le più vicine al Sentiero. Ognuna si è occupata del tratto di sua competenza”.

Questo sistema ha lasciato fuori sezioni importanti come Roma, Viterbo e Latina, e ne ha coinvolte molte altre da Rieti ad Antrodoco, e da Alatri a Sora. “La sezione di Leonessa non se l’è sentita di lavorare sul suo tratto. Al suo posto sono intervenuti i soci del CAI di Monterotondo”.  

Come nelle altre regioni, i lavori sul Sentiero Italia sono iniziati tra febbraio e marzo, quando il CAI nazionale ha avvisato i gruppi regionali della decisione di intervenire sul trekking. 

Nel Lazio, al contrario che sulle Alpi, i tratti seriamente innevati d’inverno sono pochi. E’ facile prevedere che nella primavera del 2019, quando il nuovo Sentiero Italia verrà inaugurato, i segnavia e i cartelli saranno tutti a posto. 

Amedeo Mattia Parente, presidente CAI di Colleferro, al lavoro sul Sentiero Italia

In molte sezioni, a occuparsi dei lavori sono piccoli gruppi di soci. “Siamo in cinque a lavorare, abbiamo impiegato tre uscite, ce ne vogliono ancora una o due” spiega Amedeo Mattia Parente, presidente della giovane (è nata nel 1995) ed entusiasta sezione di Colleferro.  

Siamo contentissimi di occuparci della tappa da Filettino a Campo Catino, che corre ai piedi del Viglio, una montagna alla quale siamo molto legati” prosegue il presidente Parente. “Come le altre sezioni, oltre a verificare il tracciato e la segnaletica, abbiamo preparato un file gpx e abbiamo verificato la presenza dei posti-tappa”. 

Se Colleferro è sfiorata dall’Autostrada del Sole e dalla ferrovia ad alta velocità Roma-Napoli, Sora, sulle rive del Liri, è un crocevia del Lazio meridionale. In provincia di Frosinone, sorge all’inizio della strada che attraversa la Val Roveto verso Avezzano, e di quella che sale a Forca d’Acero per raggiungere Pescasseroli.

Siamo legati ai monti del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, ma nel Sentiero Italia ci siamo occupati degli Ernici, che sorvegliano la nostra città da nord” racconta Lucio Meglio, presidente della sezione di Sora, fondata nel lontano 1927. 

Anche da noi a seguite i lavori è stato un piccolo nucleo di soci. L’attivissimo Gruppo sentieri, composto da 9 persone, che nell’ultimo anno ha realizzato un trekking urbano e il bel Sentiero delle Grotte” continua Meglio

Il Sentiero Italia, nel tratto di competenza del CAI Sora, s’inerpica con una faticosa sgroppata dai 281 metri del centro fino ai 1676 del Passo dell’Ortica, da cui si scende a Prato di Campoli. “Il percorso era già indicato dai segnavia 621, quest’anno abbiamo dovuto solo controllare” conclude il presidente.    

Rispetto al percorso storico, indicato dalle guide (la prima è opera di chi scrive) e utilizzato dai due Camminaitalia, il tracciato è stato modificato in un solo punto. “Il rifugio di Forca Canapine è chiuso dopo i terremoti del 2016, e ci è sembrato giusto rendere omaggio ad Amatrice, che ospita un’attiva sezione del CAI ed è stata inserita nel percorso” spiega Marco Laracca.

Il rifugio Sebastiani e il Terminillo

Per tre tappe, inclusa quella di cui ci siamo occupati, il Sentiero Italia corre nel Parco regionale dei Simbruini, che lavora molto sulla segnaletica” aggiunge Amedeo Mattia Parente di Colleferro. 

I posti-tappa sono uno dei problemi più seri per il Sentiero Italia nel Centro-Sud. Nel Lazio l’unico rifugio CAI sul percorso è il Sebastiani al Terminillo, altrove si utilizzano bed & breakfast e alberghi. 

Il solo problema è a Prato di Campoli, dove in estate funziona un piccolo ristorante ma non ci sono strutture ricettive” spiega Marco Laracca. “C’è un piccolo rifugio della sezione di Frosinone del CAI, che speriamo di rinnovare e migliorare. Altrimenti toccherà utilizzare una navetta, e pernottare nel borgo medievale di Veroli”.  

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