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Il camoscio appenninico torna a ripopolare i Monti Sibillini

Monti Sibillini, appennino, camoscio appenninico, biodiversità, conservazione, censimento, bramitoFoto Ercole Marchionni

Dai Monti Sibillini arriva una buona notizia nel campo della biodiversità. La popolazione del camoscio d’Abruzzo o appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata Neumann, 1899), ritenuta a lungo una specie a rischio estinzione nonchè quasi completamente scomparsa agli inizi del ‘900, quando ne sopravvivevano poco più di 30 esemplari, risulta oggi in netta crescita nel territorio del Parco.

È quanto emerge dai risultati del nono censimento autunnale al bramito che si è svolto il 23 e il 31 ottobre, nell’ambito di un progetto di interesse comunitario per la conservazione dei mammiferi dell’Appennino centrale, realizzato dal Parco dei Monti Sibillini in collaborazione con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e quello del Gran Sasso e Monti della Laga, per la direttiva “biodiversità” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

A fronte di 31 individui rilasciati tra il 2008 e il 2014, sono stati ben 77 i camosci osservati il 23 ottobre, 88 nella seconda giornata di attività. Considerando anche i dati emersi dal monitoraggio condotto durante tutto il resto dell’anno mediante video-trappole, si stima attualmente che la popolazione ammonti a circa 150 individui, per lo più concentrati nella zona del Monte Bove dove la specie sembra aver trovato un habitat ideale e spazio sufficiente per espandere  ulteriormente la colonia.

Il censimento, svolto da volontari, tecnici del Parco e carabinieri, fa tirare un sospiro di sollievo ai tanti preoccupati per le sorti del camoscio d’Appennino. Ma come sottolineato dagli esperti, nonostante non sia più considerato ad immediato rischio d’estinzione, grazie in particolare all’istituzione dei Parchi Nazionali e a progetti nazionali ma anche comunitari per la conservazione della specie, risulta ancora vulnerabile a causa di una scarsa variabilità genetica.

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5 Comments

  1. Poi arrivano i lupi, gentilmente introdotti da qualche scienziato, e addio camosci. Addio cervi, caprioli, mufloni. Come è successo qua, dove sono stati praticamente sterminati.

  2. Sai franz, lo pensavo anch’io. Poi circa un mese fa in montagna ho sentito bramire. Mi sono nascosto e sono rimasto in silenzio buono buono, sperando di vedere uscire dal bosco un bel cervo, come succede di solito…e invece… era un camoscio!!! Evidentemente fanno lo stesso verso, boh.

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